Con l’arrivo della stagione estiva e l’allentamento delle misure restrittive, i pugliesi mirano a ripristinare la propria forma fisica

A causa della pandemia la routine quotidiana di ognuno ha subito notevoli variazioni; alcune di esse sono state la diminuzione dell’attività sportiva e il conseguente aumento della sedentarietà. Certamente queste non sono state le situazioni ottimali per permettere agli sportivi di mantenere la propria forma fisica; difatti, non tutti sono riusciti a centrare l’obiettivo. Per questo motivo i pugliesi hanno deciso di tornare nelle palestre, in seguito all’allentamento delle misure restrittive, e di adottare un’alimentazione più ricca di pesce (si registra nelle ultime settimane un aumento del 30% del consumo di pesce fresco) al fine di rimettersi in forma in vista della stagione estiva, ormai alle porte.

Questo è quanto riferisce la Coldiretti, in occasione della riapertura delle palestre. Savino Muraglia, il presidente di Coldiretti Puglia, asserisce che il consumo di pesce azzurro come sarde e orate comporta molteplici benefici alla salute, essendo particolarmente ricco di sostanze nutrizionali, prima fra tutte l’Omega3; dei benefici arrecati sono, per esempio, la protezione del cuore e il miglioramento della qualità del sonno. I numeri riguardanti il settore ittico pugliese sono molto importanti: si tratta dell’1% del PIL pugliese, che arriva al 3,5% considerando l’intero indotto; sono impiegati ben 5mila addetti, 1500 imbarcazioni e 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree principalmente in questione sono: sud Barese, Molfetta, Manfredonia e Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi. Nonostante questi dati, in Puglia i consumi di pesce sono tra i più bassi d’Italia: i pugliesi sono situati al 14esimo posto della classifica nazionale, con il solo 56,6% della popolazione che consuma pesce almeno una volta alla settimana. Medici e nutrizionisti ricordano che il consumo di pesce è raccomandato in tutte le fasi di vita, essendo il pesce un alimento ricco di sostanze nutritive. Sia a livello nazionale, sia a livello internazionale, difatti, si consiglia il consumo di tale alimento almeno 2 volte a settimana. A causa del lockdown è stato favorito il consumo di prodotto surgelato e in 9 casi su 10 esso proviene dall’estero. È così che questo alimento è poi consumato nei ristoranti e sulle tavole pugliesi. Coldiretti, nel suo report aggiunge come in Italia si ricorre a trucchi per far risultare i pesci provenienti dall’estero pesce nazionale: ad esempio, il pesce ghiaccio è spacciato per bianchetto e lo squalo meriglio per pesce spada; si aggiungono anche le vongole turche e i gamberetti provenienti, per esempio, dalla Cina, dove è possibile un trattamento con antibiotici, in Europa vietatissimo poiché dannoso per la salute. I dati del Rassf, il sistema europeo di allerta rapido, confermano questa realtà. Nel 2020 il Rassf ha effettuato varie segnalazioni; citandone due, sono stati segnalati istamina in sgombro occhione (Scomber japonicus) congelato, proveniente dalla Cina, attraverso i Paesi Bassi e mercurio in filetti di pesce spada (Xiphias gladius), congelati, importati dalla Spagna. Conclude Muraglia: “Per non cadere in inganni pericolosi per la salute occorre garantire la trasparenza dell’informazione ai consumatori, dal mare alla tavola estendendo l’obbligo dell’indicazione di origine anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria ”carta del pesce’. Passi in avanti sono stati fatti sull’etichettatura nei banchi di vendita, ma devono ora essere accompagnati anche dall’indicazione della data in cui il prodotto è stato pescato”. Coldiretti Impresapesca consiglia di verificare sul bancone l’etichetta, che deve prevedere per legge l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). In merito al pesce congelato vige l’obbligo di indicare la data di congelamento e nel caso i prodotti siano congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.

Ecco i segreti forniti da Coldiretti Impresapesca per la scelta del pesce fresco:

– se è possibile, l’acquisto del prodotto deve avvenire direttamente dal produttore, garante della freschezza del pescato;

– controllare sul bancone l’etichetta, che deve indicare per legge la zona di pesca;

– verificare che gli occhi non siano secchi o opachi, che la carne sia soda ed elastica, che le branchie siano rosse o rosee e umide e che l’odore non sia forte e sgradevole;

– in merito a molluschi e mitili, il guscio deve essere chiuso;

– per i gamberi, controllare che la testa non sia annerita;

– evitare la scelta di pesci già mutilati di testa e pinne.

Con questi chiarimenti sarà quindi più facile scegliere il pesce più fresco e naturalmente il più possibile “Made in Italy”.


FontePhoto by Georg Eiermann on Unsplash
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Francesco Maria Cassano
Nato a Bari nel 2003, vive e frequenta il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Bisceglie. Si definisce un amante delle materie scientifiche, pratica il calcio amatoriale e l’attività fisica e tifa per il Milan, per il quale nutre una autentica venerazione. Ama il mare e la campagna, il buon cibo e la vita all’aria aperta. Musicalmente preferisce ascoltare brani italiani, in special modo quelli di Ultimo e Tommaso Paradiso, ma ascolta anche brani stranieri, come quelli di Shawn Mendes e Bruno Mars. Non rinuncia mai ad una serata in compagnia di amici, specie se sono quelli con i quali è facile parlare di sport ma anche di altri piaceri come quelli de la bonne vie. Desidera viaggiare e visitare in particolare le città d’arte. Scrive per esternare le sue passioni.

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