Scopriamolo insieme

Nella giornata di ieri la tranquilla – più o meno – cittadina di Andria è stata sconvolta da un video reso pubblico dalla pagina Facebook “Comune di M’Andria“. Il video dura circa 30 secondi e consiste semplicemente in una voce fuori campo, quella dell’autore del video, che si prende gioco di alcuni operatori del 118 tutti completamente bardati, appena usciti da una casa in cui erano intervenuti per un sospetto caso Covid. Il motivo dello scalpore è evidente, e infatti tutti si sono chiesti “ma che razza d’uomo potrebbe fare un cosa del genere il 3 dicembre 2020, dopo 8 mesi dall’inizio della pandemia mondiale?”.

Ecco, proviamo ad analizzare: di che razza d’uomo si tratta?

Il filmato si apre in maniera scomposta. L’inquadratura è mossa. Chi fa il video vorrebbe inquadrare gli operatori del 118, ma ci riesce solo dopo diversi tentativi, ossia dopo aver inquadrato in sequenza il marciapiede, il palo della luce, dei sacchetti dell’immondizia e infine il povero sanitario. Questo ci dà il primo indizio: l’autore del video non è in possesso di uno sviluppo psicomotorio di tipo standard. Probabilmente non ha mai raggiunto la posizione eretta, o comunque la mantiene a fatica, ed ha evidentemente dei problemi con il pollice opponibile. Ma andiamo avanti.

Dopo 5 secondi l’autore del video parla. Oddio, parla, diciamo che emette dei suoni. Gli interpreti dell’idioma utilizzato, assicurano che il parlante è attirato dalle tute degli operatori sanitari. Questo per ora lo lasciamo da parte, ci concentriamo invece sulla tipologia dell’emissione. Il timbro vocale è rauco, molto simile a quello di un latrato, a stento il parlante pronuncia le vocali, probabilmente a causa di un’espansione palatale ristretta, sintomo di una capacità cranica poco sviluppata. L’ipotesi diventa realtà quando, subito dopo, il parlante pronuncia “hi” e “ou”. Anche qui, gli esperti dell’idioma utilizzato   assicurano che emettendo tali sillabe il parlante intendesse chiedere “quindi?”, “allora?”. Tuttavia dovendolo fare emettendo versi gutturali, più che articolando parole, questo ci dà la certezza di essere di fronte ad abilità linguistiche di molto rudimentali.

Nel prosieguo, l’autore del video pronuncia altre frasi sconnesse continuando a riprendere gli operatori del 118 sempre più imbarazzati per lui, che visibilmente vorrebbero dirgli: “Comunque noi siamo quelli del Covid, non del TSO, se vuoi li sentiamo noi quelli del TSO”.

Infine il soggetto in questione, in un certo senso, si arrende. Gli interpreti dell’idioma assicurano che nella sua ultima frase, il soggetto, avendo capito che non avrà le tute bianche, chiede che almeno gli venga fornito un casco da indossare, per ballare in discoteca. Qui la comunità degli studiosi dell’idioma utilizzato, comprensibilmente, ha sollevato più di una riserva. Avrete capito male hanno detto alcuni ad altri, che senso ha utilizzare il casco in pista da ballo? Ma riascoltando più volte, anche a rallentatore, alla fine gli studiosi hanno dovuto concordare sul fatto che il soggetto abbia detto proprio così.

Che cosa ci dice a noi quest’altro indizio? Ci dice che evidentemente il soggetto in questione non è avvezzo a rapportarsi agli oggetti. Ha scarsa dimestichezza nel relazionarsi a certi arnesi e li associa in maniera del tutto casuale a delle azioni e a dei contesti, proprio come ha fatto con il casco, il ballo e la discoteca.

Tre indizi – dice il proverbio – fanno una prova. S’inizia ad intuire che razza d’uomo sia l’autore di questo video. Ma è giusto averne la certezza assoluta. Per farlo basta riprendere un particolare che in apertura abbiamo lasciato da parte: ossia il fatto che l’uomo sia stato attirato fin dall’inizio dalle tute bianche e, più in generale, dal modo di vestire dei sanitari del 118.

La domanda che dobbiamo porci a questo punto è: come è possibile che dopo 8 mesi di pandemia, ossia dopo 8 mesi in cui quotidianamente in tv non si è visto altro che gente vestita con tute bianche, mascherina e visiera, il nostro soggetto abbia trovato straordinario vedere persone vestite così? La risposta non può che essere una: l’autore del video non vive secondo gli standard di vita occidentali. Vive senza tv, senza decoder, forse senza elettricità. In sostanza vive in una grotta. Mercoledì sera si sarà ritrovato per mera coincidenza fra le mani un cellulare, e assecondando il suo approccio ingenuo agli utensili, ha realizzato un video alla prima cosa che l’ha incuriosito.

A questo punto è chiaro che razza di uomo abbia potuto girare il video. Si tratta dell’Homo Habilis, ossia la specie di uomo che precede l’Homo Sapiens. Una specie che quando è comparsa, da poco aveva conquistato la posizione eretta, da pochissimo aveva iniziato a fabbricare utensili, una specie che – dicono gli esperti – “comunicava con i suoi simili attraverso gesti e versi, non ancora un vero e proprio linguaggio”. Questo è l’uomo che ha realizzato quel video, un Homo Habilis, nonché la dimostrazione che la razza umana invece di evolvere ha iniziato a tornare indietro. A tutti noi quel video dovrebbe far scattare un campanello d’allarme, e spronarci a fermare questo processo involutivo. E a ‘sto punto: grazie uomo che hai realizzato il video, grazie per averci messo in guardia da te.


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"Andrea Colasuonno nasce ad Andria il 17/06/1984. Nel 2010 si laurea in filosofia  all'Università Statale di Milano con una tesi su Albert Camus e il pensiero meridiano. Negli ultimi anni ha vissuto in Palestina per un progetto di servizio civile all'estero, e in Belgio dove ha insegnato grazie a un progetto dell'Unione Europea. Suoi articoli sono apparsi su Nena News, Lo Straniero, Politica & Società, Esseblog, Rivista di politica, Bocche Scucite, Ragion Pratica, Nuovo Meridionalismo.   Attualmente vive e lavora a Milano dove insegna italiano a stranieri presso diversi enti locali".

2 COMMENTI

  1. Scusate, ma dov’è la novità? Ancora un effetto domino, chiunque sia ha avuto il proprio squallido palcoscenico. Ormai non seguo le news, se non per ridere, ma lo sfotto` agli operatori sanitari, il video del pestaggio, il revenge porn cosa sono se non la misera messa in piazza di ego falliti? L’ involuzione dei selfie, l’ io ci sono e sono figo. E vai di click e condivisioni, dalla tua piccola bolla. I social sono il virus, se non c’è il vaccino sta a noi mettere la mascherina.

  2. “ossia dopo 8 mesi in cui quotidianamente in tv non si è visto altro che gente vestita con tute bianche, mascherina e visiera”.
    Il problema è in queste parole, ovvero qui sta la radice del problema: se quell’uomo vivrebbe metaforicamente secondo l’articolo in una grotta in pietra, chi si nutre di 8 mesi di allarmismo mediatico vive, e questo non è metaforico, in una grotta mentale più buia di quella forse ingenua del “razza” (potevate risparmiarvi questa caduta di stile) d’uomo.
    Il mondo è bello perché vario, la comunicazione è brutta quando ristagna nell’alveo del potere.
    Ma poi quest’uomo è stato così offensivo nei confronti degli operatori? Nell’articolo non emerge nulla di chiaro al riguardo, emerge invece uno spregevole attacco pubblico alla dignità di quest’uomo.

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