Non più nella Reggia di Caserta ma in altro luogo per evitare tumulti. Sconfitta l’ala oltranzista della censura e della discriminazione culturale

Da Paolo Maria Rocco, poeta e scrittore, riceviamo questo contributo sulla polemica che colpisce in queste ore il M° russo Valerij Gergiev del quale si vorrebbe impedire il concerto stabilito per il 27 luglio. L’intervento offre anche dichiarazioni esclusive rilasciate a P.M.Rocco dal Direttore artistico del Teatro “G. Verdi” di Salerno, C.G. Cuciniello che si oppone fermamente alla cancellazione del Concerto e dal Responsabile dell’Orchestra Filarmonica di Salerno, Mimmo Procida.

SALERNO (Paolo M. Rocco) – Indietro tutta! Il concerto del M° russo Valerij Gergiev, oggetto di numerose e variegate contestazioni, appelli di Nobel per la Pace, petizioni di europarlamentari e attivisti anti-Putin della prima e dell’ultima ora, si farà. La notizia ci è trasmessa, praticamente in ‘tempo reale’, dal Responsabile dell’Orchestra Filarmonica Salernitana, Mimmo Procida che abbiamo raggiunto telefonicamente: “Certo, il concerto di Gergiev si farà, sempre il 27 luglio prossimo, ma non più nella Reggia di Caserta”, e dove?: “Questo ancora non lo sappiamo, ma le posso dire che ci è stato assicurato che il concerto si tiene!”, chi ve lo ha assicurato?: “I nostri referenti…”.

Dato troppo presto per seppellito, il Concerto di Gergiev “vive e lotta insieme a noi”: Pina Picierno, vice presidente della Commissione europea, ha cantato vittoria troppo presto, e con lei quanti hanno tentato in questi ultimi giorni di mettere in campo un fuoco di fila senza precedenti contro uno dei più grandi artisti al mondo per motivi di discriminazione razziale e ideologica: è russo e, dicono i suoi detrattori, “è grande amico di Putin!”.

La notizia dell’esecuzione del concerto rende giustizia non solo al M° Gergiev, le cui amicizie non intaccano la sua maestria, ma anche a quanti condannano, senza ‘se’ e senza ‘ma’, il plotone d’esecuzione allestito da Pina Picierno per mettere a tacere una delle ‘bacchette’ più prestigiose della scena internazionale: “Insieme a Muti e ad Harding, il M° Gergiev è uno dei più illustri direttori d’orchestra al mondo” ci dice il direttore artistico della Filarmonica Salernitana, C. G. Cuciniello che aggiunge, categorico: “La politica deve rimanere fuori dalla Cultura e dall’Arte!”. Un principio sacrosanto che dev’essere stato condiviso dai quei “referenti” di cui parlava Mimmo Procida, e che non possono essere non individuati che nel Presidente della Regione Campania, Vincenzo de Luca. Quest’ultimo si è detto fin dall’inizio contrario a chiunque avesse ostacolato l’espressione dell’Arte di Gergiev e i valori della democrazia e del pluralismo minacciati proprio da quanti colpendo Gergiev vogliono colpire il presidente V. Putin.

Perchè non si farà più nella Reggia di Caserta com’era stato inizialmente previsto? Perché – lo chiariscono le indiscrezioni diffuse dalla Reggia di Caserta e da un comunicato del suo ufficio stampa – si temono disordini! Infatti la veemente e fallimentare protesta di Picierno&C. ha prodotto una mobilitazione generale che suggerisce niente di buono: Picierno ha infatti chiamato a raccolta tutti i suoi attivisti e simpatizzanti nel parco prospiciente la Reggia di Caserta per manifestare, il 27 luglio, contro Gergiev e contro quanti amano la Libertà dell’Arte e della Cultura che non può soggiacere a censure e discriminazioni. E “Europa Radicale” di M. Taradash ha promesso di comprare tanti biglietti del concerto proprio per protestare contro Gergiev. Insomma si è pronti per scatenare una guerra (nonostante i tre firmatari Nobel per la Pace anti-Gergiev) e a mettere a ferro e fuoco il luogo dell’esecuzione del concerto. Per questo il primo sito individuato nella Reggia di Caserta, troppo esposta, è stato immediatamente sostituito: probabilmente l’esecuzione di Gergiev si terrà quindi al Teatro “G.Verdi” di Salerno considerato che al concerto parteciperà anche l’Orchestra Filarmonica Salernitana. «Noi non ci occupiamo di politica – spiega Cuciniello – ma di Musica, Arte, Cultura. Per noi è un grande onore accogliere il M° Gergiev. Noi guardiamo al valore delle persone, uomini e donne, che con la loro Arte contribuiscono a elevare la Cultura. È questo che ci compete, non il consentire discriminazioni».

Pina Picierno, PD, abbasserà le armi quindi? È notorio a chiunque che la sua veemente protesta contro Gergiev è dovuta anche al suo annoso conflitto politico con De Luca, al quale ha tentato di fare uno sgarbo, senza riuscirci. Il presidente della Campania ha trovato infatti il modo di disarmarla, senza spargimento di sangue, decidendo che il concerto non si farà più alla Reggia di Caserta ma in altro luogo. E di una lotta intestina al PD ci dà conferma anche il Direttore artistico C.G. Cuciniello: “Quella della vice presidente Picierno è un’operazione politica il cui intento, con evidenza, colpendo Gergiev ha come suo bersaglio privilegiato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca”. E di una resa dei conti Picierno-De Luca sembra convinta anche la segretaria PD E. Schlein che, per il momento, non si è espressa sul concerto di Gergiev né, tontomeno, sulle lotte, clandestine ma non troppo, interne al Partito.

C’è da aspettarsi, però, che Picierno non si arrenderà tanto facilmente dopo aver mobilitato neintepopodimenoche anche la presidente von der Layen, oltre a un nutrito gruppo di intellettuali simpatizzanti delle censure e delle discriminazioni (quando colpiscono altri, beninteso). Il plotone d’esecuzione che la Picierno aveva preparato con tanta cura è sempre lì, coi fucili puntati per fare giustizia sommaria dell’Arte e della Cultura. C’è da credere che in questo variegato bailamme abbia giocato un ruolo non secondario anche la stampa estera che invece di occuparsi con efficacia degli scandali europei (l’affare Pfizer che ha scosso e scuote i vertici Ue e il Parlamento) decide di intromettersi a gamba tesa in questioni squisitamente nazionali: qualche giorno fa infatti “The Telegraph”, quotidiano britannico, ha addirittura accusato l’Italia di “violare il divieto imposto agli artisti filo-Cremlino”. Prendendo una cantonata poiché a meno del varo di Leggi Speciali passate inosservate, in Italia non c’è alcun “divieto imposto” contro gli artisti russi o di altre personalità nel campo della Cultura o, per esempio, dello Sport che proprio nei giorni scorsi ha visto accogliere a Wimbledon anche tenniste/i russi… In virtù anche di questi improvvidi articoli della stampa estera si stanno innalzando palizzate ovunque, filo spinato, barriere, trincee e si stanno allestendo appunto plotoni d’esecuzione che cozzano, innanzitutto, contro le Libertà e i Diritti dell’Individuo dettate dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che sancisce il diritto, per qualsiasi abitante della Terra, di esprimere liberamente (art.2) le proprie opinioni e le proprie convinzioni senza dover incorrere in divieti, censure, discriminazioni razziali o politico/ideologiche, quelle che, oggi, smascherano la volontà di giustiziare chi non si adegua al politicamente corretto. In questo senso, deve porre interrogativi il fatto che tre Premi Nobel per la Pace e per la Letteratura (solo tre, in una pletora infinita di premiati: una Russa dissidente, una Ucraina e una Rumena) dichiarino… una guerra all’ultimo respiro contro chi, come il M° Giergev, non condanna l’invasione e il conflitto scatenati dal presidente V. Putin in Ucraina. Una guerra che non sarebbe dovuta mai scoppiare se non fosse stato che l’ex presidente USA, Joe Biden, ha fatto in modo (con i “buoni uffici” dell’allora leader britannico B. Johnson) che i negoziati in corso a Istanbul tra Zelensky e Putin appena qualche settimana dopo l’invasione giungessero a buon fine. Lo scopo, come sanno tutti, era ed è quello di abbattere Putin e la Russia, troppo concorrenziali in termini economici, commerciali e politici per un’America in recessione che però continua a dettare legge nel mondo. Insomma, si è voluto improntare la politicamente miope cobelligeranza occidentale contro la Russia di motivazioni etiche e morali che oggi, però, mostrano impietosamente tutta la loro natura ingannatrice: dopo 3 anni di guerra l’Occidente muscolare ha ottenuto di perdere il Donbass e ha collaborato a produrre tra gli Ucraini circa 400mila morti tra soldati e civili, e tra i 4 e i 6 milioni di profughi, mentre D. Trump incassa un Trattato sulle Terre Rare (ingenti risorse minerarie) che è un affare economico e politico di enorme importanza e i cui effetti ‘globali’ si registreranno in un prossimo futuro! Fa specie che quei tre Premi Nobel che oggi firmano una petizione per l’allontanamento di Gergiev da Caserta e dall’Italia non abbiano però sentito (forse per questo sono solo in tre?) un’analoga necessità morale di manifestare il proprio sdegno contro il massacro, perpetrato dal governo di Zelensky a partire dal 2014, di migliaia di russofoni del Donbass, o quando le truppe armate di Kiev ancora nel 2014 hanno bruciato vivi 42 civili russofoni indifesi e assediati nella Casa del Sindacato di Odessa. Non è dato a dei Premi Nobel applicare il doppio standard dell’indignazione! Insomma, questa levata di scudi contro Gergiev non si pone solo come una ipocrita operazione ideologica ma anche come mortifero strumento di diffusione di odio contro chiunque, a partire dal Maestro russo, non piegato alla propaganda occidentale si impegni a conoscere le cause che hanno portato a quel conflitto, e scoprono che, per esempio, la Nato ha violato accordi decennali presi già con Gorbaciov e poi ribaditi con Putin circa il divieto di non estendersi a Est e soprattutto non ai confini con la Russia con i propri insediamenti militari. Al di là di tutto questo, oggi la campagna di stampa contro Giergev rilanciata da una Informazione acquiescente al “pensiero unico”, questo sì imposto, si scontra però con chi eleva la Cultura al di sopra di qualsiasi tentativo di farne un’arma di guerra.

Non è un caso che ancora l’art. 18, comma 1, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo sancisca: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione”, e che l’art. 27 chiarisca: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici”.

Il Concerto del M° Gergiev quindi si terrà! È dunque finito il tempo dell’ostracismo duro e puro ‘alla’ Giuseppe Sala, sindaco di Milano, che nel 2022 cacciò dalla Scala proprio il M° Gergiev “reo” di non essersi espresso contro Putin, e attirandosi, Sala, lo sdegno di quanti elevano la Cultura a strumento di dialogo tra i Popoli e di Pace? No, purtroppo: vige ancora nell’ipocrita Belpaese la strumentalizzazione ideologica che funziona spesso come una sorta di apartheid: «Ma noi saremo comunque pronti – promette Cuciniello – per garantire al M° Giergev di dirigere e agli spettatori di partecipare a un evento rilevantissimo. Peraltro, ho letto reazioni anche contrarie alla posizione assunta da Picierno, e non sono poche. Fortunatamente – conclude il M° Cuciniello – si sta smettendo l’arma non edificante di strumentalizzare la Cultura per scopi politico/ideologici. Speriamo, oggi, di non tornare indietro». Il Concerto del M° Valerij Gergiev si terrà quindi, a meno di clamorose interruzioni di agitatori, non alla Reggia di Caserta ma in altro luogo, forse al Teatro “G. Verdi” di Salerno, deputato per la sua illustrissima storia ad accogliere eventi culturali mondiali. Per la Rassegna “Un’Estate da Re” il concerto presenterà, con la Filarmonica Salernitana anche i Solisti dell’Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, per musiche di: Verdi, “Ouverture”; Čajkovskij “Sinfonia n. 5 in Mi Minore; Ravel “Bolero”.

Paolo M. Rocco