La manifestazione “Libertà e diritti per il popolo bielorusso”, lo scorso 6 ottobre, di fronte al Pantheon

Martedì 6 ottobre 2020 a piazza della Rotonda davanti al Pantheon, a Roma, si è tenuta una manifestazione di solidarietà verso le donne e gli uomini bielorussi, che da più di due mesi si stanno battendo in Bielorussia con manifestazioni nonviolente contro i brogli elettorali e contro le perpetuazioni di corruttele nella politica di regime. Per la sesta volta, consecutivamente, il 9 agosto 2020 è risultato eletto Aleksandr Lukashenko alle elezioni presidenziali. Ciò desta perplessità ragionevoli che hanno allarmato non solo la popolazione in Bielorussia e i bielorussi nel mondo, ma anche altri Paesi civili.

La manifestazione “Libertà e diritti per il popolo bielorusso” è stata organizzata da Radicali italiani, da Radicali Roma e dalla Associazione Bielorussi in Italia “Supolka”. All’evento hanno preso parte attiva Più Europa e la Federazione Italiana Diritti Umani – Comitato Italiano Helsinki, oltre a vari esponenti di vari e diversi partiti e di varie realtà associative, nel rispetto delle accortezze per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 in corso.

I manifestanti della nonviolenza popolare bielorussa stanno chiedendo il rispetto dei parametri di correttezza e giustizia per gli ademocratici risultati cuciti  ad  hoc  alle scorse elezioni politiche, affinché non sia più calpestata la dignità e la libertà delle persone che le istituzioni tutte hanno il compito di rappresentare in modo trasparente e garantista. Da oltre due mesi il regime reprime le pacifiche dimostrazioni popolari attraverso arresti, restrizioni e sanzioni abusive che violano i diritti umani, attaccando persino il sacrosanto lavoro dei giornalisti. Sono giunte notizie di specifiche e raccapriccianti violenze e di vessazioni verso attiviste e attivisti molto giovani, sotto il cielo bielorusso ricco di speranze pur nelle profonde amarezze.

L’Italia non può continuare a guardare queste violazioni senza muoversi, non può continuare a dormire assumendo un a-posizionamento all’insegna della inerzia sulla scacchiera giuridica e politica internazionale; l’eccessivo immobilismo oltre a dimostrare inettitudine può diventare colposa agevolazione per cosciente omissione d’azione dovuta. Ogni Stato civile e democratico che ha a cuore le basi del diritto internazionale umanitario ed umano deve sentirsi investito di una posizione di garanzia internazionale. Deve conseguentemente agire con gli strumenti della mediazione e della diplomazia, secondo diritto e secondo opportunità, per avviare procedimenti con il fine di accertare le violazioni dei diritti dei manifestanti nonviolenti, da un lato, e le devianze nonché i brogli nelle scorse elezioni, dall’altro lato.

Durante la manifestazione romana davanti al Pantheon – tra i vari politici – ha preso la parola anche la senatrice radicalpluseuropeista Emma Bonino, come pure l’onorevole Riccardo Magi. All’evento erano presenti il Pres. FIDU Antonio Stango; dall’area PD la Boldrini; e poi un esponente del M5S e uno di LeU e non solo.

Scambiandoci i saluti e discutendo di politica nei vari incontri amicali davanti al Pantheon con alcuni esponenti dell’ALDE Individual members Party, si è avvertita una condivisa voglia di curare organicamente e sistematicamente gli interessi pulsanti delle individualità bielorusse poste sotto attacco, e di far ciò sempre all’insegna dello Stato di diritto costituzionale liberaldemocratico avendo come stella polare la faticosa e pragmatica promozione delle  libertà spente.

Malgrado il corso della storia abbia sciolto tante forme di schiavitù formali, ancora oggi la battaglia umana per l’indipendenza e per le libertà esistenziali e sociali di tutti gli individui risulta messa a dura prova e spesso proprio sotto attacco dalle mire illiberali dei regimi dittatoriali di fatto. La prudenza politica a livello istituzionale non può ignorare l’esperienza dei gruppi che da decenni praticano un sano lobbysmo transnazionale per la tutela dei diritti civili, politici e umani degli individui in ogni parte del mondo.

Da neorepubblicano radicaleuropeista, da patriota italeuropeo e universalista, da umanista liberal e progressista, nonché da giovane e modesto lobbying-attivista con la piattaforma blog liberalfree non ho potuto non accogliere il grido di dolore del popolo bielorusso in uno alle preoccupazioni verso i propri cari sollevate dalla comunità bielorussa in Italia. La Roma laica, liberale e politico-umanitaria si è mossa, confutando ancora una volta ogni tesi avversa che la vorrebbe descrivere come relegata al salottismo elitario-culturale; la Roma dei diritti umani in azione progressiva è stata ancora una volta pronta a scendere in piazza con importanti esponenti delle istituzioni democratiche. Quando verranno mossi i bacini diplomatici del nostro governo, e verso quale asse di politica estera, con quali contenuti, con quali obiettivi?

Non possiamo rimanere indifferenti davanti ai soprusi perpetrati in danno delle libertà individuali e popolari in Bielorussa. Verso quali sconti al ribasso sulla via della ansiogena sdemocrazia andremo a schiantarci ulteriormente? Viva la libertà, la giustizia e il diritto umanista delle amiche e degli amici affratellati della Bielorussia!


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Luigi Trisolino
Nato l’11.10.1989, giurista, scrittore, poeta e attivista politico “liberalfree”. Vive a Roma, dove opera nel settore della ricerca accademica di storia giuridica. Maturità classica conseguita in Puglia nel 2008, laurea quinquennale in Giurisprudenza conseguita a Roma nell’A.A. 2012/13, e in seguito master di specializzazione forense e corsi di formazione avanzata in varie città, abilitazione alla professione di avvocato nella sessione 2015; cultorato della materia Costituzionalismo e integrazione europea; attività di dottorato di ricerca con borsa in Discipline giuridiche storico-filosofiche, sovranazionali, internazionali e comparate presso l’Università Roma Tre. Autore di varie monografie e saggi di cultura giuridica, conduce interviste e pubblica articoli di cultura politica e sociale su riviste, periodici, giornali. C’è un filo che unisce le sue battaglie civiche per la garanzia e l’evoluzione dei diritti, le sue poesie, le sue prose artistiche e politiche, il suo pensiero sociospirituale progressista, i suoi saggi di diritto vigentista e storico-teorico: l’amore veemente per l’umanità nel suo divenire storico e dialettico.

1 COMMENTO

  1. Ma quale libertà per la Bielorussia… ma quale libertà! Non avete ancora compreso che questa questione è strategia geopolitica dell’Asse neo-nazifascista Anglo-Statunitense per indebolire la Russia?
    È una strategia geopolitica di ampio respiro che comprende anche i movimenti militari della Turchia verso i paesi confinanti a sud della Russia.
    Io mi chiedo: ma come si fa ad essere così ciechi e chiusi, ottenebrati e soffocati da un linguaggio figlio depravato degli anni 70, dove la sinistra militante sognava e propagandava le lotte dei popoli che volevano autodeterminarsi. E voi… incredibilmente… pensate che quella della Bielorussia (come la cosiddetta Primavera araba) sia una questione di libertà e democrazia? Dai! …Per favore, non facciamo ridere.
    Abbandonate il linguaggio e la mentalità di una sinistra che ha fallito l’obiettivo della sua vita politica. Siate liberi e autentici.

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