A partire dal 2001 e su iniziativa del Consiglio d’Europa, il 26 settembre di ogni anno si celebra la Giornata Europea delle Lingue.
Sono, infatti, 800 milioni gli Europei e 47 gli Stati membri rappresentati dal Consiglio d’Europa, che ha sede a Strasburgo.
Facile concludere che è interesse comune favorire in ogni modo l’apprendimento di più lingue, ad ogni età, dentro e fuori dalla scuola, in una prospettiva che sia, sempre più, di lifelong learning (o, se preferite, di “apprendimento permanente”).
Saper parlare più lingue è la via diretta per incoraggiare l’integrazione e la reciproca comprensione, in un’ottica davvero interculturale.
A tutti è noto quale scrigno sia rappresentato dal patrimonio culturale del continente europeo. Bene, la lingua è la chiave di accesso a quello scrigno!
Innumerevoli gli eventi programmati in occasione della giornata e realizzati in ogni angolo di Europa: si va dalle attività per e con bambini, a programmi televisivi e radiofonici, a corsi di lingua e conferenze. Info sono reperibili sul sito http://edl.ecml.at/

Ai fini del coordinamento delle iniziative sul proprio territorio, ogni Stato membro è stato invitato a nominare un soggetto responsabile a livello nazionale. Per l’Italia è stata nominata la dott.sa Maila Zarattini, Europe Direct Trieste, del Servizio Comunicazione del Comune di Trieste (mail: [email protected])

Ambrose Bierce, nel suo Dizionario del diavolo (1911), ha scritto che il linguista è una “[…] persona che sa teorizzare sulle lingue degli altri assai più di quanto sappia usare la sua”.
Più convincente ci appare, tuttavia, il giudizio di  Lousi Meylan, che avverte: “È incontestabile che nessuno ha una coscienza lucida del genio della sua lingua, se non ha studiato a fondo almeno un’altra lingua; gli altri uomini e le altre lingue sono in realtà come lenti, che ci aiutano a conoscere noi stessi ed a comprendere il nostro proprio idioma” (Educazione umanistica, 1951).
Buona lingua a tutti, dunque! E che sia la volta buona per cominciare a capirci…