Le amministrative 2021 sono pioniere delle politiche 2023?

Le elezioni politiche ai cittadini non politicizzati appaiono ancora un po’ lontane, dato che in questi ultimi due anni abbiamo tutti imparato ad affrontare sfide quotidiane molto elevate, giorno per giorno, con mutamenti all’ordine della settimana e regimi di spostamento tra regioni o verso l’estero all’ordine del mese. Il 2023, pertanto, può aspettare.

Le elezioni politiche nazionali sono tuttavia avvertite dalle segreterie dei partiti come una sfida imminente, da incominciare a misurare sulle vittorie o sulle sconfitte nelle elezioni comunali di questi giorni.

Una visione dell’Italia soltanto a geografie miopi, schiacciata sugli arcipelaghi delle amministrative, non renderebbe nitida la fotografia politica del Paese. Parimenti, una fotografia scattata sempre troppo dall’alto non riuscirebbe a descrivere la situazione dei territori, da Milano a Roma, da Bologna a Napoli, e via dicendo.

Abbiamo visto che a Milano Sala ha fatto il bis, promuovendo una dinamica attenta all’ambiente e allo sviluppo sostenibile. A Napoli Manfredi ha vinto in modo netto, prevalendo sul magistrato antimafia Maresca, e a Bologna Lepore ha avuto la meglio.

Roma dovrà veder gareggiare ancora Gualtieri con Michetti, con tutte le possibili alleanze elettorali dietro l’angolo, tra forze politiche diverse ma in dialogo costante fra loro, come sono appunto il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle. La Raggi non ce l’ha fatta questa volta, e una parte del suo bacino di voti potrebbe confluire al centrosinistra.

Chissà se gli elettori tipici di Calenda vorranno sostenere Gualtieri, ci si sta chiedendo da più parti. Calenda si era posto l’obiettivo di essere una sorta di terzo polo in alternativa alla destra ed alla sinistra tradizionale. I suoi elettori più appassionati sono gli attivisti dei comitati liberali, ma data la percentuale che Calenda ha comunque portato con sé a queste elezioni romane, non si può più sostenere che la sua campagna elettorale sia di nicchia o per pochi liberali da terzo polo. Ci sono anche tutti i cittadini che hanno voluto sostenere la lista calendiana, in vari quartieri, per fiducia in un programma che si auto-narrava alternativo.

Ora la partita romana si giocherà ancora, e i leaders dei partiti vari si stanno già preparando su come realizzare i migliori risultati elettorali possibili.

Se Michetti può vantare un elettorato da risvegliare, una fetta d’elettorato che magari negli scorsi giorni è rimasta chiusa in casa nella confusione della politica ai tempi del Covid, Gualtieri può invece godere del voto dei grillini meno integralisti e dei cittadini che pur non essendo grillini hanno sostenuto la Raggi. Sicuramente Gualtieri potrà anche strappare qualche voto a chi ha voluto mettere la propria crocetta elettorale sul simbolo della lista di Calenda.

La politica ci potrà riservare diverse sorprese, intanto occorre capire come ciascun candidato ancora in corsa saprà bussare alla porta del vicino o del meno lontano. Ma la politica insegna: spesso c’è chi inaspettatamente bussa alle porte dei propri rivali d’eccellenza. Dobbiamo solo vedere se potrebbe essere questo il caso, per Roma.

I romani meritano coerenza di posizioni sui programmi e sulle missioni, in onore alla città eterna ed alle sue peculiari necessità da soddisfare, per fiorire.


Fontehttps://flic.kr/p/YrW6b1
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Nato l’11.10.1989, giurista, scrittore, poeta e attivista politico “liberalfree”. Vive a Roma, dove opera nel settore della ricerca accademica di storia giuridica. Maturità classica conseguita in Puglia nel 2008, laurea quinquennale in Giurisprudenza conseguita a Roma nell’A.A. 2012/13, e in seguito master di specializzazione forense e corsi di formazione avanzata in varie città, abilitazione alla professione di avvocato nella sessione 2015; cultorato della materia Costituzionalismo e integrazione europea; attività di dottorato di ricerca con borsa in Discipline giuridiche storico-filosofiche, sovranazionali, internazionali e comparate presso l’Università Roma Tre. Autore di varie monografie e saggi di cultura giuridica, conduce interviste e pubblica articoli di cultura politica e sociale su riviste, periodici, giornali. C’è un filo che unisce le sue battaglie civiche per la garanzia e l’evoluzione dei diritti, le sue poesie, le sue prose artistiche e politiche, il suo pensiero sociospirituale progressista, i suoi saggi di diritto vigentista e storico-teorico: l’amore veemente per l’umanità nel suo divenire storico e dialettico.