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Particolarmente attesa la misura riguardante le tematiche di “Turismo e cultura” della missione uno del Recovery Plan. Ed è attiva da qualche giorno anche “Più Impresa”

Ammonta a circa 600 milioni di euro la cifra stabilita nel Recovery Plan che permetterà l’attuazione di interventi di restauro e riqualificazione dell’edilizia rurale e storica dei borghi italiani.

In Puglia è situato il 33% dei più bei borghi del Bel Paese; qui si conservano le antiche tradizioni enogastronomiche rurali e qui è possibile avere con stupendi paesaggi naturali, artistici e culturali, Dop, Igp e ben 311 prodotti pugliesi riconosciuti tradizionali dal Mipaaf. Queste sono alcune delle considerazioni di Coldiretti Puglia che ha accolto con soddisfazione la notizia dell’introduzione di questa misura da parte del governo. “Le realtà sotto i cinquemila abitanti rappresentano in Puglia una rete diffusa su poco più del 14% del territorio, ma con una presenza che unisce il senso di comunità all’appartenenza geografica e la custodia di valori e tradizioni come quella del cibo e dei prodotti tipici”, chiosa Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

A più riprese le organizzazioni degli imprenditori agricoli hanno rimarcato che la rivalutazione dei borghi rappresenti una potenzialità fondamentale per l’Italia post-covid, oltre ad essere un’occasione per salvare l’immenso patrimonio edilizio rurale italiano, purtroppo in condizioni precarie. Quello del ritorno della popolazione nei piccoli centri è ormai un fenomeno che si va sempre più intensificando e quindi, con la riduzione della concentrazione di abitanti nei grandi centri urbani, si persegue quello che auspicano in tanti, ovvero meno occasioni di assembramenti, almeno fino a quando durerà la pandemia.

È un dato ormai acclarato quello che a seguito delle misure assunte a causa della pandemia (ad esempio: lo smart working, il distanziamento, le chiusure di molte attività e gli spostamenti limitati), la routine della popolazione italiana ha subito delle modifiche. I nostri connazionali hanno così modificato la loro concezione di campagna: difatti il mercato immobiliare delle case in zone rurali o in piccoli borghi presenta aumenti che sfiorano il 30%. Coldiretti Puglia ritiene che sia necessario colmare il gap nell’espansione della banda ultralarga, che nella regione pugliese è ferma al 15% mentre a livello nazionale è situata intorno al 45%; nel 2021 essa potrà raggiungere il 23% di copertura, con una media nazionale del 53,2%. Altro gap è rappresentato dal fatto che la regione pugliese presenta delle difficoltà anche in merito alla vendita online, all’11,9%. In questo come in altri casi in cui sostanzia la componente tecnologica, Coldiretti ritiene che questo sia uno dei punti chiave sui quali concentrare il proprio intervento per le campagne, al fine di ottenere migliorie in più ambiti a livello nazionale.

Oltre alla quantità di finanziamenti messi a disposizione per questa misura, sono stati stanziati altri 300 milioni di euro con la finalità di valorizzare parchi e giardini storici.

E come il comparto agricolo e più in generale l’economia green sia uno dei fattori che contraddistingueranno il nostro prossimo futuro, va aggiunto che è attivo da qualche giorno sul portale dell’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare del Mipaaf, la misura “Più Impresa”.

Questo intervento finanzia investimenti sino a 1,5 milioni di euro per lo sviluppo o il consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli nonché della diversificazione del reddito agricolo. Le agevolazioni consistono in un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili e in un mutuo a tasso zero per la restante parte, nei limiti del 60% dell’investimento. La durata massima è stabilita in 15 anni con un periodo di preammortamento di massimo 30 mesi. Destinatari dell’intervento sono le micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, amministrate e condotte e da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti.
Una possibilità in più per veder ritornare a vivere la nostra agricoltura, il suo patrimonio rurale ed il nostro territorio come quello murgiano grazie ai giovani.


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Francesco Maria Cassano
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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