Il 10 ottobre 2021 io ho camminato alla marcia della Pace PerugiAssisi con le gambe dei miei studenti

Il 10 ottobre scorso, domenica, si è meravigliosamente realizzata la sessantesima marcia per la Pace PerugiAssisi. Ho perciò avvertito prepotente il bisogno di scrivere, di getto, perché non è più possibile tacere ed anche perché appassionata insegnante di un CPIA, del nostro CPIA BAT. Non è stata la pioggia, non è stata la nostalgia, ma la responsabilità ed il senso di appartenenza che mi ha mossa. Ero a casa poiché lì mi hanno trattenuta degli impegni familiari ma ho sentito, ho visto, ho avvertito profondamente tutto ciò che stava avvenendo in quelle ore alla marcia per la Pace PerugiAssisi 2021, la sessantesima marcia da quando per la prima volta si è immaginato di manifestare per un mondo diverso.

Non crediate che io non abbia avvertito tutte le voci, tutti gli echi, i respiri, i pensieri, che non abbia visto i colori, i volti, i sorrisi, le speranze di chi si è messo in cammino, che non abbia percepito il vento, la pioggia sui volti, i timido raggi di sole, le nuvole che si spostavano, creandosi e ricreandosi continuamente. Io c’ero, ero lì, stavo camminando insieme a voi, stavamo camminando insieme. Ho portato con voi la bandiera della Pace, ho parlato con le vostre voci e ho camminato con le vostre gambe.

Essere un insegnante di un CPIA è un’esperienza meravigliosa: ad ogni nuovo incontro hai l’opportunità di cambiare la tua vita, di arricchiti con il dono più grande che qualcuno possa farti, affidarti la sua esistenza in un forte anelito di trasformazione. Al CPIA BAT siamo uno spaccato del mondo intero, abbiamo varia provenienza, cultura e proprio per questo motivo è come se ciascuno di noi vivesse più vite, attingendo a piene mani dalle esperienze di ognuno, messe in comune in modo da offrirle a tutti.

Io sono riuscita a vedervi, sono riuscita a sentirvi perché il nostro è un obiettivo condiviso: realizzare un mondo pacifico in cui i diritti fondamentali degli uomini vengano sempre riconosciuti, un mondo in cui non ci siano dei forti che schiacciano i deboli, ma in cui la fragilità umana che ci connota diventi un valore, non qualcosa da deridere.

Vi dirò di più: mi sono messa nei vostri panni, ho cercato di pensare con le vostre teste, di immaginare il vostro punto di vista, di abbandonare i miei confini corporei per sentirmi voi, non più io. Parlare in prima persona plurale è meglio che parlare in prima persona singolare: noi siamo gli insegnanti del CPIA BAT e tocca a noi lasciare il segno nelle svariate esistenze dei nostri studenti, così come loro lo lasciano nelle nostre. È questa la nostra responsabilità e dobbiamo averla sempre ben ferma nella mente e nel cuore. Tocca a noi trasformare e farci trasformare, non restare mai uguali a noi stessi, anche perché sarebbe impossibile, sarebbe innaturale: nessuno è mai uguale a se stesso nel tempo e nello spazio, nella propria esistenza e nei rapporti con gli altri.

Il 10 ottobre 2021 io ho camminato alla marcia della Pace PerugiAssisi con le gambe dei nostri corsisti, dei colleghi, del dirigente scolastico perché una parte di me c’era in ognuno di loro; ho guardato con i loro occhi, ho mosso le loro stesse labbra perché so che una parte di me è rimasta anche in ciascuno di loro e tutti noi, facendo parte del CPIA BAT, lo sappiamo bene.


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