Il racconto del direttore artistico Riccardo Carbutti

Un paio di anni fa, ho aderito come Festival Castel dei Mondi alla costituzione di un comitato nazionale tra i vari Festival che si occupano di innovazione e contemporaneità”. Dopo due anni di incontri e discussioni interne, i 53 festival che aderiscono e che rappresentano lo spaccato migliore dei festival dedicati al Contemporaneo hanno elaborato un documento ufficiale di rappresentazione di un disagio legato anche e soprattutto al sistema culturale pubblico odierno ormai declinato verso una deriva commerciale”.

A sostenerlo è Riccardo Carbutti che, in un articolo sul Corriere del Mezzogiorno, traccia un bilancio della situazione artistico-culturale del nostro Paese. L’intento, appunto, è fare rete, unire le ambizioni dei 53 festival nazionali per lanciare un messaggio, un sos che arrivi a risvegliare coscienze e cuori.

I 53 Festival rivendicano il giusto ruolo nell’ambito delle politiche culturali pubbliche. – continua Carbutti – Si tratta di una testimonianza da consegnare ai rappresentanti delle Istituzioni pubbliche che indirizzano le strategie di politica culturale nel nostro Paese.“

Sono più di vent’anni, infatti, che i Festival ormai allietano le estati di turisti e cittadini, scavando nell’humus culturale di tradizioni popolari. Il Festival rappresenta la più efficace opportunità di interazione fra pubblico e artista, il suolo più fertile dove far attecchire le proposte creative di chi fa questo per passione e/o lavoro.

Dopo due anni di confronto e scambio di idee, nel settembre 2018, a Prato, addetti al lavoro si sono riuniti in un seminario dalla concezione collettiva diversa, si è ratificato un documento dal titolo “La funzione culturale dei Festival” che possa smuovere le acque verso una nuova era di fruibilità artistico/culturale. Lo scopo è, sostanzialmente, quello di internazionalizzare, espandere i processi creativi, promuovere la cittadinanza attiva attraverso l’audience development, rigenerare luoghi e spazi di aggregazione e favorire, attraverso pubblicazioni di libri e trasmissioni televisive, il dibattito culturale riguardo la creazione contemporanea.

Bisogna riconoscere ai 53 festival in questione il ruolo che spetta loro, una posizione rilevante nello scacchiere politico-culturale italiano, come richiesto nell’art. 9 della Costituzione.

10 Nodi – Cagliari Ammutinamenti – Ravenna  Asti Teatro – Asti Attraversamenti Multipli – Roma  Bolzano Danza – Bolzano Castel dei Mondi – Andria Città delle Cento Scale – Potenza ConFormazioni – Palermo Contemporanea Festival – Prato Cortoindanza / Logos – Cagliari Cross Festival – Verbania Danae Festival – Milano Danza Urbana – Bologna Da vicino nessuno è normale – Milano Dominio Pubblico – Roma Drodesera / Centrale Fies – Dro (TN) Estate Teatrale Veronese – Verona Fabbrica Europa – Firenze Festival 20_30 – Bologna Festival delle Colline Torinesi – Torino

Festival del Litorale – Muggia (TS) Find Danza – Cagliari Fog – Milano Gender Bender – Bologna Il Giardino delle Esperidi – Campsirago (LC) Inequilibrio – Rosignano Marittimo (LI) Inteatro Festival – Polverigi (AN) Intercity Festival – Sesto Fiorentino (FI) Interplay Festival – Torino Ipercorpo – Forlì I teatri della Cupa – Campi Salentina (LE) Kilowatt Festival – Sansepolcro (AR) L’ultima luna d’estate – Lecco Mittelfest – Cividale del Friuli (UD) Mirabilia – Cuneo Natura Dèi Teatri – Parma Operaestate Festival Veneto – Bassano del Grappa (VI) Orestiadi – Gibellina (TP) Oriente Occidente – Rovereto (TN) Pergine Festival – Pergine Valsugana (TN) Primavera dei Teatri – Castrovillari (CS)  Quartieri dell’Arte – Viterbo Radicondoli Festival – Radicondoli (SI) Santarcangelo Festival – Santarcangelo di Romagna (RN) Short Theatre – Roma Teatri di Vetro – Roma TenDance – Latina Terreni Creativi – Albenga (SV) Terreni Fertili – Gualtieri (RE) Testimonianze ricerca azioni – Genova Tramedautore – Milano Trasparenze – Modena Wonderland Festival – Brescia


Articolo precedenteEsposito, il gioiellino nerazzurro
Articolo successivoQuando persino il buon Dio preferisce non vedere…
Miky Di Corato
Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.