A luglio focalizza la natura
Nell’attivare i raggi penetranti
In un superbo idillio permanente
Col canto persistente di cicale.

Ed ansima la vita tra le zolle;
Il serpe non rifugge coni d’ombra;
L’upupa dentro il cavo dell’ulivo
L’affitto paga con il suo fetore.

Il cielo di cristallo diamandato
Gli strali t’indirizza sulla landa
Bruciando la sterpaglia senza linfa

In una pira che s’espande al vento
E il sole, un po’ sornione, se la ride
Per l’astio che si nutre sulla Terra.

Margherita di Savoia 23/07/2026


FonteRoberto Bertoli, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.