Storia di un successo (non) annunciato

Un ingenuo coniglietto scompagina un mondo contemporaneo contrassegnato sempre più spesso dal machismo e dal cattivismo. Il travolgente successo della serie televisiva, basata sui libri di Ted Dewan, dimostra come la semplicità possa essere ancora un elemento attraente. Se a essere sedotti dal mood di questo cartone sono i più piccoli, inoltre, possiamo ancora sperare in bene.

Voglio partire da questa ermeneutica delle buone intenzioni e da una filosofia dell’essere ideale (anche se Platone e Rosmini, soprattutto quando si parla di “industria culturale” o di American way of life, c’entrano poco) per descrivere un fenomeno, che mi ha travolto (non lo nascondo) piacevolmente come utente finale e padre innamorato, disposto a qualche tollerabile follia.

Bing è un coniglietto di 3 anni, che affronta le sue prime esperienze di vita in una tranquilla cittadina popolata da animali e pupazzetti impegnati in attività quotidiane lavorative e domestiche.

Vive all’interno di un’ampia villa con giardino insieme a di nome Flop, un succedaneo di figura paterna, tutore, voce della coscienza o demone socratico. Flop sorprende per la sua flemma nel fronteggiare capricci, ingenuità e comportamenti problematici, fornendo suggerimenti con voce calma e assertiva. Educatore diverso dal rabbioso o disperato Orso di Masha. Vediamo il coniglietto e il suo pupazzetto arancione mentre preparano un pic nic funestato da un’improvvisa pioggia o affrontano la rottura di un trenino, traballanti giostre al parco giochi o rumorosi fuochi artificiali. Fanno la spesa, imbattendosi giocosamente nelle prime esperienze con il denaro o con la differenza tra comprare e rubare. Tutti gli episodi hanno un leitmotiv: la situazione iniziale viene sconvolta da un imprevisto, che, con l’esperienza di una figura saggia, viene ribaltata e risolta positivamente. Insomma, le storie hanno una morale a base di mindfulness, problem solving, cooperative learning e risoluzione dei conflitti con modello win-win.

Bing ha amici e amiche. I principali sono la sua migliore amica, l’elefantina Sula, con la sua tutrice Amma, Pando con Padget, titolare di un emporio che vende dai prodotti ortofrutticoli ai giochi per bambini, e i coniglietti Coco e Charlie, neonato che lalla e gattona.

Gli episodi durano circa 5 minuti. In Italia vengono trasmessi da Rai Yoyo, che ne propone 3-4 per un totale di circa mezz’ora in varie fasce orarie, dalla mattina a notte fonda. Pur essendo stati scritti nel 2003, i libri sono stati trasposti in cartoni animati dopo una lunga gestazione. La Gran Bretagna li trasmette dal 2014. In Italia sono arrivati nel 2018. Partenza in sordina nel periodo di acme dei Pj masks. Poi l’ingenuità del coniglietto, le sue piccole vittorie quotidiane, il riepilogo dei momenti narrati cominciano a fare breccia. Dal piccolo osservatorio del mio soggiorno, vedo mio figlio sempre più attratto dal fenomeno. Diventa il suo cartone preferito.

Passo alla parte meno romantica: Rai Yoyo coglie le potenzialità del prodotto, non lo fa ruotare nel palinsesto, ma incrementa Alla fine dell’estate del 2018, Bing è pressoché sconosciuto. In libreria non ne hanno mai sentito parlare. Organizzo una festa di compleanno a tema, ma sono costretto a fornire foto al pasticcere. Pochi mesi dopo lo scenario cambia radicalmente: Bing entra prepotentemente fra i costumi di Carnevale e nelle feste. Esplode il merchandising. Acamar films, che aveva selezionato il progetto tra oltre 600 idee, raccoglie i frutti dell’intuizione. Editori italiani si buttano nell’affare e Bing sbaraglia la concorrenza di Peppa, Masha e Pigiamini nelle edicole e nei negozi di giocattoli. Perché un coniglio bambino, insicuro e intriso di normalità si impone su un vasto armamentario di geni e supereroi? Non sono un esperto di marketing, ma forse non lo sanno neanche gli analisti (considerato che il prezzo originario dei giornalini viene raddoppiato in corsa e che spesso i rivenditori esauriscono le figurine). Si possono trarre, però, due lezioni, una ideale e una pragmatica: la semplicità può essere più seducente della forza e il merchandising può trasformare un evento imprevedibile in pianificazione economica. Scegliete voi quale sia la più istruttiva.


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Michele Casiero
Una grande quantità di amore ed entusiasmo traboccanti da un piccolo contenitore bucato dalla fragilità e dalle ammaccature dell’esistenza. Poche pennellate per descrivermi. Mi definisco un mediano, che sta in mezzo al campo “a recuperar palloni … con dei compiti precisi”, consapevole che è più bello lavorare per la squadra e che dopo “anni di fatiche e botte vinci casomai i Mondiali”. Insegno filosofia e storia al Liceo “F. de Sanctis” di Trani e ho collaborato con l’Issr “San Nicola il Pellegrino” di Trani come docente incaricato di Filosofia rosminiana e Filosofia della religione. So cosa vuol dire viaggiare, gustando i paesaggi e temendo le avverse condizioni meteo. L’esperienza più bella è la paternità: il dono di rinascere per accompagnare una vita che mi è stata affidata, rivedendo il mondo con gli occhi di un bambino.

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