Il viaggio prima del viaggio

Andrea Pirani e il suo alter ego letterario Olindo Parini: uno visionario tramite il colore, l’altro visionario nelle parole; il primo squarciava la tela, in oltre 400 opere, per dilatarne spazio e forma; il secondo ha precorso il tempo e nelle pagine di Verso casa (Apogeo, 2022) ha emesso una auto-profezia sulla sua prematura scomparsa, lasciandoci così un prezioso testamento spirituale.

È stato felicemente scritto che Olindo Parini e Andrea Pirani, con differenti modalità espressive, dialogano tra di loro nella comune ricerca di soddisfare esigenze comunicative.

È stato precisato che tali esigenze si nutrono di motivazioni che possiamo anche definire come la “dannazione” di Olindo e Andrea e che «sono sempre le stesse: la ricerca dello scopo di un percorso, del senso, se esiste, di un disegno complessivo, la necessità di contaminazione estetica e di armonia».

In altri termini, la vita come un viaggio, ricerca di senso e anelito mai del tutto compiuti, una presenza che è passaggio: “verso casa”, per l’appunto, nella sete di quel divino che tutto lega e dislega, tutto prende e tutto dà, in una catena di contraddizioni che solo l’ultima soglia può disvelare o annegare.

La vita e l’arte di Olindo/Andrea sono, dunque, una danza, che scandaglia lo spirito, ferma in fotogrammi il quotidiano e dà plasticità all’anima.

E la morte? Non è dramma né tragedia, forse rinascita, di certo attraversamento.

Lo scrive il medesimo Olindo/Andrea: «Ma perché ora e non prima, o non dopo? D’altronde: anche un quadro cade solo quando il chiodo decide di averne abbastanza, né un attimo prima né uno dopo. E così, come la morte arriva quando deve, interrompendo le sequenze degli attimi del tempo e travolgendo certezze e sensazioni di illusoria immortalità, anch’io mi ritrovai all’improvviso catapultato nel ciclo dimensionale di morte e rinascita, su frequenze diverse e sconosciute, senza capire che fine avesse fatto ciò che fino ad allora credevo immutabile».

Olindo e Andrea: il viaggio prima del viaggio.

O. Parini, Verso casa, Apogeo 2022, pp.55, €15.00


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La mia fortuna? Il dono di tanto amore che, senza meriti, ricevo e, in minima parte, provo a restituire. Conscio del limite, certo della mia ignoranza, non sono mai in pace. Vivo tormentato da desideri, sempre e comunque: di imparare, di vedere, di sentire; di viaggiare, di leggere, di esperire. Di gustare. Di stringere. Di abbracciare. Un po’ come Odysseo, più invecchio e più ho sete e fame insaziabili, che mi spingono a correre, consapevole che c’è troppo da scoprire e troppo poco tempo per farlo. Il Tutto mi asseta. Amo la terra di Nessuno: quella che pochi frequentano, quella esplorata dall’eroe di Omero, ma anche di Dante e di Saba. Essere il Direttore di "Odysseo"? Un onore che nemmeno in sogno avrei osato immaginare...

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