
Incontri che ti cambiano la vita
Ci sono incontri che ti cambiano la vita, stereotipi cancellati improvvisamente, pronostici ribaltati dalla volontà che, come qualcuno diceva, è la più potente forza motrice. Farò un’eccezione per questo giornale (che il Direttore mi perdoni!) e menzionerò l’agenzia Mimosa Viaggi, molto più che un tramite turistico, una Famiglia che mi ha accolto come un figlio, angeli che mi hanno portato in Paradiso, travolto da un’onda di Felicità.
Il Paradiso in questione si trova a Roseto Capo Spulico, al confine tra Calabria e Basilicata, un villaggio entusiasmante per tutte le età, gestito in maniera egregia da Damiano, direttore affabile e prodigo nel rendere tutto più funzionale e accessibile, un relais da sogno da cui non vorrei mai svegliarmi. Nicola, Elisa, Giacomo, Emanuella e Adriana, sono la mia speranza del futuro, la mia assicurazione del presente, il ribaltamento di un passato marchiato dalla stupida idrofobia, da quell’attrazione per l’acqua che mi spaventava, terrorizzando anche Maria, mia sorella. La sua ala protettiva mi ha dato rifugio, spingendomi ad abbandonare una limitata comfort zone, trascinato dalla persuasione di Adry, dall’ironia di Manu, dal sostegno di Rosy e dalla salvaguardia di Antonio, un nuovo amico travestito da bagnino.
I fatti parlano di step, di gradini da scalare al contrario, per esperire la mia prima avventura in acqua, il mio primo bagno, un’immersione (quasi) nella gioia più grande, galleggiare per sospendermi nel tempo e nello spazio, lasciarmi andare abbandonando gli standard della mia disabilità, nessuna condizione fisica era lì a fermarmi, mi ero completato nelle mie due molecole di idrogeno e una di ossigeno, fluttuavo in piscina sorvolando ansie e occhi curiosi. Scrutavamo lo sguardo di Maria “rubandole” sempre un passo in più, un/due/tre stella, spostando continuamente l’orizzonte del desiderio, perché nulla è impossibile se sei circondato dall’Amore della condivisione e della fratellanza, sanguigna o meno poco importa, ciò che contava, in quel momento, era essere lì, vivere per viversi fino in fondo, fino al fondale che tocchi per poi riemergere più pronto e sicuro di prima.
Adry mi guidava come un joystick, reimpostando la mia postura e la mia sicurezza, Manu mi indicava la leggerezza che eludeva ogni senso di gravità, Rosy mi premiava con la dolcezza degli esordi, Giacomo mi iniziava al nuovo impatto con gavettoni e graduale inserimento di un mood estivo per me insolito ma divertente. Nico ed Elisa, due fari, proiezione dei miei genitori rimasti a casa, spettatori allegri ed orgogliosi delle mie evoluzioni, Maria, ponte fra quotidianità ed eccezionalità dell’evento, che, col suo compagno Michele, ha stravolto i suoi giorni per assistermi nel mio viaggio spensierato e formativo.
L’abbraccio all’arrivo di Hassan mi ha, immediatamente, messo a mio agio, con piglio cinematografico ed un savoir faire simpatico e disponibile, sprigionava gratitudine nei miei confronti, mentre sarei dovuto essere io a dirgli grazie per il privilegio di aver dato forma alla già meravigliosa idea che avevamo l’uno per l’altro.
Il resto è storia, la storia di Rocco, deejay per passione, benzinaio di professione e juventino per genetica, la sua playlist ammiccava alla salsa sulle cui note Adry e Rosy ballavano a centro pista mentre il mondo le ammirava; la storia di Giuseppe che ci spiegava come utilizzare la navetta per la spiaggia; la storia di un Castello, faro dell’infinità del mare; la storia di una scialuppa di salvataggio che Emanuella ed io abbiamo trasformato in un set, lei modella “navigata”, io fotografo alle prime armi, metafora di un’Amicizia che mi ha salvato la vita.
Tornare in macchina con Michele con il cuore pieno di soddisfazione, di energie ne avevo spese tante, gli occhi faticavano a restare aperti, volevo riprendere a sognare emozioni impossibili da dimenticare.
Grazie di esistere, Mimosa Viaggi!



























