Al “Salto dell’acciuga”, lunedì 22 agosto

Quella che andrà in scena, lunedì 22 agosto, dalle ore 21, presso il Salto dell’Acciuga a Trani (Piazza Santa Maria di Colonna), sarà la rappresentazione dell’Inferno dantesco sulla terra, nella rilettura ambientale suggerita dal video che viene proiettato all’inizio della performance de “Il Cielo di Carta”, un centro di formazione nonché di produzione teatrale fondato da Annamaria Di Pinto.

Ed è la stessa Annamaria Di Pinto, grazie alla drammaturgia musicale di Luigi La Forgia, a dare vita allo spettacolo “Inferno e Pandemia – Il salto delle sirene”.

Sembra che le Sirene non fossero solite richiamare coloro che passavano di lì grazie alla soavità delle voci o ad una certa novità e varietà del canto, ma poiché dichiaravano di sapere molte cose, cosicché gli uomini si incagliavano ai loro scogli per bramosia d’imparare. Così infatti invitano Ulisse.

Le Sirene hanno un’arma ancora più terribile del canto. Il silenzio. Se è accaduto che qualcuno si sia salvato dal loro canto, di certo nessuno si è salvato dal loro silenzio…..

Tre canti, tre elementi, tre passaggi, tre esperimenti, tre come la stessa terzina dantesca, tre come le Cantiche, tre come numero supremo simbolico e vitale.

Un viaggio attraverso il suono della parola dantesca sviscerato nell’apertura del I canto, sferzato nell’attraversamento del V canto, per finire acuto nel XXVI canto: una sperimentazione vocale e sonora che porta nel turbinoso percorso infernale senza soluzione di continuità ad attraversare fisicamente la singola parola e il singolo suono, aggrappati ad immagini ed oggetti sopravvissuti all’inghiottitoio nefasto degli Inferi.

Un approccio abrasivo alla sacra materia di un testo immortale, interpretato attraverso la forza dei suoni e delle manipolazioni della voce, per aprirlo a nuovi significati. Pochi elementi in scena. L’attrice Annamaria Di Pinto si districa magistralmente tra terzine e rime, accompagnata da musiche e suoni elettronici. L’atmosfera è variabile. Si passa da momenti feroci a istanti in cui lo spettatore sembra viaggiare in un ventre liquido. La voce di Annamaria è superba, graffia, soffoca, stringe, in un moto sincronico con le sperimentazioni sonore, che si presentano come vere e proprie scenografie musicali. La compagnia rivisita Dante in modo originale, al di fuori di ogni chiave classica.

La performance video è patrocinata dal Ministero della Cultura e dal comitato dantesco per i 700 anni dalla morte di Dante. Anche la Compagnia teatrale possiede tre riconoscimenti ministeriali per il suo lavoro indipendente e di ricerca nonché come spazio performativo.

BIOGRAFIA ARTISTA:

Annamaria Di Pinto (regista e interprete)

Annamaria Di Pinto è attrice autrice e regista, Inizia a studiare da piccola il metodo di Orazio Costa con Marcello Prayer, Pietro Conversano, Salvatore Marci e Lilia Strizzi. Si forma presso le Accademie Itaca con il metodo russo Alschitz e Lamda di Londra. Si perfeziona e specializza con numerosi altri stage, tra i quali Teatroterapia. Fondatrice dell’Associazione Culturale “I’M TEATRO – IndipendenteMente” partecipa già come unico gruppo pugliese semifinalista al premio scenario 08/09, vince Principi Attivi Regione Puglia con “Il teatro Forum: “Bullismo, stop al panico” marzo ’09 marzo ‘2010, nonché Irruzione Pubblica del Teatro Kismet Opera di Bari. Attualmente si dedica come autrice, attrice e regista alla propria compagnia teatrale e allo Studio Di Arti Sceniche “il Cielo di Carta” di cui è direttore artistico. Ha lavorato con: Marcello Prayer, Pietro Conversano, Salvatore Marci, Walter Orioli, Eugenio Barba, Nicola Ciffarelli, Antonello Arpaia, Giampiero Borgia, Kristian Di Domenico, Daniele Nuccetelli,Puglia Film Commission, Riccardo Cannone, Michele Sinisi, Fibre Parallele Teatro, Bottega Degli Apocrifi, Cosimo Severo, Mariano D Ammacco, Spazio Off Trani,Rodolfo Digiammarco, Nicola Pisani, Stefania D’onofrio, Annalisa Canfora, Teatro Kismet I.P.M. Fornelli, Compagnia Delle Formiche,Itaca, Ambra Senatore, Sara Sallustio, Gianluca Merolli.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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