Una conversazione per “risvegliarci dal sonno della ragione addormentata”

Francesca Albanese, giurista, docente, ricercatrice, riceve nel 2022 il mandato di relatrice speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato.

I termini del suo mandato le chiedono di “investigare sulle azioni del governo occupante i territori palestinesi”

In piena aderenza al mandato ricevuto pubblica tre rapporti.

L’ultimo documenta i risultati di 6 mesi d’investigazioni sulla implicazione aziendale e accademica in complicità con il sistema israeliano nel passaggio “Dall’economia di occupazione all’economia di genocidio”

La dott.ssa Albanese non esprime pareri, documenta un processo che vede coinvolti una serie di attori.

La dott.ssa Albanese, esegue il compito, che le è stato affidato.

Lo esegue in maniera eccellente. Nel mondo scolastico a cui appartengo, si direbbe che “l’elaborato è pertinente coerente e coeso alla traccia” e sarebbe stimato con un’ottima valutazione ma si sa, “ogni mondo è paese” e ogni paese ha le sue regole…

L’abbiamo incontrata presso il Teatro Kursaal Santalucia di Bari, dove, dopo la cerimonia di consegna delle chiavi della città da parte del sindaco, dott. Vito Leccese, ha presentato, in dialogo con il Presidente della Regione Puglia, dott. Michele Emiliano, il libro edito da Rizzoli “Quando il mondo dorme”. Moderatore dell’incontro Nabil Bey Salameh.

Un libro da leggere per comprendere meglio i termini di una questione annosa che solo pochi conoscono e pochissimi si sforzano di capire.

Attraverso la storia di 9 persone, incontrate nel corso degli anni, si trattano i temi fondamentali per la storia della Palestina.

Durante l’incontro si è parlato di apartheid e genocidi, non solo di quello in atto ma di tutti gli atti genocidari perpetrati nel tempo verso i popoli più deboli ad opera di quelli più forti, colonizzatori. Si è parlato di ferite ancora aperte, mai completamente risanate, i cui postumi ancora avvelenano la vita delle persone coinvolte direttamente e/o indirettamente.

A tal proposito, facendo riferimento al libro, mi soffermo sulla figura di Gabor Matè, medico e psicoterapeuta di origine ebraica, a cui è dedicato un importante capitolo dal titolo “Perché è così importante preservare la memoria di un popolo” che riguarda il valore della memoria nell’elaborazione del trauma subito.

Cosa avviene ad una persona che vive un trauma profondo come quello che, oggi, stanno subendo i palestinesi? E che hanno subito gli ebrei, ancor prima?

Secondo Gabè “il trauma non consiste semplicemente in ciò che è accaduto, a livello personale e collettivo, ma soprattutto, appunto, in ciò che accade e continua ad accadere dentro le persone in risposta a quell’esperienza

Si specifica quindi che “quando interi gruppi interiorizzano un visione della vita influenzata dal loro trauma, dalla loro paura, questo nutre un continuo senso di minaccia e sfiducia e incide sulla loro visione del mondo esterno

Quando la dott.ssa Albanese afferma che quello che sta succedendo a Gaza riguarda tutti quanti noi, e a vari livelli, io sento che è nel giusto.

Lei ha parlato dell’importanza del sostenere il DIRITTO sempre, anche nelle questioni più apparentemente innocue (citava la sua tendenza a richiedere sempre lo scontrino per ogni acquisto promuovendo l’osservazione che non esiste piccola o grande evasione, ma solo l’evasione in quanto violazione di una legge, di una regola istituzionale)

A questo io aggiungo una mia riflessione personale in relazione proprio all’evento traumatico: quanto incide sulla nostra capacità di vivere in pace, di creare la pace, quanto stiamo vivendo? Come potremo, da ora in avanti, condurre le nostre vite, nella consapevolezza di quel che accade intorno a noi?

Lei stessa ha manifestato un’inquietudine che la accompagna continuamente; la necessità di elaborare una sorta di lutto rispetto alla perdita di persone, luoghi, ma nondimeno alla perdita di valori fondanti quali la legalità che diventa, ogni giorno che passa, sempre meno determinante nel regolare le relazioni internazionali e non solo.

L’hanno definita “divisiva”; per certi versi lo è.

La sua determinazione, il suo coraggio, la sua coerenza con i principi in cui crede, ne fanno uno spartiacque e ad ognuno di noi resta la responsabilità di prendere posizione, scegliendo, in ogni ambito della nostra vita, quella più giusta.

 Lei, sicuramente, ha già scelto.

***

Lettera per il cessate il fuoco a Gaza, per la fine delle ostilità e per la restituzione degli ostaggi

Noi sottoscritti dirigenti scolastici Paolo Farina e Paolo Saggese

AUSPICHIAMO

che il Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, e il Governo italiano si facciano promotori:
•    di una richiesta di immediata cessazione del fuoco e delle ostilità tra le parti belligeranti e di restituzione degli ostaggi alle famiglie;
•    della garanzia dell’immediato supporto umanitario alla popolazione di Gaza, ai bambini, alle madri, agli anziani innocenti, che stanno patendo il dolore atroce della guerra e gli stenti per fame, che stanno decimando una popolazione inerme.

Siamo convinti che ciò che sta accadendo vada oltre la stessa idea di “guerra”, che in modo spietato l’uomo è riuscito a concepire.

Facciamo nostra e aderiamo alla dichiarazione congiunta dell’Arcivescovo Card. Matteo Zuppi e del Presidente della Comunità Ebraica di Bologna, Daniele De Paz, che, tra l’altro, affermano:

“Di fronte alla devastazione della guerra nella Striscia di Gaza diciamo con una sola voce: tacciano le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele. Siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti. Si permettano corridoi umanitari. Si cessi l’occupazione di terre destinate ad altri. Si torni alla via del dialogo, unica alternativa alla distruzione. Si condanni la violenza”.
(“Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilità comune per la pace”).

Incapaci di essere indifferenti alle atrocità che stanno accadendo, convinti del ruolo delle nostre Scuole che hanno il compito di educare alla cittadinanza planetaria e alla fratellanza tra tutti i popoli, contro le guerre e la “logica” della “legge del più forte”,
invitiamo, a titolo personale, tutte le “donne” e tutti gli “uomini” di scuola, dirigenti scolastici, docenti, personale amministrativo, tutte le cittadini e tutti i cittadini italiani, a firmare questa “Lettera – appello”.

PRIMI FIRMATARI
PAOLO SAGGESE, DIRIGENTE SCOLASTICO
PAOLO FARINA, DIRIGENTE SCOLASTICO

Link per la sottoscrizione:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdOxGjiIxVzFGHuWBs3HTrYoQ5_KErMYGAGRy7wV-8dxffVrA/viewform


Articolo precedenteGaza, quale tragedia!
Articolo successivoLa morte non va in vacanza
Sono un’insegnante di Matematica e Scienze che adora raccontare ed ascoltare storie. Ho scoperto il potere terapeutico del racconto in un particolare momento della mia Vita e da allora scrivo storie che prendo in prestito dalla realtà. Nel 2014 ho pubblicato il mio primo libro, È solo questione di tempo. La mia vita, una favola, edito da EtEt, casa editrice con sede ad Andria. Nel 2016 ho frequentato un corso di scrittura creativa con Tommy Dibari, coautore di trasmissioni televisive e scrittore. Nel 2019 viene pubblicato, edito da Progedit, il mio secondo libro, Ti prometto il mare, racconto fiabesco incentrato su storie di donne. Sempre nel 2019 ho frequentato un corso di scrittura creativa con Luigi Dal Cin, autore di libri per ragazzi ed insegnante presso la scuola Holden. Profondamente convinta del valore etico della comunicazione, nel 2019 ho perfezionato le mie competenze con un master in PNL, Programmazione Neuro Linguistica Bio-etica seguito e, nel 2021, con un master in Coaching bio-Etico, conseguiti entrambi presso il centro di formazione Ikos di Bari.