
Contraddico allo spirito leggero e vacanziero per asserire, per chi ancora è incredulo, qualcosa di scomodo. E a niente vale minimizzare, guardare dall’altra parte, essere tristi ma poi leggeri. Tanto vale chiamare le cose col proprio nome!
È una calda estate tremenda per la nostra città, muoiono drammaticamente e direi quasi casualmente giovani uomini, brave persone. Samarcanda è una strada, una casa, un appuntamento a cui nessuno, e ripeto nessuno, può mancare.
Sono indignata perché la frase “dove vai in vacanza” per molte persone è divenuta arabo. Perché quelle stesse andranno in vacanza chissà come e quando e con gli occhi sul mondo completamente mutati. Il lutto cambia i connotati: non provare per credere.
Per questo, forse, per il sole bello, per la voglia di aria, stride tutto di più.
Non si parla mai di morte
Dovremmo
E poi, tra chi va via, chi resta nella disperazione, chi è estraneo al tutto ci sono, per fortuna, i fatti.
Condivisioni, preghiere per chi ha fede, soprattutto amore puro.
Conforto: unica moneta di scambio col dolore.























