
Intervista a Saverio Tondolo, autore del volume “Cohousing – Abitare un nuovo stile di vita” (EtEt Edizioni, Andria 2024)
Saverio, nel tuo libro parli del cohousing come di un “nuovo stile di vita”. Cosa intendi esattamente?
Il cohousing non è solo una soluzione abitativa, ma un vero e proprio cambio di paradigma. È un modo di vivere che mette al centro la comunità, la collaborazione e il compiacimento, ovvero la gioia di condividere. Significa abitare in un luogo dove le relazioni umane sono il cuore pulsante, dove ogni giorno è un’occasione per costruire legami autentici.
Quali sono i benefici concreti di questo modello abitativo?
I vantaggi sono molteplici. Sul piano psicologico, vivere in una comunità coesa riduce lo stress e l’isolamento. Dal punto di vista fisico, la presenza di spazi verdi e attività condivise promuove uno stile di vita sano. C’è poi un forte impatto economico e ambientale: condividere risorse e servizi significa risparmiare e ridurre gli sprechi. Ma il beneficio più grande è forse quello relazionale: si crea un senso di appartenenza che arricchisce la vita quotidiana.
Ti piace creare calembour con le parole che iniziano con “CO”: ci spieghi perché?
Perché racchiudono l’essenza del cohousing. “Compagno”, “comunità”, “collaborazione”, “cooperativa”, “complicità”… sono tutte parole che evocano vicinanza, partecipazione, fiducia. Il cohousing è fatto di questo: di persone che scelgono di camminare insieme, di condividere non solo spazi ma anche valori e visioni.
In cosa il cohousing si distingue dalla semplice coabitazione?
La differenza sta nell’intenzionalità. Il cohousing è una comunità intenzionale, fondata su valori condivisi e su un progetto comune. Non si tratta solo di vivere vicini, ma di costruire insieme un ambiente solidale, sostenibile e stimolante. Ogni abitante partecipa attivamente alla vita della comunità, contribuendo con le proprie competenze e idee.
A chi si rivolge il cohousing? È un modello adatto a tutti?
Assolutamente sì. È un’esperienza trasversale, che coinvolge famiglie, giovani coppie, single, professionisti, anziani. Supera gli stereotipi legati all’età o al disagio. È un’opportunità per chiunque desideri vivere in un contesto dinamico, accogliente e orientato al benessere collettivo.
Parliamo di “Borgo Euexìa”, il progetto che sta nascendo ad Andria. Cosa lo rende speciale?
“Borgo Euexìa” è l’incarnazione concreta di tutto ciò che il cohousing rappresenta. Sorge in contrada Pandolfelli, sulla S.S. 170 per Castel del Monte, ed è promosso dall’Associazione “Cohousing Puglia”. Il nome stesso, che in greco significa “benessere”, riflette la sua vocazione. Sarà dotato di orto comunitario, clubhouse, piscina, spazi per bambini, lavanderia e foresteria. Ma soprattutto sarà un luogo dove le persone potranno vivere in armonia, con ampi spazi verdi, ville bifamiliari personalizzabili e un’organizzazione cooperativa che mette gli abitanti al centro del progetto.
Qual è il messaggio che vuoi lasciare a chi ci legge?
Che un altro modo di abitare è possibile. Il cohousing è una scelta consapevole, che migliora la qualità della vita e rafforza il tessuto sociale. È un invito a riscoprire il valore della comunità, della sostenibilità e della felicità condivisa. Se anche solo una persona, leggendo queste parole, si sentirà ispirata a fare il primo passo, allora avrò raggiunto il mio obiettivo.
Per info e contatti:
Cohousing Puglia, Piazza R. Imbriani, 1 Andria;
tel 0883 416772;
























