
Vita da Butler
Abbiamo, spesso, un’idea diversa della figura del maggiordomo perché risponde ad un’immagine di cultura popolare rappresentata, nel corso del tempo, come una figura casalinga, seria, quasi una figura asettica e relegata nel suo ruolo di servitore di casa. Il dominicano Alexis Debano, però, incarna la professione di “Butler” nel senso più moderno del termine. Si tratta, cioè, di un assistente personale altamente specializzato che può operare in strutture alberghiere di lusso fornendo un servizio discreto ma altamente personalizzato. A parlarcene è lo stesso Alexis.
Ciao, Alexis. In cosa consiste la tua professione di “Butler”?
La professione di Butler è quella di un assistente personale altamente specializzato che può operare in strutture alberghiere di lusso fornendo un servizio discreto ma altamente personalizzato.
Da dieci anni porto a termine un ruolo molto ampio e articolato, svolgendolo con un comportamento formale e linguaggio adeguato.
Nello specifico assisto gli ospiti con servizi personalizzati, previa conoscenza e organizzazione delle loro esigenze sia direttamente che coordinando una rete di fornitori di servizi.
Opero come assistente personale, pianifico eventi e mi coordino con il team Butler fornendo un’assistenza discreta, seria e mai invasiva, con ottime doti organizzative e grande disponibilità.
Sovrintendendo nello specifico la Terrazza con vista panoramica su tutta la città di Roma, mantengo cura degli oggetti preziosi fino alla gestione delle cantine di vini pregiati e liquori, conoscendo etichette e protocolli.
Infine, su richiesta dell’ospite, svolgo il ruolo di accompagnatore tour luxury shopping o tour personalizzato della città.
Perché, spesso, si ha un’idea diversa della figura del maggiordomo?
Perché risponde ad uno stereotipo e immagine di cultura popolare rappresentata nel corso del tempo come una figura casalinga, seria, quasi una figura asettica e relegata nel suo ruolo di servitore di casa.
Com’è stato ambientarsi nel mondo del lavoro italiano?
Purtroppo non è stato facile né immediato nonostante le mie diverse esperienze lavorative estere (Canada, Repubblica Dominicana).
Ho dovuto continuamente dimostrare e farmi valere di fronte a etichette e pregiudizi culturali.
Affrontare colloqui finti di lavoro nei quali richiedevano un investimento economico, o che a fine giornata il compenso orario medio era di euro 2.50 o 25 euro giornata intera, dalle 9 di mattina alle 20 di sera.
La catena luxury dove attualmente lavoro però ha apprezzato le mie qualità lavorative sin dal primo momento, offrendomi, a breve distanza dall’inizio del mio servizio, un contratto di lavoro sufficientemente adeguato.
Progetti futuri?
Certamente, l’attitudine data da una crescita personale e professionale mi dà la spinta verso una ricerca lavorativa migliore e stimolante, che possa permettermi di essere indipendente, investendo su me stesso, gestire il mio tempo per dedicarlo alla vita privata, familiare, concedendomi il privilegio di viaggiare come abitante del mondo.
























