Narrative care

Per utilizzare una metafora calcistica, il Centro di Orientamento Don Bosco ha centrato la porta con un goal importante e significativo vincendo, come Ente capofila, il bando relativo al Programma Erasmus Plus KA2 2021 con il progetto “Narrative Care”, che ha preso avvio ufficialmente il 7 aprile u.s.

NARRATIVE CARE è un percorso di ricerca‐formazione attraverso il metodo autobiografico: ricerca perché intende indagare e osservare ‐ attraverso storie professionali, dunque dentro la materialità del lavoro sociale, se e come le storie individuali vengono accolte, e in che modo concorrono a co‐costruire l’intervento socio-educativo; formazione perché, attraverso il lavoro di gruppo, si elabora un processo di co‐costruzione collettiva di significati.

L’utilizzo delle Metodologie Aubiografiche, come strumento di conoscenza di Sé e dell’Altro, si sviluppa all’interno di un contesto più ampio, quello di “MY LIFE in EUROPE: a new Methodology to insert Your Life IN the EUROPE contest”, di NKEY srl di Santa Croce sull’Arno(Pi), “sul valore terapeutico, sociale e culturale dell’autobiografia”(cit. dal sito mylifeineurope.nkey.it ).

I destinatari del progetto sono gli operatori sociali di diverse professionalità ed aree di intervento, del pubblico e del privato, che nei loro impegni professionali e di volontariato privilegiano l’approccio pedagogico‐educativo.

Il gruppo in formazione può essere eterogeneo, in quanto formato da operatori singoli provenienti da diversi servizi/enti/organizzazioni, oppure può costituire un’unica équipe o più équipe di un medesimo organismo che desiderano utilizzare il laboratorio come formazione del personale.

Le organizzazioni partner – Centro Orientamento “Don Bosco”- Ente Capofila (Andria, Italia), Bit Association (Debrecen, Ungheria), Viva Femina (Rzeszow, Polonia) – sono tutte impegnate in attività di formazione ed educazione. In particolare l’Ente Capofila (Italia) utilizza da qualche tempo le metodologie autobiografiche. Le suddette organizzazioni partner si rivolgono a target per i quali il RACCONTO DI VITA riveste una valenza non solo educativa ma anche terapeutica. Le esperienze, che i tre partner realizzeranno, costituiranno un know how metodologico già testato e riconosciuto in ambienti sia accademici che di lavoro sociale.

Tutte le fasi del percorso e le rispettive attività hanno già previsto il confronto tra i referenti delle organizzazioni partner. In virtù della creazione di un Focus Group iniziale, essi hanno potuto condividere le conoscenze e le eventuali pregresse esperienze sulle Metodologie Autobiografiche, fulcro del progetto.

Dopo aver raccolto e verificato i dati emersi dallo scambio di idee/esperienze all’interno del focus group, il docente Savino Calabrese (Libera Università di Anghiari), figura esperta nel settore, si è confrontato con i responsabili esteri sulle fasi di formazione successiva rivolta agli operatori sociali sia in rapporto ai contenuti che alla creazione di un linguaggio comune.

A seguire, il training, (per alcuni, incontri a distanza, per altri, in presenza), registrerà il coinvolgimento attivo e fattivo di tutti gli operatori sociali, che agiscono nel contesto delle Associazioni di riferimento nei rispettivi Paesi, e costituirà, durante le diverse sessioni formative, una continua possibilità di interlocuzione da parte di tutti i partecipanti.

I meeting dei responsabili delle tre Associazioni si sono svolti durante il mese di aprile, mentre il training online per il gruppo degli operatori ungheresi/polacchi e, separatamente, per il gruppo degli operatori italiani inizierà  il 9 maggio e il 20 maggio p.v.

Gli incontri in presenza coincideranno con tre mobilità: due si svolgeranno in  Ungheria e Polonia; il terzo si identificherà con la partecipazione, a Bologna, all’evento conclusivo del megaprogetto europeo sull’Autobiografia portato avanti dall’Associazione NKEY di Santa Croce sull’Arno, in cui operano le dott.sse Carla Sabatini e Grazia Chiarini. Molto probabilmente l’azione di disseminazione dell’iter formativo sarà appannaggio di un incontro/dibattito conclusivo ad Andria, con la partecipazione della collettività cittadina.

Tra la prima e la seconda mobilità si incastra lo step del percorso che prevede l’applicazione concreta delle Metodologie Autobiografiche da parte degli operatori sociali nei confronti dei soggetti attenzionati; anche in questa fase è ineludibile la focalizzazione delle conclusioni che ciascun operatore elaborerà al termine dell’esperienza realizzata.

L’approdo dell’itinerario formativo si tradurrà nella produzione collettiva di un opuscolo/documento, nella doppia lingua, inglese/lingua nazionale, sulle buone prassi, le cui linee-guida saranno applicabili anche in contesti differenti.

Vale la pena citare chi ha fattivamente operato nell’elaborazione dell’idea progettuale che l’INDIRE ha valutato molto positivamente finanziandola: Marianna Porro, progettista; Rosa Del Giudice, presidente pro–tempore del Centro don Bosco e coprogettista; Savino Calabrese, formatore esperto in Metodologie Autobiografiche.


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Sono Rosa Del Giudice, già docente di italiano e latino presso il Liceo Scientifico "R. Nuzzi" di Andria dal 1969/70 al 1998/99 e, ancor prima, docente di italiano e storia presso l'ITIS "Sen. Jannuzzi" di Andria. Attualmente sono la rappresentante legale del Centro di Orientamento "don Bosco", che dal 1994 è un'Agenzia Educativa molto presente sul territorio andriese in quanto si occupa di temi pedagogici ad ampio spettro, promuovendo ed organizzando, prioritariamente, attività in due ambiti: l'orientamento scolastico nelle ultime classi delle secondarie di 1° grado, finalizzato a ridurre il fenomeno della dispersione; la formazione dei docenti, che la L.107 su "La Buona Scuola" opportunamente considera come obbligatoria, permanente e strutturale. Non lesino il mio contributo all'interno di Associazioni che si battono per il perseguimento del bene comune ed il riconoscimento dei diritti a quanti vivono nelle periferie esistenziali del mondo.

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