Duplice presentazione a Pescara, il 6 dicembre, e ad Andria, il 10 dicembre

Il 6 dicembre a Pescara – alle ore 18.00, presso il Mediamuseum in via Alessandrini, 34 –  e il 10 dicembre ad Andria – alle ore 19.00, presso la chiesa Mater Gratiae, nell’omonima piazzetta del centro storico – verrà presentato Lettere a Odysseo, il nuovo libro di Antonio Del Giudice.

Il libro nasce da un’idea di Antonio e raccoglie una selezione dei suoi articoli, pubblicati su “Odysseo, navigatori della conoscenza” negli ultimi quattro anni e, in modo particolare, nell’ultimo.

L’idea di Antonio? Offrire a tutti i Lettori e simpatizzanti di “Odysseo” la possibilità di sostenere un giornale povero e indipendente: l’autore ha infatti rinunciato ai suoi diritti sulla pubblicazione e chi, al costo di 6€ a copia, lo acquisterà, farà un bel regalo a se stesso, ai suoi amici, a questo giornale. Insomma: un’idea niente male per una strenna natalizia. Possibile anche ricevere il libro per posta, con un contributo di spedizione di soli 2€. Quanti desiderano ordinarlo, possono scrivere a [email protected] .

Qualche anticipazione? Eccovi uno stralcio della prefazione a firma di Bruno Nacci: «Non vorrei che sembrasse irriverente nei confronti di uno dei massimi pensatori e scienziati del Seicento e piaggeria verso il giornalista e scrittore contemporaneo, ma gli articoli raccolti da Antonio Del Giudice in questa plaquette fanno pensare alle famose Provinciali di Blaise Pascal. In entrambi i casi il movente è stato l’indignazione».

Dal canto suo, Antonio Del Giudice confida: «Scrivo questa lettera, amico Paolo e amici Lettori, per raccontare il senso di gratitudine che sento per voi tutti. Da molti anni mi dedico alla scrittura di racconti, avendo lasciato alle spalle la professione di giornalista. Le stagioni della vita passano e io non considero il mio mestiere un ordine sacro, perinde ac cadaver, ma un mestiere bello e fortunato che per quarant’anni mi ha consentito divertimento e nuove conoscenze. Poi la vita cambia le quinte del teatro di ognuno di noi, e prenderne atto è salutare. La scoperta di Odysseo mi ha ricambiato ancora una volta le quinte. Senza nostalgia di ritorno a casa, la mia patria or è dove si vive, ho ritrovato la curiosità di guardare il mondo dal mio attuale punto di vista, e di raccontarlo».

E il direttore? Da simbolico destinatario di tutte le lettere di Antonio, non poteva esimersi dal manifestare la propria, e spero anche vostra, gratitudine: «Tonino, con le sue “lettere al direttore”, ci ha aiutato, come direbbe Edgar Morin, ad avere una “testa ben fatta”, piuttosto che “ben piena”. Anche se, a dire il vero, i tempi dell’imbuto di Norimberga ci appaiono alquanto lontani e l’immagine che abbiamo scelto per la copertina ci sembra, a questo proposito, quanto mai evocativa… Tonino non è uno che ha peli sulla lingua: con garbo, e altrettanta determinazione, quel che c’è da dire te lo dice e quel che c’è da scrivere, lo scrive».

Buona lettura!


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Paolo Farina
La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba.Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...