Conoscere bene l’origine di quel che mangiamo è importantissimo per avere una corretta e sana alimentazione

Interessante la pubblicazione edita da Radici Future “Abbiamo fatto 13. Tredici piante per l’umanità”, scritta da Nico Catalano, Dottore agronomo e consulente presso il Dipartimento Agricoltura Sviluppo Rurale e Ambientale della Regione Puglia.

Ogni alimento è corredato anche da curiosità e notizie storiche e una speciale ricetta.

Così scopriamo, ad esempio, che secondo una leggenda in Vietnam il figlio del sovrano ormai prossimo alla morte preparò “una torta di riso rotonda come il cielo da sovrapporre a un’altra, quadrata come la terra, in mezzo a uno strato di carne.” Nacque così il banhchung, tipico piatto vietnamita.

Nella mitologia greca, invece, si narra degli aranci che crescevano nel giardino delle Esperidi, tre bellissime fanciulle, figlie di Atlante e della Notte.

L’amido di mais è usato anche nella fabbricazione di liquori e bevande: soprattutto in America meridionale la chichamorada e negli Stati Uniti il Bourbon.

Il lettore si appassiona pagina dopo pagina arricchendosi di dettagli preziosi.

Nell’antica Grecia l’olivo era un albero sacro e chi osasse danneggiarlo era punito con l’esilio o con la morte, mentre per i Romani Romolo e Remo nacquero sotto un olivo.

Grazie alle proprietà salutistiche dell’olivo e alla dieta mediterranea, la domanda dell’olio di oliva è in continua crescita.

Consumare cibi ad alto contenuto di acqua come l’uva aiuta a mantenere il corpo idratato e regola i movimenti intestinali.

Nelle Opere e i giorni di Esiodo si parla in dettaglio di pratiche di vendemmia e vinificazione così come nelle opere di Omero, ma i primi riferimenti storici addirittura risalgono ai Sumeri e ai numerosi geroglifici egizi, preso i quali il vino era una bevanda ai sacerdoti, agli alti funzionari e ai re.

E che dire del pane?

Era già noto all’homo erectus che macinava i cereali fra due pietre e mescolava la farina con l’acqua mentre i Greci producevano già più di settanta qualità di pane e furono i primi a prepararlo di notte.

A tutta salute ci ricorda il potere antiossidante della mela e le proprietà antinfiammatorie dell’acido malico presente nella sua buccia.

Varia la sua simbologia: dalla mela che cadde sulla testa di Newton alla mela avvelenata di Biancaneve alla Grande Mela a New York.

E, se la patata a pasta gialla è ottima per patatine fritte e insalate, la patata a pasta bianca è adatta per purè crocchette o gnocchi.

Il pesco è simbolo di immortalità in Cina e la pianta del cacao fu donata dal dio Quetzalcoatl per alleviare gli esseri umani dalla fatica.

L’introduzione del ciliegio nella nostra penisola è attribuita al console romano Lucio Licinio Lucullo, grande condottiero e abile gastronomo.

Riappropriarsi di antichi sapori e saperi è un ottimo monito ai giovani ad aver cura di sé informandosi al meglio. Alta, dunque, la valenza educativa di questo libro.


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Angela Aniello
Angela Aniello è nata a Bitonto nel 1973, si è laureata in Lettere classiche e dal 1998 insegna nella scuola secondaria di primo grado. Da tempo si dedica alla scrittura come vocazione dell’anima. Ha pubblicato nel 1997 il racconto “Un figlio diverso” edito da Arti Grafiche Savarese e, nel 2005, ha pubblicato anche una raccolta di poesie dal titolo “Piccoli sussurri” edito da Editrice Internazionale Libro Italiano. Ha vinto il concorso nazionale Don Tonino Bello nel 1997 e nel 2004, ha conquistato il secondo premio a un certamen di poesia latina, Premio Catullo ad Acerra (Na) e nel febbraio del 2006 è arrivata il suo quarto premio al concorso di poesia d’amore Arden Borghi Santucci. Quest’anno (precisamente a giugno 2018) ha vinto il terzo premio di poesia e il primo premio per il racconto “Anche la paura puzza” al Concorso “La Battaglia in versi”.

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