Un diritto da sostenere, da proteggere…

Vedere tornare i miei alunni, ormai quasi tutti in presenza, è stata una grande gioia per me.

La scuola è un luogo importante per loro; è il luogo dell’apprendimento ma ancor più quello in cui si intrecciano relazioni che, per molti, dureranno a lungo e che, per tutti, segneranno l’esistenza.

A scuola si sperimentano i primi amori e le prime delusioni, ci si scopre forti o fragili e isolati…

Sono profondamente convinta che in questo sia racchiuso il Valore della frequenza in “presenza” e che ognuno di noi si porti nel cuore la “mitica classe” a cui apparteneva.

Io sono quella della “mitica V A “del Liceo Scientifico di Barletta di …qualche anno fa. E come tutti gli alunni delle “mitiche classi”, sono qui a dirvi che la mia era una classe veramente speciale. Una miscellanea di alunni studiosi e allo stesso tempo allegri, disinibiti, in grado di passare dalla reverenza ossequiosa verso il nostro professore di inglese, che ancor oggi cito ai miei alunni come esempio del nostro rispetto verso la classe docente, alla esibizione di un vasto e geniale repertorio di scherzi nei confronti del “malcapitato “di turno.

Le menti eccelse della nostra classe, quelli che oggi definirei “da potenziamento”, godevano di un sense of humour incredibile che si manifestava nell’attività giornaliera di ri-declinazione di paradigmi latini da far copiare a chi all’ultimo momento chiedeva un aiutino ai più bravi e che solo la malasorte ha impedito che venissero alla luce perché quei tipi non venivano mai interrogati…

Grazie a loro ognuno di noi si ritrovò nella  più famosa delle selve oscure della storia nella riscrittura della Divina Commedia che ci accolse come protagonisti in veste di madonne, golosi, accidiosi, nocchieri, echi più ne ha più ne metta. L’opera è ancora custodita gelosamente dagli scrittori che sono a tutt’oggi reticenti a fornire la liberatoria sui diritti d’autore.

Era una classe di artisti, di atleti, di persone sensibili ed ognuno arricchiva la vita scolastica della sua unicità.

Ma il vero punto di forza della nostra classe è stata la presenza di “un alunno dai bisogni speciali” come si direbbe oggi. Un alunno che invece ha reso speciale il nostro essere lì, tutti insieme, in quel momento.

La sua presenza è stata il collante che ha reso possibile la nascita del mito della nostra classe. Casa sua era la nostra casa, quella su cui potevamo contare come un rifugio sempre aperto a ognuno di noi. Il sorriso di sua madre era forza per tutti.

Sapevamo ridere di tutto, persino di lui e con lui. Ci ha fatto testimoni della sua forza, della sua rabbia trasformata in forza di vivere.

Ci siamo persi per un po’; ognuno ha seguito la sua via. Alcuni hanno attraversato sentieri irti, altri hanno visto distendersi davanti a sé meravigliose radure; ad alcuni la Vita ha giocato tiri bassi. Per lui, le sfide sono state numerose e sempre più impegnative.

Quando ci siamo ritrovati, è stato come se il tempo non fosse passato. L’alchimia meravigliosa della nostra classe ha preso nuovamente forma sottolineando l’esistenza di un legame in grado di oltrepassare il tempo. Dicono si chiami, amicizia vera. Il luogo in cui si crea, spesso si chiama Scuola.

Tornare a scuola, per i nostri ragazzi, è un diritto da sostenere, da proteggere con le azioni responsabili dei grandi, di chi ha il dovere di prendersi cura che loro, come tutti, possano vivere   la “mitica classe “a cui appartengono.


FontePhotocredits: Paolo Farina
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Sono Paola Colarossi, Insegno matematica e scienze presso un Istituto comprensivo di Andria e mi piace scrivere... Dal 2005 al 2009 ho collaborato, in qualità di redattrice dell’ambito scientifico, alla stesura di “Eirene” foglio di ricerca e cultura della pace, una pubblicazione periodica promossa dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Andria, in collaborazione con la Sezione di Pedagogia Interculturale dell’Università di Bari. Dal 2010 al 2012 , sempre con la stessa qualifica ho collaborato con la rivista “Scuola e Didattica”, editrice La Scuola, Brescia. Poi il grande salto... Nel 2012 ho scritto il mio primo libro “ E’ solo questione di tempo. La mia vita, una favola” edito da Etet, Andria , pubblicato nel 2014 e da allora gestisco una pagina facebook a mio nome all’indirizzo https://www.facebook.com/paolacolarossiHo partecipato all’edizione 2014 di “Libri nel Borgo Antico, conversazioni con gli autori nelle piazze del centro storico”, manifestazione pubblica del Comune di Bisceglie. E adesso...eccomi qua!

2 COMMENTI

  1. Brava Paola. Mi è molto piaciuto quello che hai scritto. Resto molto perplesso quando le autorità lasciano agli studenti la scelta se tornare a scuola o rimanere a casa con la cosiddetta DAD senza sottolineare autorevolmente come lo stare in classe facilità lo sviluppo di quelle relazioni che tu hai ben descritto

  2. Grazie Lorenzo … credo che
    l’episodio a cui fai riferimento è stato un evidente esempio di come, molto spesso, sia più facile “lavarsi le mani” che sporcarsele affondandole nella melma che, per certi versi, abbiamo contribuito a creare . Speriamo bene

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