No alla violenza verbale e fisica contro medici e scienziati

Gli episodi recenti di violenza fisica e di intimidazione contro ricercatori, clinici e personale sanitario impegnati nello sforzo di salvare la vita dei malati di Covid-19, di arginare la diffusione di SARS-CoV-2 e di mantenere in funzione tutte le altre attività di ricerca, cura e assistenza, sono fatti gravissimi. Se è condannabile qualunque aggressione e atto illegale verso persone e proprietà, appare particolarmente grave quella che, come in questo caso, si consuma nello spazio psicologicamente e socialmente molto sensibile del rapporto tra medici e malati.

L’Accademia Medica di Roma (AMR) condanna ogni forma di violenza fisica e verbale ed esprime solidarietà a tutti i medici e scienziati che si trovano sotto attacco da una pervicace disinformazione e da continue campagne d’odio.

I progressi della ricerca e gli avanzamenti della clinica hanno consentito nel corso dell’ultimo secolo circa di trovare le cause di malattie e sviluppare rimedi, come nuove terapie e i vaccini. Questo è avvenuto percorrendo una strada indicata dal metodo scientifico, piuttosto che dall’improvvisazione.

La discussione democratica è il presupposto per la crescita civile di un paese, ma la democrazia è in primo luogo rispetto di regole, che sono decise attraverso processi politico-istituzionali da organi rappresentativi, che sono fondate su fatti ed esperienze controllate attraverso metodi scientifici e che la convivenza civile esige che valgano per tutti. La Scienza e la Medicina sono molto influenti nelle società fondate sulla conoscenza, e talvolta ci si aspetta che possano compiere miracoli, ovvero non si accetta, per motivi che possono essere diversi, che vi siano dei tempi, dei modi e dei protocolli necessari per scoprire la causa di una malattia o testare l’efficacia e la sicurezza di un nuovo trattamento.

Il rispetto della legalità, nelle democrazie liberali, è quindi il presupposto per un confronto politico e culturale costruttivo. Affinché le regole siano meglio rispettate, i cittadini dovrebbero comunque essere messi in condizione di capirne il senso e di avere fiducia nelle Istituzioni democratiche e nelle competenze scientifiche e tecniche messe in campo, ad esempio nella battaglia contro una pandemia. Probabilmente non si è investito e non si investe a sufficienza nella comunicazione, anche in quella tra medico e paziente, benché ciò non giustifichi in alcun modo campagne di odio e aggressione.

L’Accademia Medicina di Roma si appella alle Istituzioni e alla politica perché promuovano sia l’adozione di misure di tutela dell’incolumità fisica e psicologica degli operatori sanitari, sia iniziative di comunicazione rivolte all’opinione pubblica sul ruolo strategico che gli stessi svolgono quotidianamente nella difesa della salute individuale e pubblica.

Estensori del documento

Vincenzo Barnaba, Presidente AMR

Carlo Patrono, Vicepresidente AMR

Antonio Musarò, Accademico Segretario AMR

Andrea Bellelli, membro direttivo AMR

Luigi Chiariello, membro direttivo AMR

Gilberto Corbellini, membro direttivo AMR

Luigi Ruco, membro direttivo AMR

Marco Salvetti, membro direttivo AMR

Angela Santoni, membro direttivo AMR

Antonella Polimeni, Accademica onoraria AMR e Rettrice Sapienza Università di Roma

 

Firmatari del documento

Sergio Fucile, Mary Anna Venneri, Alessandro Giuffrè, Maria Cristina Gagliardi,  Riccardo Caruso, Guido Valesini, Susanna Scarpa, Robin Foà, Giampaolo Tortora, Massimo Volpe, Francesca Grassi, Massimo Levrero, Fiorenzo Conti, Cristiano Alessandri, Paolo Sbraccia, Sergio Pimpinelli, Isabella Quinti, Nicola Basso, Cristina Limatola, Silvia Di Angelantonio, Valerio Consalvi, Mauro Magnani, Francesco Fazi, Giuseppe Pugliese, Rossella Paolini, Roberto Caminiti, Vincenzo Guidetti, Alessandro Rosa, Mario Stefanini, Raffaele Geremia, Alessandro Sette, Susanna Scarpa, Anna Riccioli, Silvano Sozzani, Antonella Stoppacciaro, Beatrice Vallone, Dario Pitocco, Bianca Rocca, Maria Caterina Grassi, Mario Paolo Colombo, Marzia Duse, Federica Laudisi, Paolo Visca, Cristiano Violani, Costanzo Moretti, Arianna Di Napoli, Giovanni Melina, Mara Bo, Claudio Letizia, Maria Vittoria De Luise, Sebastiana Angelaccio, Andrea Vitali, Elena Pacella, Alessandro Bressan, Giacomo Frati, Michele De Luca, Stefania Brozzetti, Francesco Pata, Pietro Pietrini, Sandro Mazzaferro, Giuseppe Benagiano, Giuliano Tocci, Sergio Nasi, Daniela Bosisio, Filippo Rossi Fanelli, Giuseppe Gentile, Margherita Bonamico, Marco Lucarelli, Marco Crescenzi, Mara Riminucci, Maurizio Muscaritoli, Donatella Del Bufalo, Giulio Caracciolo, Serena Carraro, Bianca Cesaro, Serena Renzi, Maurizio Inghilleri, Bianca Maria Scicchitano, Emanuele Rizzuto, Mario Molinaro, Marco Ceccanti, Marina Bouche, Dario Coletti, Federica Esposito, Biliana Lozanoska-Ochser, Marco Vignetti, Antonio Capalbo, Antonella D’amore, Elisa Lepore, Elena Crecca, Gabriella Dobrowolny, Bianca Maria Zani, Fabiana Cortellessa, Silvia Masciarelli, Gianfranco Silecchia, Irene Casola, Gaia Laurenzi, Laura Rosanò, Fioretta Palombi, Adriana Erica Miele, Francesca Liccardo, Alberto Siracusano, Angela Catizone, Chiara D’ercole, Federica Barbagallo, Giovanna Borsellino, Gianfranco Sinagra.


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Chi siamo? Gente assetata di conoscenza. La nostra sete affonda le radici nella propria terra, ma stende il proprio orizzonte oltre le Colonne d’Ercole.Perché Odysseo? Perché siamo stanchi dei luoghi comuni, di chi si piange addosso, di chi dice che tanto non succede mai niente.Come? I nostri “marinai/autori” sono viaggiatori. Navigano in internet ed esplorano il mondo. Sono navigatori d’esperienza ed esperti navigatori. Non ci parlano degli USA, della Cina, dell’Europa che hanno imparato dai libri. Ci parlano dell’Europa, della Cina, degli USA in cui vivono. Ci portano la loro esperienza e la loro professionalità. Sono espressioni d’eccellenza del nostro territorio e lo interconnettono con il mondo.A chi ci rivolgiamo? Ci interessa tutto ciò che è scoperta. Ciò che ci parla dell’uomo e della sua terra. I nostri lettori sono persone curiose, proprio come noi. Pensano positivo e agiscono come pensano.Amano la loro terra, ma non la vivono come una prigione.Amano la loro terra, ma preferiscono quella di Nessuno, che l’Ulisse di Saba insegna a solcare…

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