
Di Paolo Saggese
Mentre l’arpista suona
Note delicate
Tra gli sguardi ieratici
Degli antichi santi
Di legno della montagna
Irpina
Mentre la violinista
Sorridente e ispirata
Sembra volare
Come una Musa
Tra le volte della navata
Centrale
Mentre il mondo
Intorno è
Senza voce in attesa
Della melodia
Che porti il sereno
Atteso
In questa estate
Così diversa
Così strana
Così inutile
E insensata
Nella guerra che si avvicina
In questa estate
Dove i bambini
Che muoiono non sono
Film in TV
ma sono sangue
del nostro sangue
In questa estate
Dove i nostri bambini
Sono come quelli uccisi
A Gaza in attesa
Di latte in polvere
Dal generoso Occidente
In questa sera tra gli alberi
Nel buio assoluto della notte
Tra i rumori dei cinghiali
Delle volpi e dei gufi
Ascolto soltanto
Il mio cuore
E come sempre
Il mio cuore è muto
Perché non ha
Parole adatte a descrivere
Ciò che siamo
Ciò che dovremmo
Abbiamo smarrito
Tutto e non ci resta
Nulla se ben guardate
Il senso del nostro vivere
Tra le macerie
Di una Terra desolata
Vogliamo affondare
Il nostro rimorso
Nelle serate estive
Nei canti sguaiati
Nello stordimento della folla
Nel sudore del mare
Ma la vita ritorna
E il mondo resta
Quello che è
E che non vediamo
Perché non ascoltiamo
E non sentiamo
E neanche conosciamo
Perché siamo ciechi
Perché siamo afasici
Perché siamo distratti
Perché abbiamo
Smesso di vivere
È come dire
Che siamo morti
E non ce ne siamo accorti
Che non siamo
Più vivi
Perché lo abbiamo dimenticato
Perché ormai l’essere
Non esiste più
Per noi occidentali
C’è solo l’Ente
la realtà che ci piace
Il resto è niente
Ma un tempo era tutto
Persino per l’Occidente
Un tempo era pensiero
Un tempo era filosofia
Un tempo era poesia
Desiderio di cambiare la vita
Adesso il mondo
È in macerie
Ma noi siamo ancora sulla nave
Che salpa verso il party serale
Che è la nostra vita
Destinata al consumo
Siamo uno sciame di cavallette
Che parte da Occidente
E va verso Oriente
Non per amare
Ma per distruggere
Per annientare
Per imporre la forza
Del proprio volere
Per negare la vita
E per negare tutto
Ad un bambino
Che è anche nostro
Ma a noi cosa importa?
Andiamo al mare
Dimentichiamo tutto
Non dipende da noi
Noi possiamo solo
Assistere
E parteggiare
Per quei bambini
Asciugarci le lacrime
Bere un Campari
Nuotare e indignarci
Giocare e non pensare
Ultima ratio
Sacrificare un’ora del nostro tempo
Scrivere una poesia
Asciugarci le lacrime
E tornare alla nostra
Inutile vita.
***
Lettera per il cessate il fuoco a Gaza, per la fine delle ostilità e per la restituzione degli ostaggi
Noi sottoscritti dirigenti scolastici Paolo Farina e Paolo Saggese
AUSPICHIAMO
che il Presidente della Repubblica, On. Sergio Mattarella, e il Governo italiano si facciano promotori:
• di una richiesta di immediata cessazione del fuoco e delle ostilità tra le parti belligeranti e di restituzione degli ostaggi alle famiglie;
• della garanzia dell’immediato supporto umanitario alla popolazione di Gaza, ai bambini, alle madri, agli anziani innocenti, che stanno patendo il dolore atroce della guerra e gli stenti per fame, che stanno decimando una popolazione inerme.
Siamo convinti che ciò che sta accadendo vada oltre la stessa idea di “guerra”, che in modo spietato l’uomo è riuscito a concepire.
Facciamo nostra e aderiamo alla dichiarazione congiunta dell’Arcivescovo Card. Matteo Zuppi e del Presidente della Comunità Ebraica di Bologna, Daniele De Paz, che, tra l’altro, affermano:
“Di fronte alla devastazione della guerra nella Striscia di Gaza diciamo con una sola voce: tacciano le armi, le operazioni militari in Gaza e il lancio di missili verso Israele. Siano liberati gli ostaggi e restituiti i corpi. Si sfamino gli affamati e siano garantite cure ai feriti. Si permettano corridoi umanitari. Si cessi l’occupazione di terre destinate ad altri. Si torni alla via del dialogo, unica alternativa alla distruzione. Si condanni la violenza”.
(“Sulla guerra a Gaza e sulla responsabilità comune per la pace”).
Incapaci di essere indifferenti alle atrocità che stanno accadendo, convinti del ruolo delle nostre Scuole che hanno il compito di educare alla cittadinanza planetaria e alla fratellanza tra tutti i popoli, contro le guerre e la “logica” della “legge del più forte”,
invitiamo, a titolo personale, tutte le “donne” e tutti gli “uomini” di scuola, dirigenti scolastici, docenti, personale amministrativo, tutte le cittadini e tutti i cittadini italiani, a firmare questa “Lettera – appello”.
PRIMI FIRMATARI
PAOLO SAGGESE, DIRIGENTE SCOLASTICO
PAOLO FARINA, DIRIGENTE SCOLASTICO
Link per la sottoscrizione:
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdOxGjiIxVzFGHuWBs3HTrYoQ5_KErMYGAGRy7wV-8dxffVrA/viewform

























