Una lettura di Educazione civica per l’a.s. 2025/26 

I Programmi scolastici attuali delle scuole superiori comprendono lo studio di unità didattiche di Educazione civica trasversali, cioè condotte da tutti gli insegnanti.

A meno di voler essere cinici e indifferenti, non si può restare sordi all’appello che in questi giorni viene dalla famiglia Diviesti di Barletta, che denuncia il silenzio assordante che circonda l’uccisione del loro giovane figlio Francesco. La solidarietà si trasforma poi in rabbia e indignazione se si ha la penosa disavventura di ascoltare il recente intervento del sindaco di Barletta in Consiglio comunale, che attribuisce la responsabilità della diffusione della criminalità ai modelli imitativi che sarebbero stati stimolati dal romanzo “Gomorra” di Roberto Saviano.

La scuola ha il dovere di formare i cittadini e per questo consiglio una lettura per evitare che l’insegnamento dell’Educazione civica si trasformi in pura e ipocrita retorica: si tratta delle Relazioni della Direzione Investigativa Antimafia che il Ministro dell’Interno annualmente presenta al Parlamento.

Il testo, circa 500 pagine, presenta un’analisi complessiva e poi in dettaglio ogni regione e provincia: ci consente dunque di comprendere scientificamente e sulla base delle indagini condotte dagli Organi competenti i fenomeni criminali in mezzo ai quali purtroppo siamo costretti a vivere.

(https://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/relazioni-semestrali/)

Ecco l’analisi relativa al 2023:

“L’eterogeneo contesto criminale della provincia BAT si caratterizza per la coesistenza di clan storici sopravvissuti nel tempo e di gruppi criminali emergenti, animati da forte ambizione di potere, che subiscono le influenze esterne dei grandi sodalizi foggiani e baresi (società foggiana, malavita cerignolana e criminalità organizzata barese), che conservano forti interessi nell’area. La crescita, anche economica, di molti sodalizi sarebbe legata proprio alle proficue sinergie con i gruppi di altre province nella gestione di specifiche attività illecite.

Le consorterie della provincia BAT sono dedite alle più diversificate attività illecite quali quelle connesse ai reati predatori, alle estorsioni, all’usura, alla contraffazione, al contrabbando, allo spaccio ed al traffico di stupefacenti, nonché al riciclaggio di capitali illeciti, autoriciclaggio, reimpiego di proventi illeciti e intestazione fittizia di beni.

Gli assalti ai portavalori e le rapine agli autotrasportatori, in particolare, ancorché in diminuzione nel semestre in corso, rappresentano attività altamente remunerative in termini economici e di affermazione ed autoesaltazione criminale.

Altra tipologia delittuosa evidenziatasi più di recente è quella dei sequestri lampo in danno di imprenditori e facoltosi professionisti, fenomeno che aveva già afflitto la provincia negli anni ’90. Questi ultimi sono stati efficacemente contrastati dalla tempestiva azione delle Forze di polizia e della Magistratura con operazioni eseguite nel semestre. In proposito, si è registrata la mirata e funzionale collaborazione tra i sodalizi della BAT e soggetti criminali contigui alla criminalità organizzata anche di altre province.

Quello dei reati ai danni del settore agricolo rappresenta un vero e proprio terreno di incontro e sintesi tra criminalità comune ed organizzata, atteso che molti dei sodalizi della provincia perseguono questa peculiare tipologia di illecito, favorendolo o consentendolo al fine di esercitare il controllo del territorio e di reperire liquidità, sfruttandolo al contempo per agevolare la crescita criminale delle giovani leve. Oltre ai furti di prodotti e mezzi agricoli, si registrano numerosi danneggiamenti ed incendi di colture verosimilmente a scopo intimidatorio. Si tratta di segnali che farebbero pensare ad una criminalità che aspira ad un controllo capillare del territorio, anche attraverso l’imposizione di servizi di “protezione”, ma che non disdegna di mirare all’acquisizione di aziende del settore, particolarmente appetibili ai fini delle attività di riciclaggio e per gli introiti derivanti dai finanziamenti pubblici di cui possono godere.

Non sono mancati, nel semestre, incendi dolosi e danneggiamenti ai danni di esercizi commerciali e aziende oltre che atti intimidatori nei confronti di amministratori locali. Per le consorterie della BAT, il traffico di stupefacenti costituisce ancora la principale fonte di approvvigionamento economica il cui volume non accenna a subire nel tempo contrazioni. La cittadina di Andria, in particolare, continua a rappresentare uno strategico crocevia per lo smistamento sul territorio nazionale di ingenti quantitativi di stupefacente.”

La Relazione successiva, relativa all’anno 2024, conferma la precedente ma ne definisce ulteriormente i contorni:

“La provincia BAT si è rapidamente evoluta verso modelli criminali più raffinati evidenziando una spiccata vocazione all’attività imprenditoriale, anche grazie alla capacità di infiltrarsi nell’economia legale, mediante importanti investimenti e condizionando, anche con l’uso della forza gli apparati pubblici locali.

Le consorterie della BAT sono storicamente dedite all’usura e all’estorsione, alla contraffazione, al contrabbando, allo spaccio e traffico di stupefacenti ed estendono le loro attività ai reati predatori (furti di autovetture, che continuano ad affliggere pesantemente la provincia, furti in abitazione, rapine ai commercianti e alle sale gioco; furti agli ATM perpetrati prevalentemente con l’uso di esplosivi, etc…). Notevole è l’incidenza dei reati predatori nel settore agricolo. A tal riguardo, oltre ai numerosi furti di prodotti ortofrutticoli e di mezzi agricoli – molti dei quali non denunciati – si registrano numerosi danneggiamenti e incendi di colture a scopo intimidatorio, verosimilmente per fini estorsivi e connessi a forme di “servizi di protezione” ma anche finalizzati all’acquisizione o gestione delle aziende del settore, in ragione delle possibilità di riciclaggio e per l’ottenimento di finanziamenti pubblici.”

Le Relazioni invocano da parte di insegnanti, genitori e studenti un serio e aperto dibattito. Impossibile non riflettere sulla penetrazione della criminalità nel tessuto produttivo, sulla pressione che esercita nei confronti “degli apparati pubblici locali” e sui danni alla qualità della vita nel nostro territorio.


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Sono nato a Barletta nel 1956; ho insegnato Lettere per 23 anni e sono stato dirigente scolastico dal 2007 al 2023. Mi sono dedicato allo studio di vari aspetti della storia locale e sono membro della Società di storia patria per la Puglia; ho censito, trascritto e tradotto le epigrafi di Barletta. Per i tipi della Rotas ho pubblicato il romanzo-saggio “Ricognizioni al giro di boa”. Da molti anni mi interesso di religioni (specialmente il Buddhismo Mahayana) e di dialogo interreligioso. Ho avuto la fortuna di avere tre figli e ora di essere anche nonno! Da settembre 2023 sono in pensione: si dice tecnicamente "in quiescenza" ma è un po' difficile fermarsi. Gioco a tennis, mi piace molto viaggiare e credo molto nel lifelong learning. Sono stato cooptato in Odysseo da Paolo Farina :) e gli sono grato per avermi offerto uno spazio per parlare di scuola (e non solo) fuori dall’ambito formale/ istituzionale.