
Per vivere in pace con se stessi
Basta il primo giorno di frescura per cancellare tutta la sofferenza di un’intera estate.
L’oblio, infatti, è il dono che la vita ci fa, la dimenticanza necessaria per andare avanti senza restare immobili nel dolore e nella frustrazione, senza rimuginare sugli errori o sui desiderata.
Ciò non implica l’annullamento dell’empirismo, le situazioni ci segnano, le dinamiche per esperire registrano in noi un know-how fondamentale, patire è la condicio sine qua non per migliorarsi affinando peculiarità relazionali di crescita personale.
L’oblio ci fa partorire sfiorando la morte e, nonostante tutto, farci accettare l’idea di un’altra gravidanza, quell’istante iniziale di gioia agapica nel tenere in braccio un figlio, spazza via mesi farneticanti e paturnie gestazionali.
Dimenticare una convalescenza apparentemente eterna, rimuovere le incertezze di una malattia attraverso il peso e la libertà della guarigione, per poi tornare a casa e riprendere un’esistenza normale.
Dimenticare per dono, anzi, perdono, abbandonarsi all’oblio di un’offesa ricevuta, quando, invece, basterebbe un abbraccio per fermare la tempesta di litigi e contrasti inutili.
Il dono dell’oblio, per vivere in pace con se stessi e con gli altri.



























