
Sarà pubblicato il prossimo 8 agosto, a New York, da Routledge, il libro di Gabriele Mastrolillo, assegnista di ricerca e cultore della materia in Storia contemporanea presso l’Università di Trieste, e direttore scientifico dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea nel Friuli Venezia Giulia, “Italian Communist Dissidence and Transnational Trotskyism towards the Fourth International (1928–1938)”, traduzione, in parte rivista e ampliata, de “La dissidenza comunista italiana, Trockij e le origini della Quarta Internazionale. 1928-1938”, pubblicato a Roma dall’editore Carocci nel 2022. Il volume tratta anche la figura di un intellettuale militante come Alfonso Leonetti, disertore dal Comintern stalinista, che comprendeva i partiti fedeli alla capitale Mosca, per abbracciare, invece, il progetto alternativo della Quarta Internazionale.
Ciao Gabriele. Qual è stata la genesi del libro Italian Communist Dissidence and Transnational Trotskyism towards the Fourth International (1928–1938), pubblicato a New York da Routledge?
Si tratta della traduzione, in parte rivista e ampliata, del mio libro La dissidenza comunista italiana, Trockij e le origini della Quarta Internazionale. 1928-1938, pubblicato a Roma dall’editore Carocci nel 2022. Rispetto all’edizione italiana, quella inglese contiene approfondimenti che tengono conto di ulteriori studi e ricerche, anche miei, pubblicati successivamente all’uscita del libro in italiano e, poiché si rivolge a un pubblico internazionale per ovvie ragioni linguistiche, dedica maggiore spazio a determinati eventi internazionali quali, per esempio, la genesi e l’evoluzione del “Blocco dei Quattro” tra la Lega Comunista Internazionalista (nome del movimento trockista dal 1933 al 1936) e tre partiti socialisti di sinistra ma anche la fondazione della Quarta Internazionale.
L’idea dell’edizione inglese è maturata a seguito di sollecitazioni che ho ricevuto da parte di vari colleghi ma anche in chiacchierate private. Mi hanno fatto notare che il tema del libro può interessare soprattutto un pubblico internazionale dato che il libro non riguarda – come erroneamente si può pensare se ci si sofferma sulla prima parte del titolo – la storia della dissidenza comunista italiana ma è inerente alle sue reti transnazionali in quanto analizza i rapporti tra quest’ultima (nelle sue varie articolazioni, ovvero comunisti di sinistra e trockisti) con Trockij e il Segretariato Internazionale (ovvero l’organismo dirigente del movimento trockista transnazionale) e il ruolo ricoperto in quest’ultimo organismo da due italiani, il nostro concittadino Alfonso Leonetti e il veneto Pietro Tresso. Dato che il loro ruolo – specialmente quello di Leonetti – è stato fondamentale, la disamina di esso coincide con la ricostruzione degli sviluppi del movimento trockista su scala transnazionale negli anni Trenta, quando esso fu impegnato nella costruzione di un’alternativa globale allo stalinismo che dal 1933 prese le sembianze di una nuova Internazionale comunista, la Quarta, fondata però soltanto nel 1938.
Quanto è stato difficile ricostruire le dinamiche politiche tra la dissidenza comunista italiana e i vertici del movimento trockista transnazionale (partendo proprio da Lev Trockij)?
Si tratta di un tema che in precedenza era stato soltanto parzialmente esaminato dalla storiografia, pertanto la ricerca è basata quasi esclusivamente sull’analisi di quelle che sono definite “fonti primarie”, suddivisibili in due tipi: le fonti “endogene” ovvero prodotte dai soggetti della ricerca (carteggi, stampa autoprodotta, verbali degli organismi dirigenti dei gruppi oggetto di indagine) – che ci forniscono una visione interna e di parte dei soggetti e vicende studiati – e fonti “esogene” ovvero prodotte da soggetti terzi ma riguardanti i soggetti della ricerca; nel caso di questo studio, i soggetti terzi sono stati il Partito comunista d’Italia (ostile al movimento trockista e alla dissidenza comunista in quanto ancorato su posizioni filo-staliniste) e la polizia politica e la Pubblica sicurezza del Regno d’Italia, che effettuarono diverse indagini volte a individuare i movimenti dei comunisti dissidenti in quanto anch’essi (ovviamente) antifascisti.
Che ruolo hanno assunto, nel trockismo, Pietro Tresso e l’andriese Alfonso Leonetti?
Il loro è stato un ruolo fondamentale. Entrambi furono tra i fondatori della prima organizzazione trockista italiana, la Nuova Opposizione Italiana, fondata nel maggio 1930. In quel decennio, inoltre, Tresso fu anche tra i principali dirigenti del movimento trockista francese (non dimentichiamo che erano esuli politici antifascisti e pertanto auto-esiliatisi in Francia) che fu una delle principali diramazioni nazionali del movimento trockista internazionale o, meglio, transnazionale, dato che si trattava di un’organizzazione che andava oltre i confini di un solo stato. Tale organizzazione fu dapprima nota come Opposizione di Sinistra Internazionale (OSI), poi come Lega Comunista Internazionalista (LCI), Movimento per la Quarta Internazionale (MQI) e (dal 1938) Partito Mondiale della Rivoluzione Socialista / Quarta Internazionale. Leonetti, invece, fu tra i massimi dirigenti dell’OSI, LCI e MQI: fu cooptato nel Segretariato dell’OSI già nel 1930 e rimase nell’organismo dirigente fino al 1937, tranne per alcuni mesi tra il 1932 e il 1933, quando fu sostituito da Tresso. Non da ultimo, Leonetti fu anche membro di diverse commissioni create dal Segretariato e responsabile della pubblicazione del bollettino dell’OSI. Fu quindi uno dei massimi dirigenti del movimento trockista a livello transnazionale, come attesta anche la fitta corrispondenza con Trockij (più di cento lettere).
Cosa spinse un intellettuale militante come Alfonso Leonetti a dissentire dal Comintern stalinista, che comprendeva i partiti fedeli alla capitale Mosca, per abbracciare, invece, il progetto alternativo della Quarta Internazionale?
Leonetti insieme a Tresso e altri dirigenti del Partito comunista d’Italia (Paolo Ravazzoli, Mario Bavassano e Gaetana Teresa Recchia) tra il 1929 e il 1930 criticò la svolta a sinistra che il Comintern aveva intrapreso e con esso anche il partito comunista italiano, affiliato appunto al Comintern o Internazionale Comunista. Tale svolta partiva dal presupposto che la crisi economica globale aveva radicalizzato le masse operaie e contadine in Occidente e che, di conseguenza, si era prossimi a una nuova ondata rivoluzionaria. La rivoluzione doveva essere messa di nuovo all’ordine del giorno e tale scenario sarebbe stato osteggiato dai socialisti, fino a quel momento considerati alleati dai comunisti, che nella retorica cominternista furono tacciati di essere social-fascisti in quanto avrebbero frenato l’impulso rivoluzionario delle masse. Leonetti e gli altri quattro criticarono non tanto la svolta in sé quanto i metodi di attuazione proposti dalla segreteria del partito italiano, guidato da Palmiro Togliatti. Ci fu quindi uno scontro interno ai vertici del partito, durante il quale gli oppositori furono messi in minoranza. Contestualmente, nell’aprile 1930 fu fondata l’OSI, la cui piattaforma ricalcava quella del Comintern precedentemente alla svolta a sinistra intrapresa alla fine degli anni Venti. Per questo motivo Leonetti e gli altri oppositori vi aderirono e di conseguenza furono espulsi dal partito italiano nell’estate del 1930. Ebbe così inizio la loro militanza nel movimento trockista, che ebbe esiti diversi. Per i dettagli rimando al libro (anche all’edizione italiana).























