Trani, 5 febbraio 2026

Il CPIA BAT “Gino Strada”, guidato dal dirigente scolastico Paolo Farina, ha promosso una significativa iniziativa presso gli Istituti Penitenziari di Trani: la messa a dimora de “L’ulivo di Gino”, un albero dedicato alla memoria e al messaggio universale di pace, dignità, rispetto e salute che Gino Strada ha incarnato per tutta la sua vita.

L’evento si è svolto in due momenti distinti: prima nella Casa di Reclusione Femminile, poi nella Casa Circondariale Maschile, coinvolgendo in maniera profonda e partecipata sia le detenute sia i detenuti.

Il dirigente scolastico Paolo Farina ha espresso un vivo ringraziamento al direttore degli Istituti Penitenziari, dott. Giuseppe Altomare, per la sensibilità, la collaborazione e l’attenzione con cui ha sostenuto l’iniziativa.
Un ringraziamento sentito è stato rivolto anche a tutte le autorità presenti e al personale degli Istituti Penitenziari, il cui contributo ha reso possibile e significativa la cerimonia.

Il grazie “più vivo”, come ha dichiarato il dirigente, è andato però alle detenute, che hanno arricchito l’evento con la lettura dei loro testi dedicati a Gino Strada: pagine intense, autentiche, capaci di dare voce a pensieri profondi, fragilità e speranze.
Un ringraziamento altrettanto caloroso è stato rivolto ai detenuti della sezione maschile, che hanno scelto di occuparsi personalmente della messa a dimora dell’ulivo, trasformando un gesto semplice in un atto simbolico carico di cura, rispetto e responsabilità.

La cerimonia si è conclusa con una riflessione tratta da una celebre frase di Gino Strada, che resta un monito e un invito universale:

“La pace è l’unica guerra che vale la pena combattere”.

Sia presso la sezione femminile che presso la maschile, sono state installate due targhe a futura memoria. Vi si legge un altro monito di Gino Strada: “Pace significa diritto alla salute, all’istruzione, alla dignità”.

Un ulivo, dunque, come segno tangibile di una lotta non violenta, di un impegno quotidiano e di una speranza condivisa: quella che anche nei luoghi più difficili possa sempre germogliare un seme di umanità.


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