
Troppo ordine, morte per fossilizzazione. Troppo disordine, morte per disintegrazione.
L’ eccesso di ordine conduce alla fossilizzazione. L’eccesso di disordine alla disintegrazione. La vita scorre tra ordine e disordine, sull’orlo del caos. Tutti ne facciamo esperienza. È la filosofia di vita di Albero Felice De Toni, Sindaco ed ex Rettore dell’Università di Udine, ex Presidente della Conferenza dei Rettori. L’onda del mare esprime il concetto di orlo del caos. A monte dell’onda c’è l’ordine. Il disordine si manifesta a valle. L’onda esprime quindi l’orlo del caos, l’area della complessità in cui si svolge la nostra vita.
Cosa significa saper vivere? Saper surfare sull’onda del caos. Da sindaco, ad esempio, De Toni, che guida una maggioranza eterogenea, applica il principio con la cosiddetta maggioranza a geometria variabile a seconda del problema da risolvere. Votare sempre tutti uniti significherebbe una caserma, impossibile da mantenere. Votare sempre divisi trasformerebbe l’alleanza in una Babilonia. Conclusione: surfare sull’orlo del caos può diventare un metodo dell’azione politica in vista del fine del governo della città che è la pubblica felicità. Il riformismo comunitario può essere un nuovo paradigma della politica. Si tratta di tener conto del contesto, di avviare processi, di alimentare speranze per il bene comune, di curare l’equilibrio tra i poteri, l’apertura verso reti e flussi esterni, di cooperare invece di confliggere, per affrontare la complessità crescente del reale.
Corresponsabilità e cooperazione tra istituzioni, associazioni, cittadini in sistemi aperti per risolvere insieme i problemi ed accrescere la coesione sociale. Viviamo in una ” selva oscura”. Dobbiamo stare con coraggio sulla cresta dell’ onda per affrontare la rugosità del reale. Questo significa, ad esempio, nel governo della città, sperimentare forme di democrazia partecipativa di sicurezza partecipata nei quartieri.
Amministrare una città significa, in conclusione, creare una cornice di senso, indicare una meta cui tendere. La ” pubblica felicità ” implica una visione condivisa sovrastante di una comunità capace di autoattivarsi. L’azione senza pensiero è cieca. Il pensiero senza azione è vano. Servono i motori del cambiamento, sogni, visioni, miti dentro un paradigma relazionale. Le persone e la comunità hanno diritto alla ” felicità “. Questa diventa visione politica dentro il nuovo paradigma del riformismo comunitario. Le idee del Sindaco De Toni possono essere determinanti anche a livello nazionale per la nascita di un nuovo soggetto politico unitario autenticamente riformista.
(A. F. De Toni, Vivere surfando sull’ orlo del caos, Guerini e Associati, 2026)




