Con Elisa. Sempre.

Ventuno anni sono tanti. Eppure ci sono assenze che non imparano a invecchiare.

Il tempo passa, cambia i volti, le case, le abitudini. Ci insegna a convivere con ciò che non comprendiamo, ma non riesce a rendere giusta una perdita così precoce.

Di Elisa restano il sorriso, la luce, il bene che ha seminato. Resta il privilegio di averla incontrata e la nostalgia di ciò che avrebbe potuto essere. Restano le domande che nessun anniversario è mai riuscito a placare.

Eppure resta anche altro: la gratitudine. Perché alcuni incontri, per quanto brevi, attraversano una vita intera. E alcune persone continuano ad illuminare il cammino anche quando non possiamo più vederle.

Ventuno anni dopo, Elisa continua ad abitare i ricordi di chi l’ha amata. Non nel rumore della commemorazione, ma nel silenzio discreto degli affetti che non smettono di custodire.

Con Elisa. Sempre.


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...