E la responsabilità…

La colpa, il senso di colpa, la punizione, il timore di Dio. Deterrenti o alibi per chi non commette male per non incorrere in punizioni divine ed ancestrali.

Noi, figli del giudizio giudaico-cristiano, ci tormentiamo per l’ignavia, accidiosi di fronte ai cambiamenti non consumati, mutatis mutandis di variazioni non accompagnate, ostacoli al flusso di coscienza e di eventi improrogabili, impegni che non riusciamo ad assumerci in quanto limitati nel nostro essere.

Siamo, invece, chiamati a rinnegare quella colpa trasformandola in responsabilità, traducendola in consapevolezza individuale e collettiva, per comprendere quanto fortunati siamo a non dover migrare per lavoro, fede o condizioni climatiche.

Viviamo nel lusso costruito sulla miseria degli altri.

Gli altri erano giudaico-cristiani, gli altri eravamo noi e, purtroppo, da qualche tempo, non lo siamo più!


FonteImmagine generata con AI
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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.

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