Quando la felicità dipende dalle relazioni e non da mazzette di banconote

Che cos’è la felicità. Domanda alla Pilato. Risposta trovata in una filigrana di incontri…

Non manca occasione in cui Antonio, informatico, non ti regali bottiglie del suo orgiastico vino, le cui uve ricevono solo la benedizione dell’acqua piovana, la laboriosità dei lombrichi, congiuntamente all’effervescenza del pullulante microbiota del suolo, ed il valore aggiunto di premurose cure.

Quando, poi, arriva il periodo della maturazione dell’uva da tavola, ammiccanti grappoli di baresana si adagiano nel tuo cesto di listelli di canna e rametti di salice, intrecciato dal nonno materno, aspettando pazientemente di essere piluccati. A tua completa disposizione, poi, si predispongono le belligeranti pale dei fichi d’India, in bilico sulla ripida scarpata, i cui frutti, facendo impennare i valori della glicemia, per poco non ti fanno stramazzare al suolo.

Enzo, che annusò, infante, gli squilli di guerra, si staglia a tutto tondo nella sua normalità, elargendo, senza riserva, sorrisi, affabilità e…pizze a vecchine, dimenticate dai figli, ed agli indigenti, trascurati dalla società. Stavi a casa sua quel giorno quando, al suo arrivo, la moglie, gli chiese: “Enzo, che cosa hai comprato, dov’è la spesa?” Imbarazzato, stringendosi nelle spalle e… poi spalancando le braccia, biascicò: “Scusami, Lina, ma… ma… l’ho data ud un povero Cristo, che ne ha più bisogno di noi.” Poi aggiunge, serafico: “Sai Lina, tutto il male che fai torna indietro! Ed anche il bene!” Ti ha concesso in comodato d’uso un oliveto, un pereto ed un ficheto.  A giugno, quindi, carico di fioroni e pere, riprendi la via del ritorno in città e dispensi alle persone care frutta esente dall’idilliaco trattamento fitosanitario. Alcuni pomi sono minuscoli od offrono ospitalità a simpatici vermetti, freneticamente impegnati nel realizzare minuscoli cunicoli nerastri. I tuoi amici, però, li apprezzano come se fossero leggiadri, quasi evocanti la rosseggiante mela, inerpicatasi sulla cima più alta, cantata da Saffo.

I fichi più dolci di agosto, poi, essiccati e galleggianti nella gelatina ricavata dalle mele cotogne, percorreranno con curiosità e trepidazione l’oscuro tratto gastro-intestinale disseminato di villi, spaziosa stanza da pranzo ospitante una galassia sterminata di affaccendati microrganismi simbiontici. A Natale.

Ti accarezza, poi, la fortuna, quando ti viene presentata una persona con la quale in un baleno si crea un rapporto empatico.  Con la fitta frequentazione, punteggiata di convivialità, scarpinate, confronti dialettici, scambi di emozioni, il palato dell’anima assapora esperienze di inestimabile valore. A costo zero.

Mimmo, un commissario di polizia in pensione, ti ha regalato ultimamente due straordinari amici, Salvatore, provetto chef, che si diletta con la poesia, e sua moglie Christa, madre di focacce, la cui bontà provoca la produzione di una cascata di ptialina e la fibrillazione delle papille, anche di quelle più rattrappite ed indolenti. Come si fa a non erigere una statua d’oro ad uno “sbirro” dagli occhi dolci? Amato persino dai malavitosi, che lui, nella lunga carriera, non ha mai smesso di considerare persone, da aiutare nel riprendere la strada della legalità e del rispetto.

Nel paleozoico, una collega di scuola media, Imma, ti presentò suo marito, Pasquale, maestro di passione civile, che ha potenziato in te l’amore della libertà, la compassione per gli oppressi da ogni forma di sopruso e lo sdegno contro l’ingiustizia. Inoltre, praticando in prima persona i valori dell’amicizia disinteressata e della democrazia ti è stato molto vicino nelle intemperie giudiziarie, che ti trovavano schierato dalla parte dei piccoli fruitori del servizio scolastico.

Nella nuvola di caserecci momenti conviviali e di escursioni sul territorio avete riso a crepapelle, scherzato, giocato riflettuto. Vi siete emozionati, quando dal passato emergeva la figura di suo padre, umile contadino, orgogliosamente in trincea per le lotte bracciantili, e le fatiche dei tuoi genitori impegnati per l’emancipazione culturale, sociale ed economica dei figli.

Nel carbonifero, grazie ad Angela, conoscesti il consorte, Ruggiero, geofisico. Scarpinando con lui hai imparato a scoprire i reconditi segreti della Terra, a tutelare e valorizzare il territorio, ad impegnarti maggiormente nel sociale.

Alla morte di Pasquale, pregevole amico, vicino di banco al Liceo classico, è caduta la manna dal cielo, conoscendo Antonio, umile figura di sindacalista, sempre in trincea, a petto scoperto, nel difendere i diritti dei lavoratori, miniera a cielo aperto di umanità, critico teatrale attentissimo alle figure artistiche autentiche, come Antonio Neiwiller ed alle poetiche emergenti.

La sconfinata generosità lo ha portato, persino, a cedere al Comune di Barletta la “donazione Grieco Antonio”, un tesoro di opere prodotte da artisti italiani e napoletani, come Renato Guttuso, Paolo Ricci, Antonio Zancanaro, Luigi Mazzella, scultore, con i fratelli pittori Rosario ed Elio. E molti altri ancora.

Ora, l’ingente patrimonio, soggiace indecorosamente in oscuri scantinati sotto strati geologici di polvere. Neppure la permanenza a Barletta del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, personaggio politico capace di… tutto, che conosceva personalmente molti artisti della collezione, ed il suo accorato interessamento hanno invogliato l’Amministrazione, presieduta da Pasquale Cascella, suo portavoce, come anche di Massimo D’Alema, a prendersi seriamente cura delle opere d’arte, da collocarsi in una sede idonea, per la fruizione dignitosa della collettività.

Michelangelo, attualmente alla plancia di comando di un liceo andriese, ti ha socializzato l’amicizia di Paolo, la cui rivista on line Odysseo offre proficue occasioni di riflessione ed emozione. Il nocchiero di un’altra scuola di Andria, Roberto, ti ha presentato la professoressa Gemma, che impegna i suoi week, assistendo ammalati di leucemia. La sua profonda cultura della civiltà greca e la tua conoscenza della filosofia di quell’epoca, inoltre, squadernano abbondante materiale per dialogare amabilmente.

Strabiliante il recente contagio, prodotto dal siriano Badr, mediatore culturale impegnato da quasi un trentennio nel nostro territorio per le problematiche relative all’immigrazione, all’accoglienza ed all’integrazione. Quante volte gli è capitato di faticare di notte e di non essere pagato! Di essere emarginato e dileggiato! Di soffrire per gli altri, meno attrezzati culturalmente, trattati con disprezzo infamante, sbeffeggiati.

E… lui, senza erigere muri o piantare filo spinato, si dispone sempre ad accogliere, assistere, aiutare gente di ogni colore, che incontra per la prima volta. Eppure, i suoi occhi non possiedono più lacrime per compiangere i cinquecentomila bambini morti nella sua patria, commiserare la catastrofica distruzione della sua Aleppo e rattristarsi per il drammatico esodo di dieci milioni compatrioti, dei venticinque originari.

Sapevi che Marco era figlio di Franca, segretaria di scuola media, agli albori della tua professione. Lui, allora, bimbetto di cinque anni. Incrociandolo, dopo quasi mezzo secolo e scoprendo la sua abilità nella costruzione di barche a vela, la tua ancestrale passione ha ceduto alle lusinghe del vento che gonfia miracolosamente le vele, senza bruciare combustibile fossile. Accarezzato dal maestrale la tua immaginazione, perennemente infantile, ha, così, rispolverato i libri di Kipling, London, Melville, Salgari e Verne.

La virile passione politica del gastroenterologo Ruggero ha brigato perché conoscessi Isa, biscegliese, cittadina doc, per impegno sociopolitico. Passo breve per frequentare anche Fabrizio, di cui hai letto con fervido trasporto la storia del combattivo padre, bracciante, torturato e perseguitato durante il Fascismo.

Infine, mentre vendemmiavi nel poderetto del dispensatore di vino, ti sei imbattuto in Peppino, a cui ricorri per informazioni e suggerimenti relativi a lavoretti di muratura. Frequentandolo, hai scoperto che tantissimi disabili di Barletta lo adorano. Per loro diventa pizzaiolo, autista, badante ed, all’occorrenza, riparatore di carrozzelle.  

Le passioni generose ed i frutti, che ne discendono copiosi, non vengono raccolti dal PIL, prodotto interno netto, che simboleggerebbe statisticamente, con discutibile approssimazione, il benessere materiale di una collettività nazionale. Certamente, però, promuovono una soddisfacente qualità di vita interpersonale, degna di essere assaporata, con la quale contagiare a macchia d’olio quante più persone possibili.


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Domenico Dalba
Percorso scolastico. Scuola media. Liceo classico. Laurea in storia e filosofia. I primi anni furono difficili perché la mia lingua madre era il dialetto. Poi, pian piano imparai ad avere dimestichezza con l’italiano. Che ho insegnato per quarant’anni. Con passione. Facendo comprendere ai mieli alunni l’importanza del conoscere bene la propria lingua. “Per capire e difendersi”, come diceva don Milani.Attività sociali. Frequenza sociale attiva nella parrocchia. Servizio civile in una bibliotechina di quartiere, in un ospedale psichiatrico, in Germania ed in Africa, nel Burundi, per costruire una scuola.Professione. Ora in pensione, per anni docente di lettere in una scuola media. Tra le mille iniziative mi vengono in mente: Le attività teatrali. L’insegnamento della dizione. La realizzazione di giardini nell’ambito della scuola. Murales tendine dipinte e piante ornamentali in classe. L’applicazione di targhette esplicative a tutti gli alberi dei giardini pubblici della stazione di Barletta. Escursioni nel territorio, un giorno alla settimana. Produzione di compostaggio, con rifiuti organici portati dagli alunni. Uso massivo delle mappe concettuali. Valutazione dei docenti della classe da parte di alunni e genitori. Denuncia alla procura della repubblica per due presidi, inclini ad una gestione privatistica della scuola.Passioni: fotografia, pesca subacquea, nuotate chilometriche, trekking, zappettare, cogliere fichi e distribuirli agli amici, tinteggiare, armeggiare con la cazzuola, giocherellare con i cavi elettrici, coltivare le amicizie, dilettarmi con la penna, partecipare alle iniziative del Movimento 5 stelle.Coniugato. Mia moglie, Angela, mi attribuisce mille difetti. Forse ha ragione. Aspiro ad una vita sinceramente più etica.