Si celebrerà il 4 ottobre, giorno della festività di san Francesco

Il prossimo 4 ottobre si celebrerà il terzo anniversario del Giorno del Dono. A stabilirlo è stato un ddl promosso dall’Istituto Italiano della Donazione che, dopo un iter parlamentare intrapreso nel novembre 2013, ha trovato, nel 2015, nel Presidente emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il primo firmatario di una legge non scritta, prima, ma ratificata, poi.

Si è scelto il 4 ottobre in onore di San Francesco d’Assisi e della sua inerme crociata per la fraternità, la pace e il dialogo tra culture di religioni diverse. Secondo il Presidente dell’Istituto Italiano della Donazione, Edoardo Patriarca: “Il Giorno del Dono non è il giorno del buonismo né tanto meno un giorno dedicato alla sola raccolta fondi. Il Giorno del Dono nasce per celebrare i valori della solidarietà e della sussidiarietà ed è dedicato a tutti coloro che non si sono fatti fermare dalle difficoltà e che ogni giorno lavorano per il bene comune: cittadini, organizzazioni di terzo settore, imprese virtuose. Ricordiamo che in Italia operano quasi 5 milioni di volontari, cittadini attivi che hanno deciso di impegnarsi, di rimboccarsi le maniche per assumersi delle responsabilità, personali o di gruppo, per fare qualcosa per il bene collettivo: questo è un miracolo silenzioso che accade ogni giorno. Noi vogliamo raccontare chi, in questo momento così faticoso per il Paese, non si è arreso a sconforto e cinismo, non ha voluto rannicchiarsi su se stesso ma, al contrario, si è posto, ancora una volta, al servizio dell’altro”.

Il riferimento potrebbe riguardare anche le ong coinvolte, loro malgrado, in incresciosi episodi di cronaca, calunnie di chi preferisce espellere piuttosto che ringraziare chi accoglie donandosi ai più deboli e ricevendo, proprio da queste anime in difficoltà, un amore smisurato, inconsapevole regalo di chi ignora le dinamiche capitalistiche degli arrivisti.

Donarsi per riflettere l’energia positiva del mutuo soccorso, un do ut des edulcorato e reso accessibile a tutti, agli emarginati, agli indigenti che, pur nella miseria, non esiterebbero a dividere il pane dell’elemosina quotidiana con l’immigrato del supermercato vicino. Già, concedersi anche solo pochi spiccioli per imparare a sopravvivere, impegno civile e misericordia divina.

L’articolo 1 della suddetta legge ricorda i vantaggi che le scelte donative possono recare alla società italiana, promuovendo valori di partecipazione e libertà, una pratica altruistica che l’articolo 2 suggerisce di introdurre nelle scuole come lezione di approfondimento culturale.

Donare e perdonare, restituire una seconda occasione a chi ha fallito la prima. Riabbracciare l’altro per affermare se stessi come esseri umani amanti ed amati, bruciando i vecchi conti in sospeso per scartare un pacco ricco di novità, un meraviglioso presente chiamato futuro.

Donare e gustare ogni singolo istante della nostra vita, esistenza assaporata nell’offerta al prossimo, nell’aiuto reciproco, nell’andare a braccetto con fede e speranza, quasi come una dama ammira sognante il suo cavaliere al cui caval donato San Francesco avrebbe parlato senza, di certo, guardargli mai in bocca.