A sera il pipistrello esce dal tetto,
Non è cieco, vede poco e sente l’eco,
Manda un ultrasuono breve e secco
E l’eco gli ritorna netto e schietto.

La mosca non lo sa, gira sul vetro,
Si posa sul pomodoro, calda ancora,
Sfrega le zampe e il pipistrello allora
Stringe la rotta a cerchio più stretto.

Non c’è duello, solo fisica e fame,
Lui deve mangiare cinquecento a notte,
Lei deve deporre uova nel letame.

L’ala la prende, la chiude, la inghiotte.
Niente morale, niente epilogo infame:
Uno continua, l’altra si interrompe.

Margherita di Savoia 04/10/2026


FonteImmagine generata con AI
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Salvatore Memeo è nato a San Ferdinando di Puglia nel 1938. Si è diplomato in ragioneria, ma non ha mai praticato la professione. Ha scritto articoli di attualità su diversi giornali, sia in Italia che in Germania. Come poeta ha scritto e pubblicato tre libri con Levante Editori: La Bolgia, Il vento e la spiga, L’epilogo. A due mani, con un sacerdote di Bisceglie, don Francesco Dell’Orco, ha scritto due volumi: 366 Giorni con il Venerabile don Pasquale Uva (ed. Rotas) e Per conoscere Gesù e crescere nel discepolato (ed. La Nuova Mezzina). Su questi due ultimi libri ha curato solo la parte della poesia. Come scrittore ha pronto per la stampa diversi scritti tra i quali, due libri di novelle: Con gli occhi del senno e Non sperando il meglio… È stato Chef e Ristoratore in diversi Stati europei. Attualmente è in pensione e vive a San Ferdinando di Puglia.

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