
Donna e artista, l’andriese Raffaella Ieva è stata insignita, dalla Regione Puglia, del premio “Maestro Artigiano”, un riconoscimento a chi si distingue, per classe, eleganza, nella creazione di prodotti che esaltino l’eccellenza locale. A noi di Odysseo ha voluto raccontare la propria esperienza
Ciao Raffaella. Cosa si prova ad essere l’unica donna andriese, e rappresentante della BAT, ad essere insignita del titolo di “Maestro Artigiano”?
È un orgoglio impregnato di lavoro e sacrificio.
Per dirla alla Andy Warhol, un paio d’anni fa hai conosciuto i tuoi “15 minuti di celebrità” partecipando alla trasmissione di Rai Uno “I Soliti Ignoti”. Quanta visibilità ha regalato questa comparsata televisiva al tuo lavoro?
È vero, sembra il sequel di due anni fa quando fui convocata dalla Rai per partecipare a “I Soliti Ignoti” e, come giustamente hai citato Andy Warhol, fu per me la prima “bomba” mediatica che diede grande visibilità al lab-store dei nostri sogni.
Tra le motivazioni addotte dalla Regione Puglia nell’elargire il riconoscimento c’è “la promozione di progetti di valorizzazione e recupero dei mestieri dell’artigianato artistico, tradizionale e dell’abbigliamento su misura anche con l’obiettivo di innestare lo sviluppo di produzioni di nicchia, l’innovazione tecnologica di processo e prodotto, l’interscambio di competenze tra i diversi soggetti che ne sono portatori “. Credi che la tradizionale manovalanza, che affonda le radici nell’humus creativo e artistico della nostra terra, possa ancora attecchire sulle nuove generazioni, a volte, purtroppo, sempre più e solo naviganti della rete?
Questo riconoscimento in realtà è stato intercettato da mia figlia Marisa che, di nascosto, smanettando dalla mattina alla sera per lavoro (come agente di comunicazione) si è imbattuta in questo bando promosso dalla Regione Puglia riguardante gli artigiani. Di lì è partita l’idea di partecipare e così mi sono ritrovata “Mastro Artigiano”, un titolo che esprime l’essenza di un lavoro quotidiano di pazienza e creatività. Oggi più che mai c’è una fetta di mercato molto esigente che cerca il “manufatto unico” nel suo genere, fatto bene e realizzato con cura, oserei dire ad personam. Questo rappresenta il segmento di nicchia i cui potenziali acquirenti sono alla ricerca di qualcosa che soddisfi il proprio ego in barba alle griffes più famose ma sostanzialmente seriali. Questo fenomeno è in forte espansione tant’è vero che Amazon ha introdotto nella sua immensa piattaforma la vendita dell’handmade con particolare attenzione all’originalità del prodotto. A questo proposito si evince la necessità di valorizzare e recuperare gli “antichi mestieri” con l’obiettivo di innestare la tradizione nella nuova generazione. Si creano così nuove opportunità di lavoro e interscambio tra vecchie e nuove competenze. In ogni caso il web fa la sua parte per divulgare e far conoscere la “mano” che crea. E, scusate se è poco, ma sono convinta che l’artigiano salverà il mondo!
Cosa differenzia, nella qualità e nello stile, la produzione artigianale da quella industriale?
La differenza tra un oggetto artigianale e quello industriale è sostanziale: l’unicità non è seriale. Ogni oggetto “parla” in modo diverso, personale, confidenziale, è un messaggio che si materializza e arriva a destinazione con il sentimento di cui è impregnato. Questo è il senso dell’artigiano: essere l’artista che materializza un’idea! Quasi quasi mi sento un po’ Cupido! Io credo fortemente nel bisogno di “insegnare” ai giovani i lavori manuali in luoghi preposti dove i “Mastri Artigiani” possano trasferire tutta l’esperienza acquisita e portare a sbloccare un grosso comparto lasciato x troppo tempo in stand-by. Quando si dice: “Hai l’oro nelle mani” è esattamente questo il senso che definisce un artigiano: lavoro certosino, passione, dedizione, cura per i dettagli, innamorati del proprio lavoro! Anche il più piccolo difetto è garanzia di autenticità!
Progetti futuri?
C’è qualcosa che bolle in pentola e, per scaramanzia, è meglio che ci si veda tra un po’ di tempo! A Dio piacendo…Nel mio piccolo cerco di dare un contributo e di dare un senso alla vita fatta di cose semplici; questo è il segreto della felicità!























