Soccorrere o non soccorrere? C’è chi grida al lupo, chi al terrorista, chi al diverso, ma la verità è celata da una forma di egoismo non propriamente giustificato, se non da interessi di parte

In alto mare: il titolo mi è stato suggerito da una pièce teatrale del drammaturgo polacco, Sławomir Mrożek. Sarà veramente un’invasione quella che ci arriva sulle sponde meridionali della Sicilia e della Calabria e se sì perché non si provvede a contrastarla? E già… ma come?

Le iniziative prese non hanno dato i risultati sperati anzi il flusso di derelitti si è talmente ingigantito che si è perso sia il conto sia il controllo dell’intera situazione. La diaspora ha messo l’intera Europa con le spalle al muro evidenziandone la precarietà organizzativa. L’insieme degli Stati europei, in fatto di confusione, io credo abbia raggiunto l’apice. In molti cittadini si è instaurata la convinzione che non esista più ragion di credere ad essa come ad un insieme di Stati preposti per un unico obiettivo. I queruli lamenti di alcuni Stati rendono impacciate le timidi, svogliate iniziative degli altri. Il tutto è messo in discussione e stagna per il mancato, serio confronto tra le parti: una babilonia.

Sorgono gruppi populisti d’ogni specie: partitini, correnti, agglomerati da rendere confusione in chi s’aspetta di veder chiara la politica. Con questo stato di cose è inutile sottolineare quanto scoramento si origini in chi vorrebbe che la macchina dello Stato funzionasse meglio e desse miglior risultati.

Certo, sono gli interessi di parte a creare le tante discordie e incomprensioni per cui a nulla è valso l’intervento saggio di alcuni, adopratisi per rendere più chiara la babele.

Soccorrere o non soccorrere? C’è chi grida al lupo, chi al terrorista, chi al diverso, ma la verità è celata da una forma di egoismo non propriamente giustificato, se non da interessi di parte appunto.

Le altisonanti voci negative sembra che riducano la fiducia nei più e che si stia assistendo ad una fase disgregativa di questa Europa malferma.

In questi giorni si parla spesso di ONG colluse con i traghettatori abusivi e con i comuni delinquenti libici: tutto fumo negli occhi? Bisogna vedere con occhi innocenti ciò che veramente sta succedendo tra l’una e l’altra sponda del canale di Sicilia, prima di additare Tizio o Caio. Ci sono persone che si prodigano per salvare vite umane in mare: lo fanno con abnegazione e a proprio rischio, e qui non ci piove.

La povera gente che s’imbarca in certe avventure ha messo in gioco, oltre ai pochi risparmi, anche la propria vita: non scordiamocelo! Io personalmente ho conosciuto diversi musulmani e ne sono rimasto entusiasta per l’intesa che ho avuto con loro: ho semplicemente dialogato e ascoltato i loro problemi. Molti di noi italiani ne abbiamo avuti di simili negli anni grigi, quando si emigrava a frotte verso le Americhe e non solo.

Sono certo che non servano allarmismi inutili. È sempre meglio studiare il vero problema di queste persone e darle una mano a costruirsi una nuova esistenza, lontano dalla guerra e dalla loro terra.

Per ciò che riguarda la religione è giusto che ognuno si culli nella sua, rispettando quelle degl’altri tanto, alla fine…


Fontewikimedia commons
Articolo precedenteL’arcobaleno di Baker
Articolo successivoLa minaccia ambientale di Enrico VIII: il prezzo ecologico della Brexit
Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.