30 agosto-13 settembre 2026

#squilibri e misteri

“Il compito dell’artista è appiccare il fuoco alla casa comune del linguaggio”

Romeo Castellucci

La Visione

Il Castel dei Mondi che verrà.

Trent’anni sono un traguardo raro e prezioso per un festival. Non sono solo il segno di una lunga durata, ma il risultato di una visione che ha saputo rinnovarsi, evolvere e dialogare con i cambiamenti culturali, sociali e artistici del nostro tempo.

Questo festival nasceva trent’anni fa con un’intuizione forte: creare uno spazio in cui i linguaggi dell’arte – teatro, danza, musica, performance, arti visive – potessero convivere, contaminarsi, interrogarsi. Un festival multidisciplinare quando questa parola ancora non era una moda, ma una necessità. Una piattaforma aperta alla sperimentazione, alla ricerca, al rischio.

In tre decenni, il festival ha ospitato centinaia di artisti, compagnie, progetti, visioni. Ha coinvolto migliaia di spettatori, cittadini, studenti, professionisti. Ha attraversato crisi, trasformazioni, rinascite. Ed è oggi più che mai un presidio di libertà espressiva e di pensiero critico, un laboratorio di immaginazione collettiva.

Celebrare i 30 anni significa riconoscere il valore del lavoro di chi ha reso possibile questo percorso: istituzioni, volontari, pubblico, direzioni artistiche e organizzative operatori, tecnici.  Ma significa anche rilanciare: interrogarsi sul futuro, sulle nuove generazioni, su come continuare a essere uno spazio vivo, necessario e sorprendente.

Questa trentesima edizione non è solo una festa: è un nuovo inizio.

Raggiungere trent’anni di storia non è solo un traguardo anagrafico, ma la prova concreta che il festival ha saputo dialogare in profondità con il tempo che cambia, con la città che si trasforma, con un pubblico che evolve. Ed è proprio questa capacità di rimanere fedele a sé stesso innovandosi che ne ha fatto, edizione dopo edizione, un punto di riferimento nel sistema culturale regionale.

Oggi più che mai, la cultura deve osare. In un tempo segnato da crisi ambientali, fratture sociali e spaesamento collettivo, il festival si propone come uno spazio necessario dove l’arte non consola, ma interroga; non rassicura, ma apre possibilità. È proprio nel rischio, nella sperimentazione, nella multidisciplinarità che si cela la sua forza: accogliere l’imprevisto, mettere in relazione linguaggi diversi, e soprattutto dare voce a ciò che spesso resta ai margini.

Il progetto di questa edizione del festival vuole interrogare la contemporaneità attraverso i linguaggi del corpo, della scena, della parola, della musica e della performance. In un tempo in cui le identità si moltiplicano, si mettono in discussione, le arti performative diventano strumento di attraversamento, critica e reinvenzione.

Il tema centrale di quest’anno si articola attorno a tre nuclei interconnessi: identità, corpo, sessualità. Le opere selezionate – spettacoli, performance site-specific, installazioni, laboratori e incontri – intendono dare spazio a soggettività complesse, voci marginali, narrazioni non conformi. Il corpo, luogo della rappresentazione ma anche della resistenza, diventa il campo d’indagine privilegiato.

Squilibri e Misteri. Le meraviglie del possibile

L’edizione di quest’anno del festival si sviluppa attorno a una linea tematica che intreccia le tensioni del presente con le possibilità dell’immaginazione. Squilibri e Misteri  è un invito ad abitare l’incertezza, a esplorare ciò che sfugge alla norma, a riconoscere nel disordine creativo una forza generativa.

Le performing arts diventano lo strumento con cui indagare questioni centrali della contemporaneità: identità fluide, corpi in trasformazione, sessualità non conformi, appartenenze multiple. Le opere selezionate propongono sguardi critici e visionari, capaci di rompere codici prestabiliti e di aprire varchi nel senso comune.

In dialogo con questi temi, una sezione del festival sarà dedicata alla rilettura dei classici della letteratura attraverso il prisma del presente: riscritture sceniche, interpretazioni performative, remix visivi e sonori che riportano alla luce ciò che nei testi canonici è stato trascurato, rimosso o censurato.

Il festival si presenta così come uno spazio liminale, dove l’eccesso diventa linguaggio, l’errore possibilità, l’enigma territorio fertile. Un luogo in cui l’arte non spiega ma dischiude, non definisce ma espone al mistero.

Attraverso spettacoli, installazioni, incontri e laboratori, “Squilibri e Misteri”  accoglie l’imprevedibile e celebra la meraviglia di ciò che ancora può accadere.

I PROTAGONISTI DEL FESTIVAL 2026

Il programma Internazionale

  • Zurrunka Teatro – Vitoria-Gasteiz – Spagna –

Birakolore – 1a nazionale

itinerante centro storico e villa comunale

4/5/6 SETTEMBRE A PARTIRE DALLE 18

Teatro di figura/Nouveau Cirque

Basile e Valeria, due anziani, hanno deciso di passare all’azione. Hanno recuperato dalla loro soffitta un vecchio carretto, un annaffiatoio e degli attrezzi per portare a termine la loro iniziativa: piantare alberi e piante nelle strade delle città. In “Birakolore”, il pubblico è guidato da una coppia di anziani provenienti dalla campagna, che assistono alla riscoperta della natura che fiorisce nelle crepe del cemento e dell’asfalto. Le sensazioni e i colori, che cambiano la percezione del nostro ambiente, si susseguono. Da quel momento, il pubblico si immerge nei ricordi di una vita prima del cemento, una vita in cui regna la magia della Natura, quella dei semi, degli alberi, dei fiori. Una vita in cui la ricchezza della Natura è sufficiente per vivere, piantare, curare, portare. Lo spettacolo ci ricorda l’esistenza e l’importanza delle cose semplici, che ci portano alla verità, e quella della poesia,.Questa esperienza invita il pubblico a sorridere, condividere e riconnettersi con le proprie radici, i propri ricordi e proiettarsi in un futuro ancora incerto.Questa coppia di anziani riconosce l’importanza dei fiori, degli alberi, dei semi, che meritano tutta la nostra attenzione e considerazione. L’incontro intergenerazionale diventa un fertilizzante, un momento che
ci invita a sognare e ad accarezzare i cuori, a volare verso un luogo dove regnano la tenerezza e la saggezza dell’esperienza. Zurrunka Teatro è una compagnia teatrale fondata nel 2008, specializzata nel teatro delle marionette e nel teatro delle ombre.
Eustaki Umore Azoka (paesi baschi) best show 2022

  • Madame Paulette – Barcellona – Spagna/Cile

The Sinner ovvero Chi è senza peccato… 1a regionale

Ex Mercato Via Flavio Giugno – 11/12/13 settembre

2 set 18/20 -21/23 ingresso ogni 15 minuti

Teatro di figura – Installazione / +18 anni

The Sinner è una commedia intima, per tre spettatori che spiano attraverso un confessionale le fantasie e le contraddizioni dell’erotismo del peccato. Mescolando erotismo, voyeurismo e tanto umorismo, Madame Paulette invita il pubblico a uno spettacolo giocoso e provocatorio in cui vengono esplorati i confini e il desiderio viene messo in scena teatralmente.

  • CARLOTTA PARINI – Svizzera

Se volevo vivere sotto pressione nascevo pentola

Food Policy Hub (Chiostro di San Francesco)

11/12/13 settembre ingressi 18.00/19.30/21.30

Teatro

L’adolescenza – racconta Camilla Parini – è quell’età sulla soglia, in bilico tra il chi ci dice che cosa dobbiamo fare e il cominciare a chiederci che cosa effettivamente vogliamo fare. Chi vogliamo essere? Con questo lavoro, sviluppato con ragazze e ragazzi tra i 16 e i 22 anni, andiamo alla ricerca delle cose che al mondo volevamo dire, nel tentativo di provare a misurare quel confine che ci separa dal mondo o che al mondo ci unisce. Il nostro augurio è quello, attraverso una risignificazione degli sguardi, di tornare a metterci in contatto con le tracce della nostra adolescenza, di quel luogo di confine tra l’essere e il non essere, tra il non essere più, il non essere mai stati, o il non essere ancora. Alla riscoperta di quella sensibilità, di quella vulnerabilità e di quel

potenziale sovversivo e rivoluzionario che appartiene, per natura, all’età dell’adolescenza»

  • NoGravity Theatre in

Avantgarde – 1a regionale

Piazza Catuma – 12/13 settembre ore 21.15

Danza

Con Avantgarde, la NoGravity Theatre celebra vent’anni di sperimentazione scenica portando in scena uno spettacolo che unisce danza, illusione visiva e arte contemporanea in un’esperienza unica. I danzatori sfidano le leggi della gravità muovendosi in uno spazio che diventa architettura dinamica, disegnando figure impossibili tra specchi, luci e sospensioni. Il corpo si trasforma in segno, energia, materia poetica. Ispirata alle avanguardie artistiche del Novecento — dal Futurismo alle Bauhaus, da Loïe Fuller a Nijinsky — Avantgarde è un omaggio al sogno di un’arte totale, dove tecnologia, teatro e scienza si fondono in un linguaggio visivo potente ed evocativo. Un viaggio onirico tra geometrie e visioni, in cui la bellezza si fa astrazione e l’armonia diventa vertigine. Un’esperienza sensoriale che incanta e sorprende, firmata dalla compagnia italiana che ha rivoluzionato il concetto di spazio scenico.

  • Archivio Henning Christiansen in Symphony Natura (musica sperimentale)

patrocinio Istituto Danese di Cultura-Roma /Installazione audio

Biblioteca G.Ceci 12/13 settembre. Dalle 17 alle 21 ingresso continuato

Nel 1985, il compositore danese e artista Fluxus Henning Christiansen realizzò una delle opere più ambiziose e concettualmente raffinate della sua carriera: Symphony Natura, un’installazione sonora su larga scala allestita al Bioparco di Roma. Né concerto né semplice registrazione sul campo, il progetto trasformò lo zoo in uno strumento spaziale e gli animali al suo interno in collaboratori involontari. L’opera occupa una posizione singolare —non solo all’interno della produzione di Christiansen, ma anche nel  panorama più ampio della pratica d’avanguardia della fine del XXsecolo.

Si distingue come una sintesi della filosofia Fluxus. Symphony Natura riflette l’interesse del movimento Fluxus per il potenziale immaginativo della musica e per il superamento dei confini tra uomo e natura, composizione e improvvisazione, azione e ascolto.

 

  • TRUKITREK Puppet Company (Spagna) in

Mr. Train

Chiostro di San Francesco / 10-11 settembre ore 21.15

Teatro di Figura

            Mr. Train parla della relazione tra un cane vagabondo  e un vecchio solitario, un po’ cupo e irascibile, che vive  in una stazione ferroviaria dove non si ferma nessun  treno. Inizialmente l’uomo non vuole sapere nulla del  cane, ma l’animale, inspiegabilmente, si affeziona al vecchio, facendolo diventare il suo oggetto d’affetto. Mr. Train si ispira al racconto “Il cane blu” del poeta e  sceneggiatore italiano Tonino Guerra. È una favola  poetica che parla della solitudine. Uno spettacolo  senza parole che unisce il teatro dei burattini e il  cinema d’animazione. Un ibrido tra teatro e cinema.

            La compagnia si è specializzata nella produzione di  spettacoli che combinano teatro gestuale con il mondo dei burattini. Il teatro gestuale offre una sorta  di umorismo universale basato sull’interpretazione  degli attori, mentre i burattini portano ricchezza e  dinamismo alla storia di ogni spettacolo. Per quanto riguarda i pupazzi, la compagnia ha uno  stile libero e ha lavorato con diverse tecniche: dalle  classiche marionette ai burattini di manipolazione  diretta. Ma lo stile che la caratterizza è l’humanette, in  cui i personaggi sono metà pupazzi e metà umani. Gli spettacoli della compagnia propongono una messa  in scena comica e senza parole, in cui pupazzi, poesia  e musica sono tre elementi costanti al servizio degli attori. La mimica come linguaggio universale e l’originalità  delle proposte sceniche hanno portato la compagnia in numerosi tour internazionali. Trukitrek si è esibita in  oltre 32 nazioni dell’Europa, Asia e America Latina.

Le compagnie nazionali

SOGGETTI FINANZIATI FNSV

  • Lombardi/Tiezzi e Roberto Latini in

Giulietta e Romeo – stai leggero nel salto

Centro di aggregazione “Beato Giuseppe Puglisi”

11/12 sette,bre ore 21.15

Teatro – I Classici visti con altri occhi

Un concerto scenico dalla tragedia di Shakespeare, costruito attraversando le poche scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme. Cinque quadri suonati nelle parole che Romeo dice a Giulietta e quelle che Giulietta dice a Romeo. Loro due soli.

Quella di Romeo e Giulietta è anche la tragedia dell’occasione dell’amore, la tragedia del futuro mancato, di quello che sarebbe stato consolante anche se fosse rimasto indefinito, o soltanto accennato, raccontato da altri, lasciato immaginare, come una porta socchiusa attraverso cui intravedere luce e tempo…

…allora può sembrarci vero che romeo e giulietta siamo noi, e l’unica tragedia è il tempo che passa e che ci allontana dai ragazzi che siamo stati, quando eravamo uno o l’altra o entrambi, in qualche slancio di vita e di cuore, quando la bellezza dell’amore poteva intercettarci pure nel disincanto, quando ci chiedeva di saltare e l’unica condizione, adesso come allora, è di stare leggeri.

  • Roberto Latini, attore, autore, regista, si è formato a Roma presso Il Mulino di Fiora, Studio di Recitazione e di ricerca teatrale diretto da Perla Peragallo, diplomandosi nel 1992. Fondatore negli anni delle compagnie Teatro Es, Clessidra Treatro, è il fondatore di Fortebraccio Teatro, compagnia riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali dal 1999 al 2018.
  • Premio Le maschere del teatro italiano2020
  • Premio Ubu miglior attore 2017
  • Sound of MESS Award 2016
    (Internacionalni teatarski festival MESS – Sarajevo)

 

  • ErosAntEros in

Materiale per Medea di Heiner Müller traduzione di Saverio Vertone

stenogramma di una disputa d’onore all’ultimo stadio”tratto da Seneca, Euripide, Hans Henny Jahnn; Prima regionale

Spazio Duende (capannone industriale) 12/13 settembre ore 18.00

Teatro – I Classici visti con altri occhi

Lo spettacolo, prosegue il percorso di ricerca vocale-sonora di Agata Tomšič manipolando un materiale testuale difficile, vivo, scottante, radicale, mettendolo in relazione con una particolare ambientazione audio-luci. Per farlo si affida alla collaborazione con Matevž Kolenc, compositore, arrangiatore e produttore musicale, nominato ai Premi Ubu 2024 insieme alla band cult slovena Laibach per il progetto sonoro di Santa Giovanna dei Macelli.La parola aspra, arida, violenta e poetica, politica e onirica, di Müller diventa simulacro di visioni sonore e visive che si aprono a moltepliciinterpretazioni. Collocata all’interno di una dimensione spaziale particolare, avvolge gli spettatori in una scena appena visibile, un mondo che lascia spazio alla potenza immaginativa dell’udito e al desiderio.

  • ErosAntEros nasce dall’incontro di Davide Sacco e Agata Tomšič nel gennaio 2010. La loro ricerca porta avanti un teatro impegnato che non rinuncia al valore estetico della forma, in forte relazione con la storia, il presente e i luoghi in cui viene creato, con l’obiettivo di agganciare il teatro alla vita e fare dell’immaginazione un’arma per trasformare il reale.

Sono stati prodotti da importanti istituzioni teatrali, tra le quali Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Slovensko Mladinsko Gledališče, Cankarjev Dom, TNL – Théâtre National du Luxembourg, La Chartreuse – Centre national des écritures du spectacle, Ravenna Festival, Campania Teatro Festival, Teatro della Toscana, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro della Tosse. Hanno preso parte a diversi progetti internazionali presso: Grec_Pro 2025 Barcelona; Portuguese Platform for Performing Arts 2025; Free Republic of Vienna – Wiener Festwochen Programmers Weekend 2025; Plat(e)form(e) – Kunstenfestivaldesarts Bruxelles 2025;  TheATRIUM 2025 Lithuanian Showcase -Klaipėda; Territori Festival – Bellinzona; National theatre of Greece showcase and ETC annual conference 2025; dFERIA Donostia Kultura San Sebastian 2025; FiraB! Balearic Islands’ Performing Arts Professional Market 2024; Crossing TNB Festival 2023, Festival d’Avignon (nel 2023 e 2022 con European Theatre Convention; nel 2018 con ProHelvetia e MiBACT); diverse conferenze internazionali di EASTAP European Association for the Studies of Theatre and Performance (Sitges 2024; Aarhus 2023; Milano 2022); Kosovo Theater Showcase 2022; candidatura di Piran2025/ Pika 2025 a Capitale Europea della Cultura (consulenti artistici 2019-2020 con una rete di 30 partner europei di massimo rilievo), F.I.N.D. Festival dello Schaubühne di Berlino (nel 2015 con ERT – Emilia Romagna Teatro e Progetto Prospero), il Grotowski Institute di Wroclaw e il Nordisk Teaterlaboratorium di Holstebro (tra il 2014 e il 2017, con Odin Teatret)

  • Compagnia del Sole in

1.5.15 Affetti Collaterali di Roberto Scarpetti

Spazio Duende (capannone industriale) 30 agosto ore 21,15

Affetti collaterali è un lavoro incentrato sulla controversa figura di Fritz Haber, premio Nobel per la chimica nel 1918, sua moglie Clara Immerwahr, prima donna laureata in chimica all’università  di Breslavia, e il figlio Hermann, testimone del loro burrascoso rapporto creativo e professionale, ma anche erede dei fantasmi di famiglia, delle conseguenze di scelte personali e decisioni etiche e scientifiche, che ricadono sul suo destino come gli effetti collaterali delle armi chimiche sul corpo umano, ancora forti a distanza di tempo. Grazie alle sue ricerche e a quelle di Clara, Fritz fu infatti a capo  del reparto dell’esercito tedesco incaricato di sperimentare l’uso di derivati del cloro a fini bellici, utilizzati per la prima volta contro l’esercito francese a Ypres nel 1915. Ed è sempre Fritz Haber, di origine ebrea, l’inventore dello Zyklon B, creato per disinfestare campi e caserme, e poi utilizzato per la soluzione finale ad Auschwitz, per l’eliminazione  fisica dei detenuti nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale.

SOSTEGNO ALL A PRODUZIONE

  • Maria Luisa Bafunno in

La Voce che resta

Palazzo Ducale ex stalle

Concerto / Installazione – Prima nazionale / 4/5/6 settembre ore 21,15

La voce che resta è un concerto immersivo dedicato alla figura di Carlo Broschi, detto Farinelli.  Il progetto prova ad avvicinarsi a ciò che nella sua storia continua  a interrogare il presente: la costruzione dell’identità e il  significato del successo, la performatività sociale, il rapporto tra  fama pubblica e solitudine, e l’incessante aspirazione a essere ricordato. In una società che, per dinamiche di esposizione e  spettacolarizzazione, non è così distante dagli sfarzi e dalle  contraddizioni del Settecento, dove il pubblico celebrava la  perfezione senza percepire il prezzo umano che quella visibilità  comportava.  Il cantante diventa una chiave di lettura del presente, un corpo  esposto a una fama globale e allo sguardo costante del  pubblico, dietro cui si nasconde una vulnerabilità quotidiana. Il progetto non nasce con l’intenzione di ricostruire la biografia  di Farinelli né di giudicare né di mitizzare la sua storia, ma mette  in relazione le domande che emergono dalla sua vita con quelle  che ci riguardano ancora oggi: cosa accade quando il talento diventa una prigione e non una scelta? Cosa significa vivere  nell’ossessione di essere ricordati, quando non si può generare discendenza? Cosa significa subire una mutilazione senza  consenso?  Allo stesso tempo, queste domande ci invitano a riflettere su  di noi: chi siamo al di là dello sguardo degli altri? È possibile  diventare autentici oltre il giudizio e le aspettative altrui? La voce che resta è un’esperienza immersiva che, attraverso un  linguaggio contemporaneo, fonde il linguaggio dell’opera, le  arti visive e l’installazione multimediale.

INSTALLAZIONI

Piazza Catuma

 

            DARIO AGRIMI in Liscio come l’odio

  • Piazza Catuma dal 30 agosto al 10 setembre

            C’è odio.

            Tutto scorre e passa quasi inosservato. Memoria corta e insani princìpi.

            Un sentimento intenso e persistente di profonda avversione: ostile, inflessibile, intollerante.
Immaginare innumerevoli possibilità per danneggiare gli altri.  Un’idea fredda, duratura,  razionale, fondata sul pregiudizio, tesa a negare il diritto di esistere. C’è chi sostiene che sia la spinta necessaria per scacciare la sofferenza, ma sono solo punti di vista. In un’epoca di falsa inclusione, dove chiunque diviene nemico perché diverso, discriminare è comportamento comune e socialmente accettato.

            Viviamo in un mondo senza orizzonte di senso, nutriti da una bellezza facile da raccogliere.

            Siamo esseri disumani affetti da ignoranza inconsapevole, schiavi dello sfruttamento della credulità popolare. Superficiali, forse affetti da un deficit cognitivo emblematico. Coinvolti in un vortice di isteria diseducativa.

            Una collezione sesquipedale di “se” e di “ma” sarà radice di innumerevoli rimpianti.

            Dovremmo imparare a guardare le cose come se fosse la prima volta. Con stupore. Godere di quanta bellezza ci circondi.

            Provare a creare qualcosa che sia in grado di fermare il tempo.  Trovare nutrimento in ciò che dà un senso alla vita.

            Attraverso l’arte essere cronisti dell’emozione. Invece tutto scivola via, come unto. Le   parole assumono suoni e significati distorti, profondamente alterati.

            Come se gli unici “unti” fossimo noi, benedetti da un Dio indifferente. Come se il pensiero e     la vita avessero ancora un valore. La realtà ci sfugge di mano, ma l’importante è che tutto fili liscio. Liscio come l’odio.

            CASTEL DEI MONDI 30 – Il racconto del Festival

            10 Totem trifacciali racconteranno a tutta la cittadinanza i primi trent’anni del Festival

CASTELDEIMONDI TALK 

            MARCO GIALLINI

  • I vinili di Marco Giallini. La passione, i ricordi e gli aneddoti legati ai dischi di una vita

Marco Giallini dialoga con Giorgia Battisti. Dj set a cura di Marco Cassanelli

Palazzo delle Arti Beltrani – Trani – 12 settembre ore 21.15

            Marco Giallini è un grande appassionato e collezionista di musica rock con una ricca     collezione personale di dischi, e ha preso parte a eventi dal vivo dedicati proprio al racconto dei suoi ricordi legati ai vinili.

             80 ruoli e tanti registi a cui deve tutto (Sollima, Risi, Caligari, Genovese).
Romano DOC specializzato in «tipi» burberi e ciniciè tra gli attori più apprezzati da       pubblico e critica. La sua notorietà è esplosa tardivamente, a 49 anni, dopo la scomparsa dell’amata moglie Loredana. Sei volte nominato ai David di Donatello, ha vinto tre Nastri             d’argento. Figlio della classe operaia, Marco Giallini è stato un ragazzino di borgata che             sognava di diventare una rockstar. Nei primi anni Ottanta suona una band, i Sandy Banana &        The Monitors, con cui propone cover dei Joy Division. Ancora oggi “Giallo”, com’è             chiamato dai suoi amici, si diletta con basso, chitarra e batteria.

 

PREMIO “ALESSANDRO D’ANGELO”

Seconda edizione 2026

            Il Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi, d’intesa con ll Comune di Andria e il Laboratorio Innovazione e Impresa del Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università di Bari , istituisce la 2a edizione  del premio per la miglior tesi di laurea magistrale in “Strategie e pratiche di innovazione nel management delle Imprese Culturali e Creative”;

            Il premio è intitolato alla memoria del Dott. Alessandro D’Angelo a favore di studenti laureati negli anni accademici 2024/2025 e 2025/2026 presso le Università di Puglia e   Basilicata e le Università di Milano, città dove Alessandro D’Angelo si è laureato.

LAB E WORKSHOP

  • Teatro delle Bambole

Scuola edipica delle arti performative: Edipo. Corpo di sfinge. Seconda stanza.

Centro di aggregazione “Beato Giuseppe Puglisi”

Workshop/performance 3/5 settembre; 6 settembre ore 20 apertura al  pubblico

Il processo creativo suggerito da Vettor Pisani in questa particolare visione del mito di Edipo, comprende un meccanismo essenziale di ascolto e di produzione del suono vocalico, oggetto primigenio di contatto dell’ essere umano con la propria anima. L’ alchimia in questione risiederà, dunque, nel suono delle parole.  (Andrea Cramarossa)

Il Workshop è destinato a performer, danzatori, musicisti, cantanti, registi, attori italiani e stranieri (la conduzione sarà multilingue). Il workshop è aperto anche a allievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita e partecipata nell’arte drammatica.

  • MICHELE SINISI

Mettere a fuoco / Officina San Domenico dal 30 agosto al 04 settembre

Mettere a fuoco: un percoro di lavoro sulla chiarezza espressiva per definire il linguaggio e i contenuti dell’atto teatrale. Attraverso esercizi pratici e riflessioni guidate, il lavoro sarà mprontato sulla condivisione e sullo sviluppo delle capacità di focalizzare la visione artistica di un personaggio e di un allestimento. Si lavorerà su un testo di drammaturgia contemporanea.

BONUS TRACK

  • Paolo Farina/Agata Paradiso/ Riccardo D’Avanzo

SENZA FINE di Paolo Farina

Centro aggregazione “Beato Giuseppe Puglisi” / 02 setembre ore 21.15

Senza fine è un monologo musicale dedicato a Gino Paoli, costruito come un viaggio dentro la vita, le canzoni e le contraddizioni di uno dei più grandi cantautori italiani. Non una biografia né un omaggio celebrativo, ma il racconto di un uomo libero e fragile che ha trasformato l’inquietudine, l’amore, il successo, le cadute e la ricerca di sé in parole e musica. Attraverso una drammaturgia che intreccia narrazione e canzoni, il pubblico viene accompagnato dalle strade di Genova agli anni del successo, dagli amori che hanno ispirato brani immortali alle ferite più intime, fino alla maturità di chi guarda la propria esistenza con lucidità, ironia e tenerezza. Le canzoni – da La gatta a Il cielo in una stanza, da Sapore di sale a Senza fine – non interrompono il racconto, ma ne diventano il naturale compimento emotivo.

Al centro della scena non c’è il mito, ma l’uomo: un uomo che non pretende di essere un esempio, che accetta i propri errori e che affida alle canzoni ciò che le parole, da sole, non riescono a dire. Ne nasce uno spettacolo intenso e delicato, in cui la musica diventa memoria, confessione e compagnia, fino a trasformarsi in un ultimo, semplice lascito: una voce che continua a fare strada dentro chi ascolta.

  • I SÈRIOMICI in

            Milite Ignoto – Installazione audio/video

            Ex Mercato Via Flavio Giufgno / 2/3 settembre dalle 17 alle 20

            Il 4 novembre 1921, l’Italia scelse di dare un nome simbolico a chi un nome non l’aveva più:    un soldato sconosciuto, caduto durante la Prima Guerra Mondiale.  Erano migliaia i giovani   scomparsi senza una tomba, senza una lettera di addio, senza una croce che dicesse ai loro  cari: “ Quì riposa tuo figlio, tuo fratello, tuo padre” . Per rappresentare tutti loro, furono recuperati undici corpi di soldati non identificati dai vari campi di battaglia del fronte italiano. Furono portati ad Aquileia, e lì, davanti alle madri che avevano perso i propri figli, una di loro ‒ Maria Bergamas, madre di un soldato disperso ‒ fu chiamata a scegliere. Maria si inginocchiò davanti a una delle undici bare e, con un gesto silenzioso, indicò quella che divenne il Milite Ignoto. Quel soldato fu trasportato a Roma, accolto da una folla immensa, e deposto il 4 novembre 1921 all’ Altare della Patria, al Vittoriano. Da allora, riposa lì: sotto una lastra di marmo, vegliato da una fiamma che non si spegne mai.  Il Milite Ignoto non rappresenta soltanto un soldato caduto in battaglia. È il simbolo di tutti coloro che sono partiti senza tornare, di chi è morto senza nome, di chi ha sacrificato la vita ‒ spesso senza scelta ‒ per una idea, per una bandiera, per la speranza di un futuro migliore. Oggi, davanti a quella tomba, non c’ è un nome, ma c’ è ogni nome. È un invito a ricordare, a riflettere sul prezzo della guerra e sul valore della pace. Ascoltiamo la sua voce. Non quella di un eroe, ma quella di un ragazzo, uno dei tanti che la storia ha lasciato in silenzio.

  • I SACCHI DI SABBIA

Più verve non serve – I primi trent’anni de I Sacchi di Sabbia – DOCUFILM

Officina San Domenico / 9 settembre ore 20.30

 

Nel 2025 la compagnia “I Sacchi di Sabbia” ha compiuto trent’anni: il documentario, ripercorre questi decenni vissuti artisticamente tra maldestre sperimentazioni e (dis)gusto dell’intrattenimento, attraverso testimonianze, interviste e materiali di archivio. Nati a Pisa nel 1995, nel panorama della scena teatrale italiana si distinguono per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca culturale spingendosi di volta in volta nell’esplorazione creativa di terreni diversi, dalla letteratura al cinema (Sandokan o la fine dell’Avventura e Tràgos), dal fumetto all’opera lirica (Essedice e Don Giovanni di Mozart).  Hanno ricevuto un Premio Ubu Speciale, il Premio Nazionale della Critica, il Premio Eolo. Nel 2016 Goffredo Fofi, al quale è dedicato il “Più Verve non Serve”, gli assegna il Premio Lo Straniero per la loro attività.

  • OMAGGIO A DANIELA D’ERCOLE

Anfiteatro Daniela D’Ercole / Villa Comunale (info in bigietteria)

            Concerto omaggio alla figura di Daniela D’Ercole, talento jazz prematuramente scomparsa a seguito di un incidente stradale accaduto a New York. La Città di Andria  dedica alla sua memoria l’anfiteatro della Villa Comunale.

  • Oltre i Trent’anni. Vita, Futuro e Destino di un Festival / pubblicazione speciale Programmi, testimonianze, materiali, saggi sui primi trent’anni del Festival

Pubblicazione in corso di stampa a cura della Presidenza del Consigio regionale della Puglia.

Comitato scientifico: Silvia Mei/Università di Bari, Paolo Ponzio Presidente Pougia Cuklture; Clarisa Veronico/Organizzatrice ed esperta di teatro: Curarori Riccardio Carbutti e Francesco Fisfola

 

            LUOGHI DEL FESTIVAL

  • Piazza Catuma
  • Palazzo Ducale / ex stalle
  • Mercato Flavio Giugno
  • Officina San Domenico
  • Centro aggregazione “Beato Giuseppe Puglisi”
  • Biblioteca Comunale G.Ceci
  • Villa Comunale e vie del centro storico (teatro di figura itinerante)
  • Chiostro di San Francesco
  • Food Policy Hub
  • Spazio Duende (Capannone industriale)
  • palazzo delle Artio beltrani // Trani

CLICCA QUI PER SCARICARE

IL ProgramMA COMPLETO

del Castel dei Mondi 2026


Articolo precedenteCome (non) ho guadagnato 300mila euro
Chi siamo? Gente assetata di conoscenza. La nostra sete affonda le radici nella propria terra, ma stende il proprio orizzonte oltre le Colonne d’Ercole. Perché Odysseo? Perché siamo stanchi dei luoghi comuni, di chi si piange addosso, di chi dice che tanto non succede mai niente. Come? I nostri “marinai/autori” sono viaggiatori. Navigano in internet ed esplorano il mondo. Sono navigatori d’esperienza ed esperti navigatori. Non ci parlano degli USA, della Cina, dell’Europa che hanno imparato dai libri. Ci parlano dell’Europa, della Cina, degli USA in cui vivono. Ci portano la loro esperienza e la loro professionalità. Sono espressioni d’eccellenza del nostro territorio e lo interconnettono con il mondo. A chi ci rivolgiamo? Ci interessa tutto ciò che è scoperta. Ciò che ci parla dell’uomo e della sua terra. I nostri lettori sono persone curiose, proprio come noi. Pensano positivo e agiscono come pensano. Amano la loro terra, ma non la vivono come una prigione. Amano la loro terra, ma preferiscono quella di Nessuno, che l’Ulisse di Saba insegna a solcare…

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here