Recenti studi di 125 scuole di Boston rimettono in discussione dimensioni e latitudini: con buona pace della mia prof di geografia

E se vi dicessimo che il globo terrestre, così come lo conosciamo, non corrisponde effettivamente alle reali dimensioni dei vari Continenti? Personalmente, rivaluterei tutte le interrogazioni andate male al liceo. Già, perchè, di fronte a recenti studi di 125 scuole di Boston, potrei, a posteriori, obiettare alla Prof. di Geografia che, per esempio, l’Africa si estenderebbe lungo una superficie quattordici volte superiore a quella della Groenlandia.

Sia chiaro, il condizionale è d’obbligo, anche perchè tali ricerche, conclusesi guarda caso proprio in 80 giorni, come l’ipotetico viaggio descritto dall’autore francese Jules Verne, stravolgerebbero tesi radicate per secoli.

Quattrocento anni, per l’esattezza. Risale, infatti, al Settecento la prima mappa geografica, per intenderci, la cartina che troviamo affissa sui muri delle aule. A disegnarla fu Gerardo Mercatore, cartografo fiammingo che, al fine di agevolare il commercio delle compagnie di navigazione, adattò le proporzioni degli Stati alle rotte coloniali. Per questo motivo, si è soliti porre l’Europa al centro di ogni grafico e a rappresentarla poco più piccola rispetto al Sud America.

Nel 1974, invece, basandosi sulle scoperte dello scienziato James Gall, lo storico tedesco Arno Peters elaborò alcune proiezioni che tracciavano sottili differenze fra vecchie convinzioni e nuovi confini.

Sempre secondo gli studenti di Boston, le misure territoriali proposte da Peters si avvicinerebbero, in maniera più veritiera, alle tangibili distanze che separano i mari dalla terraferma. Scopriamo, così, che la Germania è posizionata più a nord del “Vecchio Continente”, che la parte settentrionale americana è, più o meno, simile a quella centrale e che l’Asia sia leggermente più allungata di quanto immaginassimo.

E se ora vi dicessi che, alla luce di queste informazioni, i miei voti in geografia sarebbero stati, probabilmente, più alti? La mia Prof, forse, si ricrederebbe ma, sia ben chiaro, il condizionale è d’obbligo!


Fontewikipedia.org
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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.