Una scanzonata rilettura a cura degli amici “specialmente abili”

Bisogna andare indietro nel tempo, al 1999, ad un gruppo di volontari capitanato dal prof. Antonello Fortunato, per iniziare a parlare del Centro Zenith di Andria, una realtà nata su ispirazione di Don Tonino Bello. Stiamo parlando di un’associazione pugliese tra le più rappresentative per quanto concerne le persone ‘’specialmente’’ abili, come ama definirle il professore Antonello Fortunato, che ne è il presidente e, se lo Consente, il padre naturale. Una realtà che nasce prima del nuovo millennio, grazie ad un gruppo di volontari, guidato da Antonello Fortunato, che intende offrire, come avviene oggi, molteplici attività ludico-ricreative e culturali, come quella teatrale, con le rappresentazioni eseguite oltre che nel teatro della struttura anche in piazze e teatri. L’obiettivo è di migliorare la qualità della vita dei propri assistiti. Attualmente il Centro Zenith ha sede, dal 2006, in contrada Morgigni, in una villa confiscata alla criminalità organizzata e destinata dal Comune per finalità sociali, ristrutturata grazie all’aiuto di un benefattore del posto. Si tratta di una struttura autosufficiente, dalle dimensioni notevoli, provvista, oltre che di un teatro, anche di ampi spazi verdi, di spazi esterni per la socializzazione e di un campo di calcetto.

Ma per sapere altro, per conoscere “cosa bolle in pentola” nella turbinosa vita del Centro Zenith, ci riferiamo al presidente Fortunato, intervenuto al nostro giornale.

Prof. Fortunato, partiamo dall’inizio. Come nasce il Centro Zenith, perché questo nome e perché questa sede in contrada Morgigni?

Il Centro Zenith nasce nel 1999, con alcuni volontari che decidono di creare uno spazio per le persone “specialmente” abili. L’obiettivo della nostra associazione è di elaborare un percorso che permetta ai nostri assistiti di ottenere una qualità della vita soddisfacente. Il nome della nostra associazione è dovuto al vescovo Don Tonino Bello, che ho avuto il piacere di conoscere. Lui, con l’espressione “andare allo Zenith”, intendeva ‘’andare all’essenziale’’; sono stato colpito dal termine Zenith, significante essenzialità, ed è per tal motivo che ho voluto inserirlo nel nome della nostra associazione. Centro Zenith è sinonimo di essenzialità dei valori della vita e della natura umana; ognuno dev’essere se stesso, nella sua essenza. Per quanto concerne la sede dell’associazione, dal 2006, per delibera consiliare, abbiamo ottenuto in comodato d’uso per 20 anni la villa situata in Contrada Morgigni. Si tratta di una villa confiscata alla criminalità, inizialmente fatiscente. Successivamente, grazie all’intervento di un imprenditore del posto, è stata possibile la ristrutturazione. Per la realizzazione di questa sede, ricordo anche l’importante contributo dell’UEFE. In accordo con il Ministero di Grazia e Giustizia, essa è divenuta disponibile per un percorso alternativo per i carcerati. Attualmente, la nostra sede, costituita da tre piani, comprende circa 3000 m di giardino, un teatro e un campo di calcetto”.

Il Centro Zenith è un sodalizio all’avanguardia nel panorama dei festival canori, delle commedie e adesso anche del teatro, con Dante. In merito a quest’ultimo, vi sono state delle rappresentazioni in tour nella Puglia. Diciamo, volendo colorare un po’ la nostra intervista, che ormai Andria vi va un po’ stretta?

Non saprei risponderti con esattezza. Sicuramente, in seguito ai successi iniziali, stiamo espandendo i nostri orizzonti. È da molti anni che abbiamo optato per la teatro-terapia; in tal modo, abbiamo scelto un tipo di percorso innovativo, che vede il teatro come strumento formativo fondamentale per lo sviluppo delle autonomie dei nostri ragazzi. Il 3 ottobre ci recheremo a Roma, dinanzi a Palazzo Chigi, per la “Giornata per la disabilità”, esibendoci in una delle nostre rappresentazioni. Abbiamo realizzato molteplici spettacoli, come Odisseo, Notre-Dame de Paris e la Divina Commedia, nei quali c’è stata la partecipazione nel cast, oltre che dei nostri assistiti, anche dei loro genitori. Questa è una importante forma di inclusione, che persegue il nostro obiettivo. Tra loro, vorrei citare il “senatore” Riccardo Losito, che ormai da molti anni fa parte del gruppo.

Il centro Zenith, ogni anno, porta i suoi ragazzi diversamente abili in giro per il mondo. Prima della pandemia oltreché in montagna o al mare, anche in Oriente. Quest’anno che sorprese ci riservate?

Per noi il viaggio è uno degli aspetti fondamentali del nostro percorso. Quando si parla di viaggio si parla di scoperta, curiosità e di capacità di migliorare se stessi al fine di raggiungere l’autonomia, di importanza cruciale. Abbiamo compiuto molti viaggi, tra i quali quello in Kenya, a Bangkok, in Zanzibar, a Londra, a Parigi e ad Auschwitz. Un esempio di quanto detto precedentemente è quanto avvenuto durante il viaggio a Dubai: i ragazzi hanno cambiato la valuta per mezzo della gestualità. Può sembrare un avvenimento comune, ma questo è per loro molto importante. Quest’anno saremmo dovuti andare alle Maldive, ma a causa della variante delta abbiamo deciso di rimanere in Italia; andremo dunque in Sicilia, a Cefalù precisamente, dal 12 al 20 agosto. Ci tengo a sottolineare che nel nostro centro non c’è assistenzialismo: qui si mira a promuovere la vita per mezzo di varie attività, come avete avuto modo di vedere. Non abbiamo mai chiesto finanziamenti; abbiamo solo ricevuto aiuti da parte di privati che hanno voluto collaborare con noi.

La vostra esperienza di integrazione è ormai entrata anche nelle tesi universitarie, come quella di Nicola Basile: che effetto vi fa?

Fa molto piacere. Noi non siamo professionisti dello status quo. Abbiamo dato vita a un’attività che ha abbracciato chiunque; tutti hanno diritto alla vita, alla salute e all’autonomia. È stato questo a stimolare i ragazzi, che da noi hanno preso spunto per la propria tesi di laurea.

Professore, l’intervista è conclusa. È stato un piacere intervistarla e le porgo i miei complimenti per ciò che lei sta facendo. Ad maiora.

Grazie mille e un saluto tutti i lettori di Odysseo. Invito tutti a seguirci nel nostro peregrinare, simile a quello compiuto da Ulisse.


Articolo precedenteProposta referendaria “eutanasia legale” e Stato di diritto
Articolo successivoIl Novecento : anche ‘campo di battaglia’ di idee
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.