
«La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l’illusione del futile, del provvisorio, che porta all’indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell’indifferenza. In questo mondo della globalizzazione siamo caduti nella globalizzazione dell’indifferenza. Ci siamo abituati alla sofferenza dell’altro, non ci riguarda, non ci interessa, non è affare nostro!»
(Papa Francesco)
«Bush e Gorbaciov: gli eroi del disgelo. Quello che era successo da dieci anni dipendeva da loro. Muro di Berlino, crollo della Russia, riforma dell’economia mondiale. Erano stati loro. Dopo di loro sarebbe stato l’impero del male»
(Giuseppe Genna da In nome di Ishmael, 2001)
Ma non era Trump quello che aspirava a ricevere il premio Nobel per la Pace, tanto da aversene avuto a male perché era toccato alla Machado, la quale, della stessa pasta del Presidente, aveva ben pensato di dedicarglielo?
Non era Trump quello che si vantava che, in un annetto di presidenza, aveva posto fine non so più a quante guerre sparse per il mondo?
E adesso che ti fa il capo della prima potenza mondiale?
Insieme a quel “brav’uomo” di Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, lancia l’operazione militare contro l’Iran “Furia epica”, per come l’hanno chiamata gli americani o “Ruggito del leone” per come hanno pensato bene di intitolarla gli israeliani.
Trump l’ha messa giù come l’esigenza di impedire agli iraniani di costruire la bomba atomica, mentre “Bibi” ha fatto passare l’attacco come una specie di “aiuto” al popolo persiano affinché “si liberi dal giogo della tirannia”.
Dico io, almeno coordinatevi nel motivare la criminale aggressione ad uno stato indipendente in piena violazione del diritto internazionale (che però, ricordiamo “vale fino a un certo punto”, copyright Antonio Tajani)!
Ma, soprattutto, datene una migliore e più credibile, poiché un Paese avrà pure diritto, come tanti altri ad avere la bomba atomica, per quanto l’Iran si sia impegnato, nel corso del tempo, con tanto di firma in calce a trattati, a non averla.
Ed in effetti, da tutti i controlli effettuati dai rappresentanti dell’ONU, è emerso che non ve n’è traccia, poiché l’Iran sta solo arricchendo l’uranio allo scopo di adoperarlo per scopi pacifici in materia di energia e utilizzi industriali e sanitari.
In riguardo poi alla questione della spinta al popolo iraniano a sovvertire e sostituire la repubblica islamica con una democratica e laica “in senso occidentale”, non è certo con bombe e missili che vengono da fuori che la si può attivare.
Ogni popolo deve fare da sé la sua scelta, come, peraltro sancisce l’articolo 1, comma 2, dello Statuto delle Nazioni Unite.
Aggiungo che “esportare la democrazia”, etichetta truffaldina con cui di solito gli USA ammantano le loro guerre in giro per il mondo, è, appunto, una giustificazione che non regge più. E che rischia di esaltare il patriottismo degli iraniani, anche di quelli più lontani dal sostenere il regime teocratico che ivi regna da più di 45 anni. Ottenendo, quindi, esattamente l’effetto opposto.
Ma appare evidente che sono tutte scuse credibili quanto gli asini che volano.
Ciò che dell’Iran interessa è il petrolio per Trump e gli americani (da sempre, basti ricordare il caso Mossadeq del 1953!) e destabilizzare l’area distogliendo l’attenzione dal massacro dei palestinesi per Netanyahu, che, in più, con una ennesima recrudescenza della situazione nell’area del vicino e medio Oriente, sposta in avanti il momento della fine del suo mandato politico e delle elezioni.
Peraltro, questo attacco si è già allargato ai Paesi confinanti dell’Iran, poiché lo stato persiano ha lanciato, per reazione, missili che hanno colpito basi USA in Quatar, Bahrein, Emirati e Kuwait.
Bel guaio, non c’è che dire!
In tutto questo, l’UE, per bocca della “geniale” Kallas, è intervenuta, fortunatamente solo con parole, affermando che l’Iran è una “minaccia globale”.
Aspettiamo interventi consimili dai rappresentanti del nostro governo che già definì l’operazione contro il Venezuela una forma di legittima difesa degli USA contro il “pericoloso” stato sudamericano.
Ma perché l’Unione Europea ha perso la bussola dei valori della Pace cui la sua nascita (meglio, quella della CEE, di cui l’UE è legittima erede) si è ispirata?
Perché Trump si è così facilmente allineato ai desideri del primo ministro israeliano, a sua volta appoggiato dal presidente della repubblica dello stato sionista Herzog?
C’entrano qualcosa gli Epstein files e il potere di ricatto che questi, se del tutto e da chiunque “desecretati”, potrebbero avere sul presidente americano?
Perché, se è vero che Epstein operava per conto del Mossad, allora Israele potrebbe possedere la chiave del sostegno incondizionato di Trump e di quanti sono caduti, per i loro vizi inenarrabili, nella rete del finanziere morto suicida nel 2019.
E’ un’ipotesi la mia, sulla quale non ci giurerei e di cui, al momento non ci sarebbero prove, ma solo “rumors”.
Ma spiegherebbe tutto questo appoggio che Israele continua a ricevere, nonostante tutto. Al di là di ogni ragionevolezza.






















