
Il Museo del Giocattolo non è solo un luogo di svago o divertimento, è uno spazio cre-attivo dove poter tornare bambini, rispolverando vecchi classici e avventure romantiche, valorizzando il patrimonio culturale del territorio e, perché no, salutare Fortunato, il gatto che protegge la Biblioteca e fa compagnia a grandi e piccini. A parlarcene è la vice presidente e responsabile della progettazione didattica, Lella Agresti.
Ciao, Lella. Perché hai pensato di fondare un Museo del Giocattolo?
Il Museo del giocattolo nasce nel 2002 e trova la sua sede al piano terra di palazzo D’Urso. La sua fondazione coincide con un mio personale cambio lavorativo. Con un gruppo di ex colleghi e di amiche (Luigi Pizzolorusso, Rosa Maria Vanadia, Marcella Trimigliozzi), abbiamo dato corpo a una idea: uno spazio culturale, cre-attivo destinato a grandi e piccini gestito da una associazione. Il focus era di far parlare gli oggetti che, dal passato, potessero portare la loro storia, raccontare piccole e grandi cose, recuperando la memoria. La scelta della sede non è stata casuale: nel cuore antico della città. Noi fondatori siamo partiti da un piccolo patrimonio di giocattoli, indumenti, fotografie, libri, documenti legati alla città di Andria e non solo. Pian piano si è costruito un itinerario fra questo patrimonio che nel tempo si è arricchito grazie ad acquisizioni e a donazioni. Abbiamo allestito mostre tematiche chiedendo al territorio di portare in prestito reperti che sono diventati patrimonio comune. Non è forse raccontare il gioco più antico del mondo? Quando non si ha niente più da dirsi le storie finiscono. E per fortuna la nostra storia continua. Un’altra volontà che ha mosso il nostro fare sono stati i libri e soprattutto gli albi illustrati. E siccome la vita è l’arte dell’incontro (come ricorda il grande poeta Vinicius de Morale) il connubio con i responsabili della storica libreria Guglielmi ha fatto nascere a nuova vita i giocattoli e gli oggetti del museo. Nei libri c’è tutto ma solo nei bei libri. Abbiamo cominciato insieme a Viviana Peloso a fare letture animate per i più piccoli, novità assoluta per Andria, usando tutto il patrimonio museale che ha fatto da sfondo ai racconti.
Qual è il file rouge che unisce grandi e piccini nell’arte del gioco?
Il file rouge che mette insieme grandi e piccini è la riscoperta e la scoperta. I giocattoli che sono in mostra al museo rappresentano momenti di gioia e di cura. Se hanno attraversato il tempo qualcuno li ha amati, conservati e poi affidati a noi come custodi leali dei loro attimi di felicità. Perciò i nostri visitatori adulti fanno un viaggio nel tempo e ritrovano la loro infanzia, i ricordi più belli, momenti di contentezza che vogliono condividere con noi o con gli altri visitatori. In quell’attimo l’oggetto che ha scatenato il ricordo si anima, torna a nuova vita. I più piccoli rimango stupiti: i movimenti meccanici li affascinano; si attiva il pensiero magico. Ci dicono “Muovilo ancora una volta”. Per quel che riguarda il gioco credo che dalla notte dei tempi sia stato l’elemento che ha allenato a diventare adulti. “Facciamo che ero” è quello più conosciuto. Ancora oggi quando dobbiamo affrontare una nuova sfida usiamo dire “mi metto in gioco”. Certo gli strumenti, ossia i giocattoli, sono molto cambiati, ma c’è un denominatore comune che rimane costante: immaginare che una cosa diventi un’altra. Prima era la scopa che diventata cavallo ora un oggetto piatto diventa uno smart phone.
Bambole, cavallucci, trenini, aerei, libri e macchinine. Da pezzi dell’Ottocento fino ai giorni nostri, come si è evoluto il giocattolo
nell’innovazione tecnologica dell’ultimo secolo?
Quando parliamo di sviluppo tecnologico pensiamo al presente e in parte è vero. Ma ogni epoca è stata attraversata da scoperte rivoluzionarie che hanno cambiato la collettività e hanno avvicinato le classi sociali che, pian piano, hanno avuto più potere di acquisto. Sicuramente la produzione in serie ha abbassato i costi. La variabile è il tempo e come la società dei consumi bruci le tappe per immettere sul mercato giochi e giocattoli che hanno vita breve. Indurre nei più piccoli desideri che si esauriscono prestissimo.
Di cosa si occupa l’associazione “Laportablv”?
L’associazione “Laportablv” si propone di unire la valorizzazione del patrimonio culturale storico-artistico del territorio e la promozione delle diverse espressioni della cultura contemporanea diventando, un laboratorio di ricerca. Questo laboratorio si è trasformato in spazio per l’incontro tra generazioni, terreno per la creatività, luogo per la formazione. Nel tempo la dimensione locale si è ampliata attraverso attività ed eventi di carattere nazionale con la presenza di artisti, di scrittori ed illustratori vincitori di premi prestigiosi. Uno degli obiettivi che più ci sta a cuore è il benessere delle comunità locali attraverso la valorizzazione, condivisa e partecipata, dell’identità culturale, vissuta come elemento fondamentale di ogni attività sociale ed economica. In 23 anni di attività intensa, la nostra realtà ha conseguito importanti risultati essendo diventata, per l’assiduo impegno, l’originalità dei progetti, la continuità operativa, la capacità di rinnovamento e di “fare rete”, organo rappresentativo riconosciuto e chiaro punto di riferimento nel settore educativo e culturale. Molti bambini e adulti hanno partecipato, in questi anni, ai nostri eventi volti alla promozione della cultura, dell’arte e del vivere civile. Idee, laboratori, mostre, eventi, formazione, progetti di solidarietà, incontri importanti con autori e illustratori di libri per bambini e ragazzi hanno arricchito il nostro cammino come associazione. Dalla sua fondazione “Laportablv” gestisce il museo del Giocattolo (Mu.Giò) e propone annualmente progetti per le scuole di ogni ordine e grado. Nell’arco del tempo abbiamo interagito con i collezionisti e studiosi locali per approfondire conoscenze, condividere passioni, immaginare percorsi comuni. Dal 2020 abbiamo cambiato sede nel palazzo De Anellis-Squadrilli, sempre nel centro storico, dando spazio e visibilità alle nostre collezioni. All’interno del Museo è presente una discreta biblioteca che raccoglie testi sulla storia locale e su quella del gioco e del giocattolo e una dedicata ai libri per bambini e ragazzi.
Progetti futuri?
I progetti futuri sono legati ad ampliare il nostro pubblico di visitatori e rafforzare la rete dei musei cittadini. Una buona politica sul turismo locale e sulla programmazione degli eventi non guasterebbe. Andria è forse l’unica città ad avere tre musei sulla stessa strada. Il numero tre (numero perfetto) ricorre ad Andria: tre campanili, tre nocelle, tre eccellenze (olio, burrata, confetti), tre musei! Ci auguriamo che la voglia di conoscere, di scoprire, di operare, di collaborare con le realtà del territorio e oltre, ci accompagni con l’entusiasmo di sempre.
Presidente Luigi Pizzolorusso
Vice presidente e responsabile della progettazione didattica Lella Agresti
Rosa Maria Vanadia e Marcella Trimigliozzi socie fondatrici
È possibile visitare il MUGIÒ su appuntamento chiamando i seguenti numeri di telefono: 328/4269967 347/2461925
Il costo del biglietto è di euro 5,00
Per i minori (3 -17 anni) è di euro 3,00
Per i nuclei familiari (due adulti e due bambini) il costo è di euro 13,00
indirizzo: Andria(BT) via De Anellis, 59
email: lella.agresti@museocreattivo.it
LAPORTABLV ASSOCIAZIONE CULTURALE
Via De Anellis 14/59 – 76123 Andria – BT
Fb: Museo Creattivo laportablu e-mail; lella.agresti@museocreattivo.it
infoline : 328.42.69.967 – 347.24.61.925
P.IVA 06162600727























