E quando taglieremo il traguardo?

Dobbiamo essere felici. Spesso questa autoimposizione nasconde un diritto. Dobbiamo essere felici, come a dire abbiamo il diritto di essere felici, dobbiamo impegnarci per far valere tale diritto, ci appartiene, è nostro per natura.

Dobbiamo essere felici. Questa autoimposizione è, però, spesso, legata all’immagine che intendiamo dare di noi, un profilo social da corredare con foto acchiappalike, quasi a giustificare il confronto con il mondo esterno, ci sforziamo di essere felici per apparire integrati ed emancipati, dobbiamo essere felici per essere partecipi di un mondo che, magari, neppure abbiamo scelto.

Siamo in perenne corsa verso una felicità specchio dei desiderata altrui, e, quando taglieremo il traguardo, ci accorgeremo di aver vissuto in funzione di un’opinione più pubblica che personale.


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Iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Puglia, ho iniziato a raccontare avventure che abbattono le barriere della disabilità, muri che ci allontanano gli uni dagli altri, impedendoci di migrare verso un sogno profumato di accoglienza e umanità. Da Occidente ad Oriente, da Orban a Trump, prosa e poesia si uniscono in un messaggio di pace e, soprattutto, d'amore, quello che mi lega ai miei "25 lettori", alla mia famiglia, alla voglia di sentirmi libero pensatore in un mondo che non abbiamo scelto ma che tutti abbiamo il dovere di migliorare.