«La guerra moderna è talmente distruttiva che deve essere messa completamente al bando. Se i capi del mondo vengono meno alla loro responsabilità di trovare una soluzione ai problemi esistenti e non impediscono una terza guerra mondiale, la civiltà che conosciamo sarà distrutta»

(Douglas MacArthur)

«Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice»

(pensiero attribuito a George Orwell)

Sulle prime pagine di tutti i giornali, in questi giorni di prima calura estiva (e di qualche pioggia rinfrescante), compare il nome di Roberto Vannacci, parlamentare europeo, eletto nelle file della Lega salviniana alle votazioni del 2024, prima sospeso dall’esercito, poi posto in aspettativa, mercè il mandato parlamentare e poi in quiescenza dal 2025.

Di origini liguri, non ancora sessantenne, ha raggiunto, nella sua prestigiosa carriera militare, il grado di generale. Ha partecipato a diverse importanti missioni (di guerra).

Ha conseguito diverse lauree, e pure un master, in materie afferenti all’ambito militare. Parla correntemente diverse lingue.

Ed è giunto ad improvvisa fama pubblicando, a sue spese, il libro Il mondo al contrario nel 2023, che gli ha procurato la sospensione dal servizio “per 11 mesi, con conseguente uguale detrazione di anzianità e dimezzamento dello stipendio”, come dichiarato all’AGI dal suo avvocato difensore Giorgio Carta.

Cosa aveva di così inaccettabile il suo libro tanto da comportare una sanzione abbastanza grave (anche se non così devastante, perché mezzo stipendio di un generale di divisione è sempre più di quello intero di un docente a fine carriera, o quasi …)?

Semplicemente, Vannacci affrontava temi quali omosessualità, ambiente, femminismo e immigrati col piglio fascistoide di chi ritiene che i diritti riconosciuti e le tutele previste siano fuffa, cascame buonista e politically correct.

Per chi come chi scrive ha letto il libro, – e tutto sommato non ha trovato la pubblicazione tutta negativa, anche se in alcuni punti la lettura si è rivelata faticosa, sia per lo stile che per i temi trattati senza garbo e delicatezza, – Vannacci, e chi per lui, hanno tutto il diritto di scrivere quello che l’ex generale ha scritto, perché la censura è sempre una cosa orribile e pericolosissima, in quanto si sa come comincia e non si può prevedere dove porterà …

La fama che il libro gli ha dato è stata il trampolino di lancio per la sua carriera politica.

Si è conquistato mezzo milione di preferenze che l’hanno portato a Strasburgo, dove si è fatto notare per aver pubblicamente espresso giudizio (e voto) negativo sulle sanzioni alla Russia e sui finanziamenti all’Ucraina, parlando della necessità di negoziati per far finire una guerra che danneggia l’economia dei Paesi UE.

“Riaffermo quindi la mia contrarietà a un approccio che ignora la necessità di una soluzione diplomatica duratura e che si allontana dai principi di pace e libertà che hanno ispirato la nascita dell’Unione europea” è stata la sua dichiarazione di voto.

Come non essere d’accordo?

Poi, però, Vannacci ha cominciato a percepire che la sua posizione, per quanto minoritaria nel parlamento europeo (ed italiano), in realtà è maggioritaria tra i popoli, compreso il nostro. E quindi ha voluto cominciare a fare il battitore libero, uscendo dalla Lega e fondando un suo partito, Futuro nazionale, dato già tra il 5% e il 7% delle preferenze in un’eventuale elezione politica. Miracolo dei sondaggi!

Ed ecco che, quindi, ha cominciato a rilasciare interviste ai giornali, alle radio.  Ed infine è approdato alla trasmissione della Gruber sull’emittente la 7 di Urbano Cairo.

Qui ha ribadito il suo pensiero con frasi brevi, precise, secche.

Ha proposto soluzioni semplici per problemi complessi, un po’ come faceva fino alla campagna elettorale del 2022 Giorgia Meloni, salvo poi fare una inversione di 180 gradi appena giunta al governo.

Di tutta l’intervista ha fatto scalpore la sua posizione, francamente retrò, sugli omosessuali che hanno già “il diritto di guidare, farsi curare negli ospedali, di andare a scuola” (e dove andremo a finire, signora mia…!).

Insomma, parole inaccettabili che rimarcano il classico “leit motiv” di una certa destra codina della contrapposizione tra “noi e loro” che, onestamente, ha stufato.

“Vannacci… Un omofobo che blatera di normalità e diritti come un tipo da bar al terzo grappino, ma si vede benissimo che dinanzi a un paio di gay o di lesbiche incazzati neri se la darebbe a gambe” ha scritto Marco Travaglio.

Forse.

Però a destra le parole di Vannacci funzionano e attirano consensi perché parlano alla pancia delle persone.

A destra, l’elettorato che vi insiste tende alla semplificazione, crede nell’idea di amico, contrapposto al concetto di nemico, di noicontrapposto a quello di loro (Carl Schmitt insegna).

A destra, dal Fascismo al Qualunquismo, dal Movimento sociale almirantiano al berlusconismo sembra sempre che ci siano (e ci sono!) praterie elettorali da percorrere e conquistare.

Ecco perché i progressisti, o campo largo come amano definirsi, devono stare attenti a Vannacci e ai suoi accoliti. Che, sicuramente, andranno alle elezioni uniti ai tre partiti che sostengono l’attuale governo (che attualmente stanno “cannibalizzando” sotto il profilo dei consensi e dei parlamentari che hanno fatto il salto della quaglia).

I progressisti non devono certo inseguirlo sulle sue ubbie “ottocentesche”, ci mancherebbe. Ma non devono nemmeno lasciare a lui temi come la sicurezza, l’immigrazione, la guerra tra Russia e Ucraina (materia, questa, su cui l’ex generale sfonda una porta aperta rispetto a quel che pensano gli italiani).

Piuttosto che cominciare a individuare i possibili ministri di un governo di centro- sinistra (sconcertante notizia comparsa stamane su qualche giornale), che è tutto di là da venire, i vari leader di quella parte politica non sottovalutino il fenomeno Vannacci.

Prendano a monito la famosa frase del grande allenatore Trapattoni che diceva “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.

Altrimenti faranno la stessa fine della famigerata “gioiosa macchia da guerra” del compagno Achille Occhetto.

E sarebbe davvero una catastrofe!


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