Da Cartesio a noi…

Il genio fondatore del pensiero moderno, Cartesio, insegnava a ritirarsi dal mondo, concentrarsi su sé stessi, fondare un metodo certo per dare verità assoluta alla conoscenza. Ciò è, per Cartesio, il modo per cercare il fondamento della verità. Cartesio conosceva gli Esercizi Spirituali di Ignazio di Lojola, applicando così alcuni suoi principi alle sue meditazioni in Filosofia. Nella sua meditazione il dubbio diviene il metodo.

I dubbi naturali passano la critica sui sensi. Cartesio afferma che la prima conoscenza è quella dei sensi su cui dubitare. Fa notare che i sensi ingannano, come un bastone apparentemente spezzato nell’acqua. Egli usa il modello del sogno e del sonno, che confonde reale e apparente. Sappiamo che, per la sua fragilità fisica, Cartesio sognava molto, svegliandosi in tarda mattinata. Egli considera la realtà come un potenziale sogno. Sappiamo che la mera eventualità che certi sogni hanno, possono confondersi con la realtà. Il dubbio cartesiano cerca una certezza nel metodo scientifico, con idee chiare e distinte. Il pensiero razionale, alla luce di ciò, fa diventare la follia problema e causa di isolamento, mentre per i poeti era fonte di ricerca artistica.

Nel ‘700 nasce così il manicomio come reclusione, estremizzazione di tale pensiero. Cartesio dubita di tutto fino a pensare che, al posto di Dio, ci sia un demone potentissimo che inganna su ogni cosa, anche su evidenze di tipo matematiche.

Questo è lo stato totale del dubbio assoluto. Attraversate tutte le fasi del dubbio si giunge a non fidarsi più di niente e nessuno. Ogni forma di dubbio è nel pensiero, che è l’unico possesso su cui non c’è dubbio. Il pensiero pone fine alla catena del dubbio. Poiché “Nulla viene dal nulla” (Cartesio) dietro il pensiero c’è il Benevolo, Dio, che vuol farci conoscere il mondo. Dio ne esce come benevolo, matematico e scientifico. Accanto a questa prova di Dio, Cartesio riprende la prova ontologica di sant’Anselmo, per cui dalla definizione di Dio si passa alla presenza di Dio.

Le riflessioni di Cartesio, padre della filosofia moderna, sono state oggetto di varie critiche. Il procedimento del dubbio radicale diventa fondazione del nostro sapere, ponendo però problemi quali la spiegazione dell’errore; infatti se Dio è garante della verità, perché si sbaglia? Per Cartesio sono in conflitto la facoltà finita dell’intelletto e la volontà. Per lui siamo noi che non vogliamo capire veramente quando sbagliamo. Per Cartesio, inoltre, i corpi sono “macchine”, in quanto separa, come Platone, il pensiero dalla materia. 

Ho voluto richiamare Cartesio perché oggi si tende a dubitare di tutto, con il rischio che, non solo ci sia un riduzionismo della conoscenza, ma anche, paradossalmente, il venir meno del pensiero stesso. Se per gli antichi il pensiero era contemplazione, per i moderni è diventato costruzione, attraverso un metodo. Ma oggi siamo proprio sicuri che dubitiamo per cercare la verità? Cartesio ha ridotto l’uomo a pensiero, per altri l’uomo è tale perché ama. Senza pensiero e senza amore dove finirà l’uomo? Che non sia giunto il tempo di “pensare con amore e amare con il pensiero”, parlando con i fatti più che con le parole? La fiducia del pensiero e la volontà dell’amore ridonino l’uomo alla sua vera identità.


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Salvatore Sciannamea
Sacerdote della diocesi di Andria, attualmente sono fidei donum in Valle d’Aosta, ho conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta. Autore di numerosi libri presso le Edizioni Sant’Antonio; collaboratore della Rivista Trimestrale di Teologia e Spiritualità “Jesus Caritas - Famiglia Carlo de Foucauld” e curatore della rubrica “Ripensare tra bellezza e verità” sul sito del mio paese d’origine: Canosaweb.it. Ogni martedì, pubblico sul mio canale youtube (https://www.youtube.com/channel/UCCgVJk1DCdYQhIeh9c6jmBQ) dei video-incontri di tipo culturale, spirituale e religioso, per riflettere ed interrogarsi sul senso della vita, sull'amicizia e la bontà.