
«La libertà d’espressione comprende la libertà di parola e di stampa, il diritto a riunirsi pacificamente e a rivolgere petizioni. Pur non essendo state considerate assolute, queste libertà hanno, tuttavia, ricevuto una protezione legale superiore a tutte le altre… In particolare, la libertà di stampa ha avuto grande protezione costituzionale in quanto l’essenza stessa della società liberale dipende molto dalla possibilità di raccogliere e rendere pubbliche informazioni senza censura e interferenze da parte dell’esecutivo».
(Massimo Teodori da Il sistema politico americano)
«La gente tutta usciva sugli usci: domande tra curiose e ansiose correvano da un capo all’altro delle strade. Le donne chiamavano i loro ragazzi, paurose che anch’essi fossero scomparsi».
(Grazia Deledda da Il fanciullo nascosto)
Le televisioni ne parlano poco e niente.
Qualche giornale ne tratta con cautela e qualcun altro addomestica le notizie per dimostrare tesi di cui si è fatto sostenitore da tempo.
I fatti, nella loro nuda crudezza, sono agghiaccianti sotto diversi profili.
Raccontati nella loro essenza, gli Epstein files sono una mole enorme di dati, video, fotografie, mail che il defunto, (forse suicida, come da indagine degli organi di polizia e giudiziari preposti, forse ucciso affinché non parlasse, secondo le tesi così dette “complottiste”), Jeffrey Epstein aveva classificato ed archiviato, e, all’uopo, usato per ricattare centinaia di VIP che con lui avevano familiarità, quali capi di Stato, presidenti ed amministratori delegati di importanti multinazionali, principi ereditari e non, attori e cantanti, filosofi e giornalisti, in pratica una vera e propria “rete” di contatti, con personaggi notevoli.
Ex professore di fisica non laureato, all’improvviso, si era trovato lanciato nel mondo miliardario della finanza, cosa che gli aveva consentito di passare ad un tenore di vita “sfavillante”, con un enorme attico a Manhattan, New York, jet privati ed isole con megaville.
Epstein organizzava, nelle sue lussuose residenze, incontri piccanti tra i suoi “amici” e giovanissimi ragazzi e ragazze, costretti ad assecondare le voglie più lubriche degli invitati. Circola voce che, addirittura, in quelle occasioni si consumassero omicidi rituali e vere e proprie forme di antropofagia.
Dico “circola voce” perché dai file desecretati, peraltro caricati di omissis in maniera notevole, vengono fuori circostanze inquietanti, e tuttavia assai meno di ciò che è rimasto ancora segreto (circa la metà di tutto il materiale disponibile).
La sola idea di quello che si consumava durante quegli orrendi festini dà il voltastomaco, se si pensa che esseri umani possano aver concepito, e, cosa incommensurabilmente più grave, eseguito, condotte così abiette.
Il grande commediografo latino Publio Terenzio Afro diceva che “tutto ciò che è umano non mi è alieno”. Ma qui, francamente, si va oltre.
Epstein assecondava, con rigore organizzativo impeccabile, gli istinti predatori e criminali più disgustosi che si possano immaginare.
In un certo qual modo si può dire che ben conoscesse i suoi polli e le loro voglie indicibili e inconfessabili che lui incentivava e soddisfaceva. E, puntualmente, registrava e archiviava.
Per poterli ricattare tutti, per poterne ottenere favori e benefici. Per sé, ma non solo.
Epstein avrebbe messo su una “rete” di pedofili fitta e, al bisogno, sempre disponibile. A favore dello stato di Israele, o meglio della sua classe politica e dei suoi potentati economici.
Infatti, pare che Epstein appartenesse al Mossad, i potenti servizi segreti dello Stato sionista. Ciò, forse, riuscirebbe a spiegare, meglio di qualunque analisi politica, la vicinanza, oltre ogni ragionevolezza, di potenti statunitensi, e non solo, allo stato che ha massacrato decine di migliaia di palestinesi.
Dai file emergerebbe anche come fosse obiettivo degli organizzatori della “rete” quello di far cadere governi ritenuti ostili e di realizzare veri e propri regime change.
Nei file sono nominate migliaia di persone famose, ma questo non vuol dire che partecipassero agli immondi festini. Spesso si tratta di personaggi che la “rete” avrebbe voluto avvicinare e finanziare per scopi, diciamo così, “politici”.
Ad esempio, Putin è nominato più di mille volte non perché abbia mai partecipate alle orge, ma perché si voleva che venisse politicamente annientato e ci si stava organizzando per farlo.
Anche Trump vi è nominato, ma rebus sic stantibus, al momento senza alcuna accusa.
Finanche il nostro ministro Salvini vi compare perché era intento della “rete” finanziare la Lega per finalità politiche. Salvini, intervistato dalla Gruber, ha negato di aver mai percepito un dollaro.
Si tratta di uno scandalo di proporzioni mondiali, aberrante sotto il duplice profilo sessuale e politico, con crimini devastanti annessi.
Il sesso e le sue deviazioni più malate come esca per ricattare i pervertiti allocchi e far fare loro, sfruttando soldi e potere, cose indegne e infami per governare il mondo secondo un progetto antidemocratico e calato sulla testa dei popoli ignari, imbrogliati da media asserviti, pronti ad una narrazione distopica della realtà.
Sembra incredibile, ma da sempre l’umanità (senza umanità) ha la sua bussola in sesso, soldi e potere.
E nei loro eccessi più aberranti.























