
La mobilità sostenibile come nuovo modello di città che punta sull’aumento delle piste ciclabili, sulla messa in sicurezza e sull’ampliamento dei marciapiedi, sull’introduzione di nuove aree pedonali, sull’estensione della ZTL e su una profonda revisione del Trasporto Pubblico Locale. Questo il leitmotiv del convegno dal titolo “La città che respira”, in programma lunedì 1 dicembre, alle ore 18.30, presso il Chiostro San Francesco di Andria. A parlarcene uno degli organizzatori, Riccardo Mosca:
Ciao, Riccardo. Perché avete deciso di organizzare un convegno dal titolo “La città che respira”?
Stiamo mettendo al centro il tema della mobilità a causa dell’elevato tasso di inquinamento atmosferico della nostra città, dovuto principalmente al traffico. Ad Andria diventa difficile anche solo uscire a piedi per fare una commissione o una passeggiata: molti cittadini preferiscono muoversi in auto, per abitudine, pigrizia o addirittura come forma di ostentazione. L’uso dell’auto è diventato quasi uno status sociale, e questo contribuisce pesantemente alla scarsa qualità dell’aria.
Qual è la vostra concezione di “mobilità sostenibile”?
Per noi la mobilità sostenibile è un nuovo modello di città che punta sull’aumento delle piste ciclabili, sulla messa in sicurezza e sull’ampliamento dei marciapiedi, sull’introduzione di nuove aree pedonali, sull’estensione della ZTL e su una profonda revisione del Trasporto Pubblico Locale. Queste politiche permettono al cittadino di avere vere alternative all’auto. La congestione urbana deriva infatti dall’uso eccessivo delle automobili: ad Andria circolano circa 70.000 vetture, a fronte di una capacità reale di 40-50.000. A ciò si aggiunge un parco mezzi spesso vecchio e non sempre in regola con i sistemi di abbattimento delle emissioni, con conseguenze evidenti sulla qualità dell’aria.
In che modo le nuove generazioni possono approcciarsi ad uno stile di vita più green?
Il primo passo parte dall’infanzia: camminare spesso e imparare ad andare in bicicletta è fondamentale. Può sembrare scontato, ma senza queste abitudini, da adulti si tende a preferire sempre l’auto. Noi giovani viviamo in un’epoca veloce, piena di impegni, e pensiamo che la macchina sia la soluzione più rapida. In realtà non è così: contribuiamo al traffico, rimaniamo bloccati e non troviamo parcheggio, perdendo ancora più tempo. Per questo spostarsi a piedi nei tragitti brevi e in bici in quelli medio-lunghi è un vero vantaggio, e la nostra età ci permette di farlo senza difficoltà.
Progetti futuri?
Continueremo il percorso di sensibilizzazione sul tema della mobilità, parlando con i cittadini e portando avanti iniziative sul territorio, perché il lavoro da fare è ancora tanto. Torneremo certamente anche sui temi ambientali, ma affronteremo in particolare le questioni del lavoro e dello sviluppo economico della provincia, centrali anche nelle recenti elezioni regionali. Inoltre vogliamo dedicare attenzione al futuro del nostro Centro Storico e alle prospettive di valorizzazione che può offrire.
Su cosa bisognerebbe puntare per migliorare davvero la mobilità cittadina?
L’intervento principale, secondo noi, è una profonda riforma del Trasporto Pubblico Locale. Guardiamo alle città dove il servizio funziona bene—come Bari, Roma o Torino—dove spostarsi con i mezzi è semplice e rappresenta una vera alternativa all’auto. Servono quindi nuove linee, maggiore frequenza, puntualità e un sistema completamente digitalizzato: GPS per conoscere la posizione dei mezzi in tempo reale, una web app integrata con Google Maps e parcheggi di interscambio (park & ride). Questa è l’alternativa più inclusiva, accessibile anche alle persone fragili, come anziani o cittadini con difficoltà motorie, e usufruibile anche con il maltempo. Una volta migliorato il servizio, proporremmo anche una promozione del biglietto giornaliero a 1 euro per almeno sei mesi, così da incentivare tutta la comunità all’utilizzo del TPL.
























