
Oggi Saverio Santoniccolo è un Carabiniere in congedo. Fu proprio lui a ritrovare, il 19 agosto 2000, il corpo di Graziella Mansi. Lo racconta nel suo libro “Cronache dal fronte invisibile”, uno scritto che vuole essere anche un grido d’allarme sulla situazione della sicurezza pubblica in questo paese dove i cittadini non sono più tranquilli, neanche nelle loro case, dove il diffuso senso di impunità, generato dalla mancata certezza della pena, sta determinando una escalation criminale sempre più pericolosa. A parlarcene è lo stesso Saverio.
Ciao, Saverio. Perché hai deciso di scrivere “Cronache dal fronte invisibile”?
La necessità di scrivere “Cronache dal fronte invisibile” origina da molteplici esigenze.
Preliminarmente scaturisce dalla forte convinzione che, a un certo punto, il lavoro duro, lungo e rischioso degli operatori di polizia giudiziaria che si cela dietro un’operazione di Polizia Giudiziaria, debba essere condiviso per far sì che la cittadinanza sappia quali sacrifici affrontano queste persone pagate con stipendi non adeguati all’impegno profuso e ai rischi che corrono e che ogni giorno escono di casa non sapendo se ci faranno ritorno. In particolare nel contrasto alla mafia il lavoro degli operatori di PG deve essere a maggior ragione condiviso e recepito perché il contrasto alla criminalità organizzata non deve rimanere di esclusiva competenza delle forze di polizia ma deve essere una questione di responsabilità civile e di coscienza da parte di tutti. L’omertà è il più grande nemico delle forze dell’ordine nel contrasto alle mafie.
Questo scritto vuole essere anche un grido d’allarme sulla situazione della sicurezza pubblica in questo paese dove i cittadini non sono più tranquilli, neanche nelle loro case, dove il diffuso senso di impunità, generato dalla mancata certezza della pena, sta determinando una escalation criminale sempre più pericolosa.
Vuole essere un appello alla riflessione sulle affermazioni di quanti si imbarcano in campagne diffamatorie e d’odio nei confronti delle forze di polizia, sempre più spesso prese di mira, nell’esercizio onesto delle loro funzioni, da parte investigatori e analisti criminologi improvvisati o da censori da salotto televisivo che, al caldo delle loro case, non conoscono neanche lontanamente cosa significhi passare una notte a bordo di autoradio o di una volante.
Cosa ricordi di quel maledetto 19 agosto 2000?
Di quel maledetto 19 agosto ricordo ogni maledettissimo istante. La spasmodica ricerca di una bambina scomparsa, la folla di persone disperate che si era unita alle ricerche, le ore perse a cercare in mezzo a rovi e sterpaglie, il fumo che ci ha investito quando abbiamo cominciato la penetrazione di quella radura in fiamme dove poi abbiamo trovato Graziella, il fortissimo calore, il sudore che bruciava, la visione del corpo di quella povera creatura, la faccia inebetita di Pasquale Tortora dall’inizio delle ricerche fin quando non l’abbiamo arrestato e portato in carcere, il suo avvocato d’ufficio, una donna, che a un certo punto si rifiutò di difenderlo e ha abbandonato l’ufficio e, per finire, i vestiti che indossavo, strappati, lacerati dai rovi e dalle sterpaglie, impuzzoliti di fumo e gettati nella spazzatura.
Chi è oggi Saverio Santoniccolo?
Oggi Saverio Santoniccolo è un Carabiniere in congedo che continua a lavorare svolgendo attività di sicurezza in una azienda il cui titolare, qualche anno fa, rimase vittima di un tentativo estorsivo e a lui si rivolse, mentre era ancora in servizio, per sporgere denuncia.
Grazie a quella denuncia, grazie al coraggio di questo imprenditore, furono operati molti arresti, fu sventata una rapina a un furgone portavalori, furono evitati molti furti di autovetture e conseguirono severe condanne di primo grado.
Saverio Santoniccolo oggi svolge anche attività di consulenza per la sicurezza, in forma volontaria, del Monastero di Colonna di Trani.























