
Secondo il Comitato norvegese, Pillay è una personalità che “con coraggio e integrità eccezionali ha aperto la strada a un ordinamento giuridico globale più completo“
“Se applaudite un po’ più forte, forse dividerò il premio con Trump“, lo ha detto scherzando Navanethem “Navi” Pillay, giurista sudafricana, nonché nuovo Premio Nobel per la Pace, assegnato, questa volta, come da tradizione, ad Oslo, dove il comitato norvegese annuncia ogni anno il vincitore del riconoscimento, proprio nel suo 125° anniversario, dal 1901. Sbaragliando una concorrenza di 287 candidature, Pillay ha contribuito alla promozione della pace attraverso il diritto internazionale, foraggiando l’importanza dello Stato di diritto al fine di prevenire i conflitti e favorirne la risoluzione senza ricorrere alla violenza.
La battuta su Trump, ripresa dalla segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard a Norimberga e pubblicata su X, fa il verso alla leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado che, lo scorso anno, vinse il Premio Nobel per la Pace e lo consegnò a Donald Trump, dopo che gli Stati Uniti avevano estromesso l’allora presidente Nicolás Maduro. Un gesto simbolico visto che il Comitato per il Nobel ha infatti dichiarato la non trasferibilità dell’onorificenza.
Classe 1941, Pillay è stata prima giudice del Tribunale penale internazionale per il Ruanda (sul genocidio delle popolazioni di Tutsi e Hutu da parte delle milizie Hutu) e successivamente della Corte penale internazionale, guidando, dal 2008 al 2014, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.
Secondo il Comitato norvegese, Pillay è una personalità che “con coraggio e integrità eccezionali ha aperto la strada a un ordinamento giuridico globale più completo“. Suo il merito di aver rafforzato gli strumenti per perseguire penalmente i responsabili di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.
Infatti, nella sua veste di presidente della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese Occupato dell’Onu, Pillay ha accusato Israele di genocidio a Gaza. “La Commissione stabilisce che Israele è responsabile della commissione di un genocidio a Gaza – ha denunciato – È evidente che sussiste l’intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio“.
Forza Pillay, siamo con te.
Per buona “pace“ di Trump!


























