
Urge un tracollo mondiale generazionale, a favore dei giovani
Viviamo in un’epoca di gerontocrazia. Trump è un anziano con probabili problemi neuro-cognitivi. Putin è un anziano che cerca di trovare la formula dell’eternità in vita. Ai vertici delle più grandi organizzazioni mondiali in tutti i settori troviamo anziani immarcescibili. Per esempio, la UEFA. In Italia abbiamo avuto un esempio che ha fatto storia, Silvio Berlusconi, che ha inaugurato il giovanilismo degli anziani. Gli fa eco Vespa, che conduce da decenni una rubrica su Raiuno che resiste a cambiamenti di Governo, resiste a tutto.
È bello vedere un anziano che promuove e sostiene un giovane successore, un giovane erede. Invece vediamo anziani che sottomettono i giovani, li usano come garanzia di se stessi.
Non facciamoci ingannare. La verità è un’altra. La verità è che i giovani, in particolare gli adolescenti percepiscono un’arcana missione. Si sentono portatori e responsabili di un misterioso, arcano impulso. La questione è se viene intercettato o no.
Come insegnò Hannah Arendt, questo impulso, questa arcana missione è comunque e sempre destinata a portare disordine nell’ordine costituito, nel mondo. E, in questo senso, la società, le generazioni, dovrebbero essere pronte ad accogliere una disorganizzazione o una riorganizzazione del mondo suggerita, anzi, imposta dalle nuove generazioni.
Se guardiamo alle piante, possiamo immaginare un albero che ignora i polloni o un arbusto che ignora i rami nuovi? È impossibile!
Nell’ordine umano vediamo ottantenni drogati di potere e sostanze chimiche che dettano le regole e si sottopongono a costose cure per la longevità.
Vuol dire che ci vuole un tracollo mondiale generazionale, a favore dei giovani, alla luce del fatto che i giovani non possono non essere attaccati alla vita e alla sua salvaguardia.
Bisogna dare voce a loro, perché gli adulti hanno certamente fallito (nella quota in cui è impossibile non fallire).
È impossibile non sottostare alla legge enunciata da H. Arendt, secondo cui le giovani generazioni devono inevitabilmente introdurre un disordine per il cambiamento. E il loro cambiamento proposto sarà certamente in nome della vita, in nome del futuro.
Bisogna crederci. Bisogna puntare su di loro. Bisogna che la gerontocrazia si arrenda. Le energie dei giovani vanno liberate, va accettato il disordine costruttivo che introducono. Ci sono tante idee in loro che devono essere ascoltate.
























