
I recenti conflitti bellici internazionali hanno costretto l’Europa, e nello specifico l’Italia, a rivedere i propri asset energetici. Si procede spediti verso le rinnovabili, digitalizzando il sistema attraverso l’Intelligenza Artificiale, i contatori intelligenti e le smart grid, e diversificando le fonti di approvvigionamento. Informarsi prima di optare per un fornitore energetico è fondamentale perché oggi il mercato dell’energia è liberalizzato, quindi i consumatori possono decidere fra numerose offerte con condizioni economiche e contrattuali molto diverse tra loro. Fare una scelta informata consente di massimizzare il rapporto tra costi e benefici, evitando sorprese in bolletta. A spiegarcelo è la Dott.ssa Alba Fucci, figura qualificata ed esperta nel settore:
Salve, Dott.ssa. Data la sua pluriennale esperienza nel settore energetico, qual è lo stato dell’arte?
Il mercato energetico europeo oggi è caratterizzato da forte volatilità e da un’elevata dipendenza dal contesto geopolitico internazionale.
Negli ultimi anni il sistema energetico europeo ha subìto una trasformazione profonda: dopo la guerra in Ucraina, l’Europa ha progressivamente ridotto la dipendenza dal gas russo, sostituendolo soprattutto con gas naturale liquefatto (GNL) importato via nave, proveniente in larga parte da Stati Uniti, Qatar e altri Paesi produttori. Questo ha reso il mercato più diversificato, ma anche più esposto alle dinamiche globali.
In questo contesto già fragile si inseriscono le tensioni geopolitiche attuali in Medio Oriente, che stanno creando nuovi timori sulle forniture di energia. Quando il mercato percepisce un rischio sulle rotte energetiche o sulla produzione dei grandi esportatori, il prezzo reagisce immediatamente. Non a caso nelle ultime settimane il prezzo del gas europeo di riferimento è salito rapidamente, arrivando anche oltre i 60 €/MWh rispetto ai circa 30 € di pochi giorni prima, proprio per il timore di interruzioni nelle forniture globali di GNL.
Un altro elemento critico riguarda gli stoccaggi europei, che in questo momento sono più bassi rispetto alla media degli ultimi anni. Questo significa che l’Europa dovrà acquistare grandi quantità di gas nei prossimi mesi per ricostituire le riserve in vista del prossimo inverno, con conseguente aumento dei prezzi ed effetti sulle bollette di famiglie e imprese.
Lo Stretto di Hormuz, tra Oman e Iran, è il principale canale per circa il 20% di GNL (gas naturale liquefatto). In che modo il suo blocco può significativamente influire sul rincaro dei prezzi internazionali?
Lo Stretto di Hormuz è uno dei principali “chokepoint energetici” del mondo, cioè un punto geografico strategico attraverso cui transita una quota enorme di energia globale. Attraverso questo stretto, appunto, passa circa il 20% del commercio mondiale di GNL, in gran parte proveniente dal Qatar, uno dei principali esportatori mondiali di gas liquefatto.
Se lo stretto venisse bloccato o anche solo parzialmente limitato, l’impatto sui prezzi sarebbe immediato per una riduzione improvvisa dell’offerta globale e per l’aumento della competizione tra Paesi importatori, generando un effetto a catena che si traduce rapidamente in prezzi più alti per gas ed elettricità anche in Europa.
Dopo la distruzione del gasdotto Nord Stream 2, il governo italiano ha ovviato al conflitto russo-ucraino, approvvigionandosi da giacimenti azeri, algerini e nigeriani, mentre, attualmente, a livello mondiale, solo Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti dispongono di oleodotti che possono deviare una parte dei flussi. Quali e quanti cambiamenti comporta questo differente iter per i medio-piccoli consumatori del nostro Paese?
Il sabotaggio del gasdotto Nord Stream 2 del 26 settembre 2022 e la progressiva riduzione dei flussi russi hanno costretto l’Italia e l’Europa a ripensare completamente la propria strategia di approvvigionamento energetico. Prima della guerra in Ucraina circa il 40% del gas importato in Europa proveniva dalla Russia; oggi questa quota è stata sostituita attraverso una maggiore diversificazione delle fonti.
Nel caso italiano, oggi il principale fornitore è l’Algeria, che copre circa il 34% delle importazioni di gas, seguita da altri corridoi come l’Azerbaijan tramite il gasdotto Trans Adriatic Pipeline e da quote crescenti di GNL provenienti da diversi Paesi produttori.
Questo cambiamento comporta alcune conseguenze concrete anche per i consumatori medio-piccoli, che si possono riassumere in tre aspetti principali:
- Maggiore diversificazione e sicurezza energetica
Il primo effetto è positivo: oggi l’Italia non dipende più da un unico grande fornitore; - Maggiore esposizione ai prezzi internazionali
Una parte crescente del gas arriva sotto forma di GNL trasportato via nave e rigassificato nei terminali italiani. Questo significa che il prezzo è sempre più legato al mercato globale del gas, dove Europa e Asia competono per gli stessi carichi. Quando aumenta la domanda globale o si verificano tensioni geopolitiche, i prezzi possono salire rapidamente, e questo si riflette anche sulle bollette; - Costi infrastrutturali e di logistica più elevati
Il gas via gasdotto, in generale, ha costi di trasporto più stabili. Il GNL, invece, richiede processi industriali complessi: liquefazione, trasporto e successiva rigassificazione. Tutti questi passaggi hanno un costo che può incidere sul prezzo finale dell’energia.
Che ruolo potrebbe svolgere l’Intelligenza Artificiale nel processo quotidiano di ottimizzazione energetica?
L’ AI può svolgere un ruolo sempre più centrale nell’ottimizzazione energetica, perché consente di analizzare grandi quantità di dati in tempo reale e prendere decisioni operative più efficienti rispetto ai modelli tradizionali.
Nel settore energetico questo si traduce principalmente in tre applicazioni concrete:
- Previsione più accurata di domanda e produzione
Gli algoritmi possono analizzare dati storici, condizioni meteo e comportamenti dei consumatori; - Ottimizzazione delle reti energetiche (smart grid)
L’AI consente di gestire reti elettriche intelligenti, le cosiddette smart grid, monitorando flussi di energia, picchi di consumo e possibili criticità; - Efficienza energetica per imprese e famiglie
A livello quotidiano, l’intelligenza artificiale può essere integrata nei sistemi di gestione energetica di edifici e impianti industriali. Attraverso sensori e piattaforme digitali, questi sistemi analizzano i consumi e suggeriscono o attuano automaticamente strategie di riduzione degli sprechi, ad esempio regolando climatizzazione, illuminazione o utilizzo dei macchinari nelle fasce più efficienti.
Non è solo una tecnologia innovativa, ma uno strumento strategico per rendere il sistema energetico più efficiente, flessibile e sostenibile, con benefici sia per gli operatori del settore sia per i consumatori finali, che nel tempo possono vedere una riduzione dei costi legati agli sprechi energetici.
Al fine di massimizzare costi e benefici, come e perché sarebbe opportuno informarsi nel migliore dei modi prima di affidarsi ad un adeguato distributore energetico?
Informarsi prima di optare per un fornitore energetico è fondamentale perché oggi il mercato dell’energia è liberalizzato, quindi i consumatori possono decidere fra numerose offerte con condizioni economiche e contrattuali molto diverse tra loro. Fare una scelta informata consente di massimizzare il rapporto tra costi e benefici, evitando sorprese in bolletta.
Il primo passo è distinguere tra distributore e fornitore. Il distributore è l’operatore che gestisce fisicamente la rete e non può essere scelto dal cliente, mentre il consumatore può scegliere il fornitore di energia, cioè la società che vende gas o elettricità e stabilisce le condizioni economiche del contratto.
Per informarsi in modo corretto è utile seguire alcuni criteri principali:
– Confrontare le offerte attraverso strumenti ufficiali
In Italia l’ente di regolazione del settore è l’ARERA, che mette a disposizione strumenti di trasparenza per i consumatori. Uno dei più utili è il Portale Offerte, che consente di confrontare in modo imparziale le diverse proposte presenti sul mercato, valutando prezzo dell’energia, durata delle condizioni economiche e tipologia di tariffa;
– Analizzare la struttura della tariffa
Non bisogna guardare solo il prezzo dell’energia, ma anche altri elementi della bolletta come ad esempio la quota fissa mensile, la durata del prezzo bloccato, differenza tra prezzo fisso e prezzo indicizzato al mercato ed eventuali costi di gestione o servizi aggiuntivi;
– Valutare affidabilità e qualità del servizio
È importante verificare anche la solidità del fornitore, l’assistenza clienti, la trasparenza contrattuale e la presenza di servizi digitali per la gestione dell’utenza.
Informarsi prima di scegliere un fornitore energetico significa trasformare una spesa inevitabile in una scelta consapevole!
Da un punto di vista personale, e non solo, cosa vede nel futuro del mercato energetico italiano?
Io credo che il futuro del mercato energetico italiano sarà caratterizzato da tre grandi direttrici: transizione energetica, digitalizzazione e maggiore indipendenza energetica.
La prima riguarda l’accelerazione verso le energie rinnovabili, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e con il piano Commissione Europea denominato REPowerEU, nato proprio per ridurre la dipendenza energetica da Paesi terzi dopo la crisi geopolitica degli ultimi anni.
Il secondo elemento sarà la digitalizzazione del sistema energetico. Come detto pocanzi, tecnologie come l’Intelligenza Artificiale, i contatori intelligenti e le smart grid permetteranno di gestire la rete in modo più efficiente.
Il terzo punto riguarda la diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Dopo la crisi del gas russo, l’Italia ha rafforzato le forniture da Nord Africa, Caucaso e dal mercato globale del GNL.
Il mercato energetico italiano, quindi, nei prossimi anni sarà sempre più sostenibile, tecnologico e interconnesso, ma anche più complesso.























